A Roma il nuovo assetto di viale del Caravaggio alimenta il confronto tra i residenti. Il progetto ciclabile nasce da una programmazione avviata anni fa e finanziata anche con risorse PNRR, ma restano domande sulla configurazione della strada e sullo stato dei lavori.
Il nuovo assetto di viale del Caravaggio, nel Municipio VIII di Roma, divide il quartiere. A riaccendere il confronto è il video girato da un residente e pubblicato nel gruppo Facebook del Comitato Residenti Ardeatino Tor Marancia: nelle immagini vengono contestati gli spazi ricavati sulla carreggiata per biciclette e pedoni, insieme alla configurazione della fermata dell’autobus e alla presenza dei cassonetti.
Nel filmato si distingue una pista ciclabile bidirezionale, affiancata in alcuni punti da uno spazio delimitato sull’asfalto e destinato ai pedoni, mentre resta presente anche il tradizionale marciapiede rialzato. Una trasformazione visibile della sezione stradale che ha aperto un confronto tra chi considera il nuovo assetto un miglioramento della sicurezza e chi, invece, si domanda se la redistribuzione degli spazi sia stata calibrata correttamente sulle diverse esigenze della strada.
«È uno scempio», commenta nel video il residente, contestando in particolare la riduzione dello spazio precedentemente destinato alla carreggiata e il rapporto tra pista ciclabile, percorso pedonale, fermata del trasporto pubblico e cassonetti.
Nel video pubblicato dal Comitato Residenti Ardeatino Tor Marancia è visibile il nuovo assetto di viale del Caravaggio al centro del confronto nel quartiere.
Due letture opposte dello stesso intervento a Roma Sud
Le reazioni pubblicate sotto il video raccontano bene la divisione.
Un cittadino ricorda come, prima dei lavori, viale del Caravaggio fosse a suo giudizio particolarmente pericolosa per la velocità delle automobili e sostiene che il nuovo assetto permetta ora alle diverse categorie di utenti di utilizzare la strada in maggiore sicurezza.
Un altro residente pone invece una domanda diversa: perché ricavare ulteriore spazio per i pedoni sulla sede stradale se lungo quel tratto esiste già un marciapiede? Nella sua lettura l’intervento finirebbe per penalizzare chi utilizza l’automobile.
Sono valutazioni contrapposte e, in assenza di dati tecnici sulla velocità precedente e successiva ai lavori o sull’incidentalità, devono rimanere tali. Ma pongono una questione concreta: come sono stati bilanciati, nel progetto, gli interessi di ciclisti, pedoni, utenti del trasporto pubblico e automobilisti?
La ciclabile ha una storia che parte dal 2018
Il progetto va però inserito in un quadro più ampio.
Nel 2018 il Municipio VIII fu interessato dal processo di bilancio partecipativo #RomaDecide. Secondo Roma Capitale, oltre 2.200 cittadini votarono tra 80 progetti selezionati e furono individuati 18 interventi su cui destinare circa 17 milioni di euro. Tra quelli scelti figurava una “Pista ciclabile Grotta Perfetta-Appia Antica”, allora indicata con un valore di 1,425 milioni di euro. Nello stesso pacchetto comparivano anche la riqualificazione delle piste ciclabili esistenti e un collegamento ciclopedonale tra la Tenuta di Tor Marancia, Parco Scott e la Caffarella.
La logica di connessione del quadrante è rintracciabile anche nel documento definitivo del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Tra gli itinerari proposti dai mobility manager erano già indicati collegamenti tra Grotta Perfetta e piazzale del Caravaggio, la metro San Paolo e piazzale del Caravaggio e via Sartorio con lo stesso nodo, con l’obiettivo di creare raccordi con la dorsale ciclabile della Cristoforo Colombo.
L’intervento oggi censito da Roma Capitale è la Ciclovia urbana Grottaperfetta-Appia Antica-Sartorio, finanziata nell’ambito del PNRR. Il soggetto attuatore è Roma Capitale e il finanziamento indicato è pari a 755.894,12 euro. Il Campidoglio descrive l’obiettivo come quello di collegare via di Grottaperfetta alla rete ciclabile esistente e al parco di Tor Marancia, favorendo l’utilizzo della bicicletta anche per gli spostamenti quotidiani e aumentando accessibilità e sicurezza dei ciclisti.
La banca dati OpenPNRR associa allo stesso CUP, J89J21020140004, la denominazione “Realizzazione del collegamento ciclabile Grotta Perfetta-Ardeatina (Appia Antica) – Processo partecipativo Navigatori 2018”, confermando dunque il collegamento amministrativo tra la programmazione originaria e il successivo finanziamento PNRR.
Viale del Caravaggio a Roma, le domande che restano aperte
È proprio la presenza di una progettazione strutturata e di risorse pubbliche a rendere legittimo chiedere ora qualche chiarimento sul risultato visibile in viale del Caravaggio.
Qual è la funzione tecnica dello spazio pedonale ricavato sulla precedente sede stradale quando, nello stesso punto, è già presente un marciapiede? Serve a garantire una specifica continuità pedonale, a proteggere l’accesso alla fermata dell’autobus o risponde ad altre prescrizioni del progetto?
E ancora: come è stata progettata l’interazione tra la pista ciclabile e le fermate del trasporto pubblico? Sono state effettuate valutazioni specifiche per anziani, persone con disabilità e passeggeri che devono attraversare o avvicinarsi al percorso ciclabile per salire e scendere dagli autobus?
Un altro punto riguarda i cassonetti. Nel progetto sono state valutate le operazioni di conferimento e soprattutto quelle di svuotamento da parte dei mezzi AMA, affinché l’organizzazione della raccolta non generi interferenze con la pista o con gli altri utenti della strada?
Resta poi il tema della viabilità. Sarebbe utile conoscere quanti stalli di sosta siano stati modificati o eliminati, quale fosse la sezione stradale prima dei lavori e quale sia quella definitiva, ma soprattutto se siano disponibili studi o rilevazioni sulla velocità dei veicoli e sull’incidentalità che consentano di misurare gli effetti dell’intervento, oltre alle valutazioni soggettive dei favorevoli e dei contrari.
Roma, il termine indicato dal Campidoglio è già trascorso
C’è infine una questione amministrativa.
Il portale ufficiale “Roma si trasforma” continua a indicare il secondo trimestre del 2026 come data stimata di fine lavori della ciclovia Grottaperfetta-Appia Antica-Sartorio. La documentazione PNRR di Roma Capitale certificava già l’aggiudicazione dei lavori e il progetto esecutivo.
A settembre 2026 diventa quindi utile conoscere lo stato aggiornato dell’intervento, l’eventuale nuova data di conclusione e soprattutto se il tratto realizzato in viale del Caravaggio corrisponda integralmente alla configurazione prevista dal progetto esecutivo oppure sia stato oggetto di modifiche in corso d’opera.
Non si tratta di mettere in discussione l’utilità delle piste ciclabili come scelta di mobilità urbana. Il tema, più concretamente, è capire se questo specifico intervento sia riuscito a tenere insieme sicurezza ciclabile, mobilità pedonale, trasporto pubblico, raccolta dei rifiuti, sosta e viabilità.
Su questi aspetti, un chiarimento del Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti di Roma Capitale, dell’Assessorato capitolino competente e del Municipio VIII permetterebbe di spiegare ai residenti le ragioni tecniche delle scelte compiute e di chiarire i punti che oggi stanno alimentando il confronto nel quartiere.
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