Nel quartiere Monte Mario di Roma, in via Acquedotto del Peschiera, una residente denuncia rifiuti, erbacce e marciapiedi invasi dal degrado. Il nodo riguarda anche i lavori sulle condotte idriche e la presunta rimozione dei bidoni.
Roma, la denuncia da Monte Mario: via Acquedotto del Peschiera tra sacchi e degrado
ROMA – Sacchi dell’immondizia lasciati sul marciapiede, cartoni abbandonati accanto agli alberi, aiuole trasformate in piccoli depositi di rifiuti, bottiglie, lattine e scarti sparsi tra le erbacce. È la situazione documentata in via Acquedotto del Peschiera, a Monte Mario, dove domenica 13 giugno 2026, intorno alle 8.20 del mattino, una residente ha fotografato e denunciato sui social lo stato di una strada che, nelle immagini, appare segnata da degrado urbano, mancata manutenzione del verde e rifiuti abbandonati.
Il post è stato pubblicato dalla signora Laura sul gruppo Facebook “Monte Mario”. Poche parole, accompagnate da fotografie molto chiare: “Buongiorno a tutti, questa voglio condividere con voi la situazione di via Acquedotto del Peschiera. Questa è la capitale d’Italia… Non ci sono parole. Roma oramai si trova in uno stato di degrado impressionante”. Una frase amara, diretta, che restituisce il senso di esasperazione di chi vive il quartiere.
Il punto, però, non è solo l’indignazione. Le immagini mostrano una criticità concreta per un pezzo di Roma nord, in un quadrante dove la convivenza tra lavori, viabilità, parcheggi, raccolta dei rifiuti e manutenzione del verde sembra diventata sempre più complicata. La denuncia pone una domanda precisa: durante i lavori e le modifiche agli spazi pubblici, chi garantisce ai residenti condizioni minime di pulizia, decoro e vivibilità?
Roma, le foto della residente: marciapiedi, aiuole e rifiuti abbandonati
Nelle fotografie si vedono sacchi colorati depositati accanto a una centralina, buste lasciate tra la vegetazione, cartoni e imballaggi abbandonati vicino alle auto parcheggiate. In alcuni punti le aiuole sono invase da erbacce alte e secche, dentro le quali compaiono bottiglie, lattine, contenitori, carte e altri rifiuti. Il muro lungo il tratto fotografato presenta scritte e segni di incuria, mentre la vegetazione cresce in modo disordinato attorno agli impianti e agli spazi laterali.
In via Acquedotto del Peschiera, secondo quanto documentato dalla signora Laura, il problema riguarda sia il conferimento scorretto dei rifiuti sia la condizione degli spazi pubblici. I marciapiedi appaiono parzialmente occupati da sacchi e materiali lasciati fuori posto, mentre le aiuole sembrano non ricevere una manutenzione adeguata. È un’immagine che molti romani riconoscono bene: non il grande episodio eccezionale, ma il degrado ordinario che peggiora la qualità della vita dei residenti.
Il commento dei residenti: “Dopo il bar marciapiede ridotto a discarica”
A rafforzare il quadro è arrivato anche il commento della signora Catia, che ha allargato la denuncia a un tratto vicino della stessa zona. “È una vergogna! Per non parlare poi della situazione dopo il bar… erbacce alte un metro che nemmeno riesci a passare sul marciapiede ridotto ad una discarica!!! Ci hanno abbandonati”, ha scritto la residente.
Sono parole dure, ma utili per comprendere la percezione del quartiere. Non si parla solo di rifiuti lasciati in un punto, ma di un marciapiede che, secondo la segnalazione, sarebbe diventato difficile da percorrere a causa delle erbacce alte e dell’accumulo di sporcizia. Un marciapiede invaso o ostruito può diventare un ostacolo per anziani, genitori con passeggini, persone con disabilità o semplicemente per chi si muove a piedi.
Il tema del decoro, in questi casi, coincide con quello della sicurezza e dell’accessibilità. Se un tratto pedonale viene occupato da vegetazione, sacchi o rifiuti, il cittadino è spesso costretto a spostarsi verso la carreggiata o a procedere con difficoltà. Ed è qui che una segnalazione social, se documentata da immagini e testimonianze, diventa una notizia di interesse pubblico.
Roma, dai lavori sulle condotte ai bidoni rimossi: il nodo segnalato nel quartiere
Il nodo dei bidoni rimossi durante il cantiere
Il passaggio più delicato della denuncia riguarda però i lavori sulle condotte idriche. Sempre secondo quanto riferito dalla signora Catia, da circa un anno sarebbero iniziati interventi nella zona e, insieme ai parcheggi, sarebbero stati rimossi anche i bidoni. “Non sappiamo nemmeno dove buttare la spazzatura perché da un anno che sono iniziati i lavori per le condotte idriche hanno tolto, oltre i parcheggi, anche i bidoni”, ha scritto la residente.
Questo punto sposta l’articolo dal semplice racconto del degrado alla questione organizzativa. Se, come riferito dai residenti, i lavori hanno comportato la rimozione dei contenitori per i rifiuti, diventa legittimo chiedere quale soluzione alternativa sia stata prevista per chi abita o frequenta la zona. La presenza di un cantiere può modificare temporaneamente la viabilità, ridurre i posti auto e spostare servizi essenziali. Ma proprio per questo serve una gestione chiara, comprensibile e comunicata ai cittadini.
In una città complessa come Roma, i lavori pubblici non possono essere considerati separatamente dalla vita quotidiana dei residenti. Una strada interessata da interventi sulle reti idriche continua a essere una strada abitata e utilizzata. Se i punti di conferimento vengono spostati, se i marciapiedi vengono ridotti, se il verde non viene curato, il rischio è che il cantiere diventi il contesto dentro cui il degrado si stabilizza.
Una questione di vivibilità urbana, non solo di decoro
La vicenda di via Acquedotto del Peschiera racconta un problema molto concreto: i residenti chiedono di poter vivere una strada pulita, percorribile e ordinata. Non è una richiesta straordinaria. È il minimo che ci si aspetta in un quartiere della Capitale, soprattutto in un’area dove la presenza di lavori e modifiche agli spazi pubblici richiederebbe ancora più attenzione.
Il materiale raccolto mostra una somma di criticità: rifiuti abbandonati, erbacce alte, marciapiedi sporchi, aiuole trascurate, muri imbrattati e una sensazione diffusa di abbandono. Una parte riguarda i comportamenti incivili di chi lascia sacchi e materiali dove non dovrebbe. Un’altra, però, riguarda la capacità degli enti competenti di prevenire l’accumulo, garantire pulizia, curare il verde e offrire ai cittadini indicazioni chiare.
L’inciviltà di alcuni non può diventare l’alibi per lasciare un’intera strada nell’incuria. Allo stesso tempo, la denuncia dei residenti non può essere archiviata come l’ennesimo sfogo social, perché le immagini documentano una condizione visibile e concreta.
Le domande aperte per Roma Nord
Pulizia, raccolta e manutenzione: cosa chiedono i residenti
A questo punto, le domande da porre sono semplici. Chi deve intervenire per ripulire il tratto di via Acquedotto del Peschiera documentato dai residenti? Sono stati previsti punti alternativi per il conferimento dei rifiuti dopo l’eventuale rimozione dei bidoni legata ai lavori? Esiste un cronoprogramma per la manutenzione del verde e per il ripristino della strada? E soprattutto: i cittadini sono stati informati in modo chiaro su dove buttare la spazzatura durante questa fase?
La segnalazione della signora Laura, insieme al commento della signora Catia, racconta una richiesta di normalità. In via Acquedotto del Peschiera non si chiede un intervento straordinario, ma una risposta su pulizia, raccolta dei rifiuti e manutenzione. In altre parole, ciò che dovrebbe essere ordinario in ogni quartiere di Roma.
Per Monte Mario, il punto è evitare che lavori, bidoni rimossi e mancata cura degli spazi trasformino marciapiedi e aiuole in discariche diffuse. Quando una strada arriva a essere raccontata dai residenti come un luogo dove “non sappiamo più dove buttare la spazzatura”, il problema non è più soltanto il sacchetto lasciato a terra. È la tenuta complessiva del servizio urbano.
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