Vegetazione alta, sterpaglie e rifiuti intorno al viadotto della Magliana. Claudio Cocciatelli, coordinatore di Fratelli d’Italia nel Municipio XI, ha inviato una PEC chiedendo sfalcio, pulizia, sopralluoghi e interventi preventivi contro il rischio di nuovi incendi.
A Roma, nell’area del viadotto della Magliana, torna al centro dell’attenzione la presenza di vegetazione alta, sterpaglie e rifiuti abbandonati. Nella mattinata di domenica 9 agosto 2026, Claudio Cocciatelli, coordinatore di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma XI, ha inviato una PEC chiedendo un intervento urgente di sfalcio, potatura, pulizia e sopralluogo nelle aree circostanti lo svincolo, con particolare riferimento alle direzioni Fiumicino, Roma Centro ed EUR. L’obiettivo indicato nella segnalazione è prevenire possibili incendi e mettere in sicurezza un quadrante già interessato nei mesi scorsi da roghi, fumo e criticità ambientali. Cocciatelli ha inoltre precisato a Il Marforio di aver trasmesso la comunicazione al protocollo del Municipio XI e al protocollo comunale competente per la gestione del ciclo dei rifiuti.
Roma, vegetazione e rifiuti intorno al viadotto della Magliana
Le fotografie diffuse insieme alla segnalazione documentano una situazione che, almeno sul piano visivo, appare difficile da ignorare. In diversi punti la vegetazione è cresciuta a ridosso dei guardrail e delle infrastrutture stradali, mentre canneti e arbusti occupano ampie porzioni delle aree laterali al viadotto. In uno degli scatti la vegetazione arriva anche a coprire parzialmente la segnaletica stradale.
Le immagini mostrano inoltre rifiuti e materiali abbandonati lungo i margini dell’area e in prossimità di un percorso laterale. Sono visibili sacchi, frammenti, legname, detriti e altri scarti mescolati alla vegetazione. Nella comunicazione formale inviata agli uffici, Cocciatelli parla di “rifiuti abbandonati a cielo aperto” e richiama in particolare la zona laterale al viadotto, all’altezza della fine della pista ciclabile.
Cocciatelli chiede sfalcio, potature e rimozione dei rifiuti
La richiesta indirizzata agli uffici non si limita a una generica denuncia sul degrado. Nel documento viene chiesto di intervenire con il taglio e lo sfalcio della vegetazione spontanea e delle sterpaglie, con la potatura delle piante che invadono le aree di passaggio e le pertinenze del viadotto e con la rimozione dei rifiuti presenti.
Viene inoltre sollecitato un sopralluogo per verificare eventuali ulteriori situazioni di degrado o di potenziale pericolo, oltre all’adozione delle misure ritenute necessarie per prevenire incendi e condizioni di rischio per la cittadinanza.
Uno dei passaggi più rilevanti riguarda la richiesta agli uffici di “prendere in carico la segnalazione e comunicare gli interventi previsti e le relative tempistiche”. È un elemento che sposta la vicenda dal piano della semplice denuncia a quello della verifica amministrativa: il tema diventa ora capire quali interventi verranno programmati e soprattutto con quali tempi.
Viadotto della Magliana, la preoccupazione per il rischio incendi
Nella PEC Cocciatelli collega la richiesta anche alle condizioni della stagione estiva, richiamando temperature elevate e siccità. Secondo quanto scritto nella segnalazione, la presenza contemporanea di vegetazione secca e rifiuti abbandonati potrebbe rappresentare un potenziale fattore di rischio per l’innesco e la propagazione degli incendi, con conseguenze sulla sicurezza, sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.
Sul punto è però necessario mantenere una distinzione precisa. Le fotografie documentano vegetazione molto sviluppata, sterpaglie, rifiuti e detriti, ma non consentono di stabilire la natura dei materiali abbandonati né la loro eventuale pericolosità. In assenza di verifiche tecniche, quindi, è corretto parlare di rifiuti e materiali presenti nell’area senza attribuire loro caratteristiche che non risultano accertate.
Il tema della prevenzione assume comunque particolare rilevanza proprio alla luce di quanto già accaduto nello stesso quadrante di Roma durante gli ultimi mesi.
Roma, il precedente dell’8 agosto: nuove segnalazioni di fumo alla Magliana
La nuova iniziativa arriva infatti a distanza di appena un giorno da un altro episodio raccontato da Il Marforio. L’8 agosto 2026 erano tornate le segnalazioni di fumo e odore di bruciato sotto il viadotto della Magliana, nella zona della ciclabile e di Riva Pian Due Torri. Alcuni residenti avevano chiesto al Municipio Roma XI controlli sulla qualità dell’aria e il coinvolgimento di ARPA Lazio dopo mesi di incendi e criticità nello stesso quadrante.
Quella segnalazione aveva riportato al centro una domanda rimasta aperta per chi vive nella zona: capire cosa venga respirato quando il fumo raggiunge le abitazioni e se siano stati effettuati monitoraggi ambientali specifici. Anche in quell’occasione Il Marforio aveva distinto tra le percezioni dei residenti e ciò che può essere dimostrato tecnicamente, sottolineando come senza analisi non sia possibile stabilire la composizione dei fumi.
Magliana, mesi di roghi, bonifiche e nuove segnalazioni
Il dossier del viadotto della Magliana non nasce però ad agosto. Nel corso del 2026 Il Marforio ha documentato più volte roghi, accumuli di rifiuti, vegetazione e richieste di bonifica nell’area. Il 4 maggio un incendio sviluppatosi sotto il viadotto aveva prodotto una densa colonna di fumo nero, riportando l’attenzione sulla sicurezza del quadrante.
Il 25 maggio nuove fotografie da via Isacco Newton, tra Magliana e Pian Due Torri, avevano mostrato ancora canneti, materiali abbandonati, vegetazione cresciuta lungo le aree di passaggio e segni riconducibili a precedenti combustioni. Già tra marzo e aprile erano inoltre arrivate altre segnalazioni sui roghi e richieste di intervento, seguite anche da operazioni di bonifica nell’area.
La PEC inviata da Cocciatelli si inserisce quindi in un quadro di criticità già emerso più volte, ma introduce un elemento preciso: la richiesta di intervenire preventivamente prima che le condizioni possano ulteriormente peggiorare.
Roma, ora si attendono interventi e tempistiche dagli uffici
Il punto, oggi, non è soltanto rimuovere ciò che è stato abbandonato o contenere la crescita della vegetazione. La questione riguarda anche la possibilità di garantire una gestione continuativa dell’area intorno al viadotto della Magliana, evitando che rifiuti, sterpaglie e degrado tornino ciclicamente a rappresentare un problema, soprattutto durante i mesi più caldi.
Ora la risposta passa agli uffici competenti. Cocciatelli ha chiesto non soltanto un intervento, ma anche informazioni sulle misure previste e sulle relative tempistiche. Sarà quindi da verificare se il Municipio Roma XI e gli uffici di Roma Capitale prenderanno in carico la segnalazione e quali azioni verranno predisposte per lo sfalcio della vegetazione, la rimozione dei rifiuti e la messa in sicurezza dell’area.
🔔 Vuoi ricevere le nostre notizie dall’XI Municipio in tempo reale?
Iscriviti al canale WhatsApp del Marforio


