L’area tra via Tiburtina, via Beniamino Andreatta e via Camesena torna al centro delle polemiche a Roma. Residenti e automobilisti denunciano degrado, accampamenti abusivi e episodi di aggressività ai semafori. Sulla vicenda interviene anche il consigliere Fabrizio Montanini con una lettera ufficiale alla Polizia Locale.
Tiburtina, cresce la paura tra residenti e automobilisti
A Roma, lungo l’asse della Tiburtina, il degrado urbano torna a trasformarsi in un tema di sicurezza percepita. Nell’area compresa tra via Tiburtina, via Beniamino Andreatta e via Camesena, a pochi passi dalla Stazione Tiburtina e dall’accesso Est lato Pietralata, cresce infatti la tensione tra residenti e automobilisti che quotidianamente attraversano la zona.
Non si tratta più soltanto di una denuncia legata al decoro urbano o alla presenza di rifiuti e giacigli di fortuna. A preoccupare chi vive e frequenta il quartiere sono soprattutto alcuni episodi di aggressività che, secondo le testimonianze raccolte, si starebbero verificando ai semafori della zona. Un clima che molti residenti descrivono ormai come fuori controllo, in uno dei quadranti più trafficati e strategici della Capitale.
A rilanciare la vicenda è stato il post pubblicato da Eugenia nel gruppo Facebook “Comitato Beltramelli – Meda – Portonaccio (Tiburtina)”, dove la residente ha raccontato la situazione vissuta quotidianamente nell’area. Parole che hanno rapidamente attirato commenti e reazioni da parte di altri cittadini, segno di un disagio che sembra essere percepito da più persone.
Il racconto dei residenti: “La Tiburtina è diventata un dormitorio a cielo aperto”
Nel suo intervento social, Eugenia descrive un angolo della Tiburtina trasformato in “un dormitorio a cielo aperto sotto gli occhi di tutti”. Un’espressione forte, che fotografa il senso di esasperazione di molti residenti della zona.
La segnalazione, però, non si ferma al tema del degrado. Nel post viene infatti evidenziata una crescente preoccupazione per la sicurezza stradale e personale degli automobilisti costretti a fermarsi ai semafori tra via Tiburtina, via Andreatta e via Camesena.
Secondo quanto riferito dalla residente, uno dei soggetti presenti nell’area chiederebbe denaro agli automobilisti mostrando un cartello. In alcuni casi, sostiene Eugenia, alle richieste di soldi sarebbero seguite reazioni aggressive nei confronti di chi avrebbe rifiutato di consegnare denaro, con pugni sferrati contro i finestrini delle auto ferme al rosso.
Un racconto che ha immediatamente acceso il dibattito nel quartiere e sui social, soprattutto perché collega il fenomeno dell’accampamento abusivo a una percezione di insicurezza crescente in una zona attraversata ogni giorno da migliaia di persone tra residenti, pendolari, lavoratori e studenti.
La zona della Stazione Tiburtina torna al centro delle polemiche
L’area segnalata si trova in una posizione estremamente delicata dal punto di vista urbano. Via Beniamino Andreatta corre infatti a ridosso dell’accesso Est della Stazione Tiburtina, uno dei principali snodi ferroviari e infrastrutturali di Roma.
Negli ultimi anni il quadrante Tiburtina-Pietralata è stato al centro di numerosi progetti di trasformazione urbana, tra nuove costruzioni, uffici, servizi e collegamenti ferroviari. Accanto allo sviluppo della zona, però, continuano a emergere criticità legate a degrado, marginalità sociale e sicurezza urbana.
La presenza di accampamenti improvvisati e giacigli lungo alcune aree limitrofe alla stazione è stata più volte segnalata dai residenti, soprattutto nei pressi dei sottopassi, delle aree verdi e delle zone meno illuminate. Il timore di molti cittadini è che la situazione possa ulteriormente peggiorare con l’arrivo della stagione estiva e con l’aumento del flusso di persone nella zona.
In particolare, il tratto tra via Tiburtina e via Camesena viene percepito come uno dei punti più critici durante le ore serali e notturne, quando il traffico rallenta ai semafori e gli automobilisti si trovano costretti a fermarsi per diversi secondi.
L’esposto del consigliere Fabrizio Montanini alla Polizia Locale
La vicenda è arrivata anche sui tavoli istituzionali. Il consigliere Fabrizio Montanini, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio del IV Municipio di Roma Capitale, ha infatti inviato una lettera ufficiale alla Polizia Locale di Roma Capitale per segnalare la situazione.
Nel documento, protocollato il 24 aprile 2026 con numero 53203, Montanini parla esplicitamente di un “insediamento abusivo” presente in via Beniamino Andreatta, nei pressi del muro che delimita via Altiero Spinelli e vicino all’accesso Est lato Pietralata della Stazione Tiburtina.
“Numerose segnalazioni dei residenti”
Nella lettera indirizzata al Comandante del IV Gruppo Tiburtino della Polizia Locale, Maurizio Sozi, e per conoscenza al Comandante Generale Mario De Sclavis, il consigliere spiega di aver ricevuto “numerose segnalazioni” da parte dei residenti della zona.
Montanini sottolinea inoltre come l’attività di campeggio sia vietata nei luoghi pubblici, chiedendo quindi un “urgente intervento finalizzato a ristabilire lo stato di sicurezza e di decoro nell’area su citata”.
L’intervento istituzionale rappresenta un elemento importante nella vicenda, perché trasforma una denuncia nata sui social in un caso formalmente segnalato alle autorità competenti.
Degrado e sicurezza: il nodo della Tiburtina
La situazione denunciata nell’area della Tiburtina riaccende ancora una volta il dibattito sul rapporto tra degrado urbano e sicurezza percepita a Roma.
Molti residenti sostengono che il problema non riguardi soltanto la presenza di accampamenti o giacigli improvvisati, ma anche la sensazione crescente di mancanza di controllo in alcune aree della città. Una percezione che aumenta soprattutto nei punti ad alta percorrenza, come stazioni ferroviarie, grandi arterie stradali e semafori trafficati.
Il racconto dei pugni ai finestrini, indipendentemente dal numero degli episodi realmente avvenuti, mostra infatti come il tema della sicurezza sia diventato centrale nella percezione dei cittadini. E proprio la componente emotiva della paura rappresenta oggi uno degli elementi più delicati nella gestione del degrado urbano nelle grandi città.
Per molti residenti della zona Tiburtina, il rischio è che il quartiere possa lentamente abituarsi a situazioni considerate fino a pochi anni fa eccezionali. Una normalizzazione del degrado che alimenta rabbia, sfiducia e tensioni sociali.
I residenti chiedono controlli e interventi rapidi
Nel quartiere cresce ora la richiesta di interventi concreti. I cittadini chiedono maggiore presenza delle forze dell’ordine, controlli più frequenti e operazioni di ripristino del decoro urbano nell’area compresa tra via Tiburtina, via Andreatta e via Camesena.
La preoccupazione principale riguarda soprattutto le ore serali, quando il traffico diminuisce e la percezione di vulnerabilità aumenta tra chi attraversa la zona in auto o a piedi. Il timore di molti residenti è che la situazione possa degenerare ulteriormente se non verranno adottati provvedimenti rapidi.
E mentre ai semafori della Tiburtina continuano a fermarsi centinaia di automobilisti ogni giorno, nel quartiere cresce la sensazione che quel tratto di Roma stia lentamente perdendo il controllo del proprio spazio pubblico.
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