Il capogruppo della Lega Fabrizio Santori chiede l’intervento del Prefetto contro le occupazioni nelle scuole di Roma. Al centro del dibattito il diritto allo studio, le proteste studentesche e i costi dei danneggiamenti.
A Roma, dopo una serie di occupazioni e mobilitazioni negli istituti superiori, il capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina Fabrizio Santori chiede un intervento urgente del Prefetto e richiama i dirigenti scolastici alla tutela del diritto allo studio. La richiesta, contenuta in una nota del 16 ottobre 2026, arriva nel pieno delle proteste che hanno interessato numerose scuole della Capitale, culminate venerdì in un corteo studentesco davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito. Al centro della presa di posizione del consigliere ci sono le lezioni interrotte, l’accesso agli istituti e i costi degli eventuali danneggiamenti.
Roma, dalle occupazioni nei licei al corteo degli studenti
La mobilitazione ha coinvolto nelle ultime settimane diversi istituti romani. All’inizio di ottobre è stato occupato il liceo Cavour; il 13 ottobre, secondo quanto riferito dall’ANSA, sono state segnalate occupazioni anche al Newton e alla succursale del Machiavelli in via dei Sabelli. La mobilitazione ha interessato inoltre l’istituto artistico Enzo Rossi, occupato dal 12 ottobre.
Tra le scuole coinvolte figura anche il liceo classico e linguistico Immanuel Kant, nella zona di Centocelle. Una circolare diffusa dalla dirigente scolastica il 13 ottobre ha comunicato l’occupazione della sede di piazza Zambeccari, con la conseguente interruzione delle attività scolastiche. In altri istituti della Capitale si sono svolte assemblee, picchetti e cortei, forme di protesta che non devono essere automaticamente confuse con le occupazioni.
Roma, il corteo del 16 ottobre e le tensioni al Ministero dell’Istruzione
Venerdì 16 ottobre migliaia di studenti sono scesi in piazza a Roma, attraversando il centro della Capitale fino a raggiungere il Ministero dell’Istruzione e del Merito in viale Trastevere. La partecipazione è stata stimata in 20mila persone dagli organizzatori e in circa 5mila dalle forze dell’ordine, secondo quanto riportato dall’ANSA.
Durante la manifestazione si sono verificati momenti di tensione. Secondo la ricostruzione dell’agenzia ANSA, alcuni manifestanti con il volto coperto hanno lanciato bombe carta e petardi lungo il percorso, mentre davanti al Ministero si sono registrati ulteriori lanci di petardi contro l’edificio. Il corteo si è successivamente concluso alla Città dell’Altra Economia, a Testaccio, senza ulteriori tensioni.
Gli episodi di violenza rappresentano una parte della giornata di protesta e non possono essere attribuiti indistintamente a tutti i partecipanti. La manifestazione aveva infatti anche l’obiettivo di chiedere maggiori investimenti nell’istruzione e contestare alcune politiche governative.
Santori: «Manifestare è un diritto, impedire di entrare a scuola non lo è»
Nel quadro di queste tensioni, Santori interviene chiedendo alle istituzioni una risposta. «Manifestare è un diritto, impedire agli altri di entrare a scuola non lo è», afferma il capogruppo leghista, denunciando occupazioni, ingressi bloccati e lezioni sospese. Il consigliere sollecita il Prefetto di Roma ad agire per prevenire quelle che definisce occupazioni illegali, intimidazioni e danneggiamenti.
La richiesta riguarda anche i presidi, chiamati da Santori a garantire l’accesso alle lezioni e la tutela delle strutture. «La scuola appartiene a tutti e non a chi urla più forte», sostiene. Si tratta di una posizione politica precisa, che non equivale all’annuncio di provvedimenti già decisi dalla Prefettura né consente di attribuire indistintamente comportamenti illeciti agli studenti coinvolti nelle proteste.
Danni alle scuole di Roma: la stima di 2,5 milioni in due anni
Un altro punto del comunicato riguarda il peso economico delle occupazioni. Santori richiama la stima di oltre 2,5 milioni di euro di danni in due anni, attribuita all’Associazione nazionale presidi (ANP) di Roma. La cifra era stata già riportata da RaiNews all’inizio di ottobre, insieme alle preoccupazioni espresse dai dirigenti scolastici per gli interventi di ripristino.
Tra gli episodi più recenti figura quello del liceo Cavour. Dopo cinque giorni di occupazione, il sopralluogo del dirigente scolastico ha evidenziato estintori manomessi, porte danneggiate, scritte sui muri e attrezzature informatiche distrutte. Secondo quanto riportato da la Repubblica il 13 ottobre, una prima valutazione indicava almeno 10mila euro di danni, ai quali aggiungere i costi di pulizia e sanificazione. Si tratta di una valutazione iniziale, non di un bilancio definitivo.
Costi e responsabilità ancora da chiarire
Nel materiale esaminato non è disponibile un rendiconto analitico complessivo che permetta di distinguere le spese per ciascun istituto, la natura dei danni e le somme effettivamente sostenute dagli enti competenti. La stima dei 2,5 milioni non riguarda soltanto le occupazioni di ottobre 2026 e non può essere utilizzata per attribuire responsabilità specifiche senza ulteriori accertamenti.
Santori chiede proprio di conoscere il costo delle ultime occupazioni e di individuare gli autori di eventuali danneggiamenti. Un approfondimento che riguarda non soltanto la tutela del patrimonio scolastico, ma anche la trasparenza nell’impiego delle risorse pubbliche destinate alla manutenzione degli edifici.
Le ragioni della protesta e il diritto allo studio
Dall’altra parte, i collettivi studenteschi sostengono che le mobilitazioni nascano anche dalle condizioni degli edifici, dalla richiesta di maggiori investimenti nell’istruzione e dalla contestazione di alcune politiche del Governo. Il collettivo Osa ha denunciato strutture inadeguate e provvedimenti ritenuti repressivi. Sono rivendicazioni da distinguere dagli eventuali atti di vandalismo, che richiedono verifiche e l’accertamento delle responsabilità individuali.
Il confronto pone una questione che riguarda l’intera comunità scolastica: garantire contemporaneamente la libertà di espressione degli studenti, la continuità delle lezioni e la salvaguardia dei beni pubblici. Sono interessi diversi, ma non necessariamente incompatibili, purché la protesta non impedisca ad altri di esercitare i propri diritti.
Roma, nuova assemblea studentesca il 23 ottobre: i prossimi sviluppi
La mobilitazione non sembra destinata a concludersi con il corteo del 16 ottobre. Le organizzazioni studentesche hanno infatti annunciato una nuova assemblea pubblica per venerdì 23 ottobre 2026, con l’obiettivo di discutere la prosecuzione delle iniziative. L’appuntamento è stato comunicato al termine della manifestazione romana, come riferito dall’ANSA.
Restano intanto aperte le questioni relative alle occupazioni degli istituti, ai costi degli interventi di ripristino e alle responsabilità per gli eventuali danneggiamenti. La richiesta di Santori al Prefetto di Roma rappresenta una sollecitazione politica e non la comunicazione di una decisione istituzionale.
Eventuali risposte della Prefettura, delle dirigenze scolastiche e degli enti responsabili degli edifici saranno importanti per chiarire il quadro. La tutela del diritto allo studio, la sicurezza delle strutture e la libertà di manifestazione restano i principali temi sui quali si concentrerà il confronto nelle scuole di Roma.
🔔 Vuoi ricevere le nostre notizie da Roma in tempo reale?
Iscriviti al canale WhatsApp del Marforio


