Campo da basket nel Parco di via Antonio Malfante, nel quartiere Ardeatino di Roma, area inaugurata nel 2023 e oggi segnalata dai residenti per degrado e mancanza di manutenzione; in basso a destra Franco Baroni.

Roma, Parco di via Antonio Malfante nell’Ardeatino: dal taglio del nastro al degrado totale. I residenti denunciano l’abbandono

A Roma, nel quartiere Ardeatino, il Parco di via Antonio Malfante racconta una storia già vista: inaugurato nel febbraio 2023 tra promesse istituzionali e proclami sul decoro urbano, oggi versa in uno stato di degrado avanzato. Canneti mai bonificati, alberi secchi, rifiuti, presenze notturne incontrollate e segnalazioni di prostituzione. Il Comitato Residenti Ardeatino–Tor Marancia, con il presidente Franco Baroni, rende pubblica la situazione e chiede interventi immediati.

ROMA – Doveva essere un piccolo ma significativo presidio di verde urbano nel quadrante Ardeatino, uno spazio restituito ai cittadini per favorire socialità, sport e vivibilità. A distanza di meno di due anni dall’inaugurazione ufficiale, il Parco di via Antonio Malfante racconta invece l’ennesima storia di degrado urbano nella Capitale.

Canneti mai bonificati, alberelli completamente secchi, rifiuti diffusi, strutture danneggiate e un problema crescente di sicurezza nelle ore notturne. È questo il quadro denunciato dai residenti del quartiere Ardeatino, che attraverso il Comitato Residenti Ardeatino–Tor Marancia hanno deciso di rendere pubblica una situazione ormai ritenuta insostenibile.

Roma, il Parco di via Antonio Malfante: inaugurato nel 2023, oggi dimenticato

Il parco fu inaugurato nel febbraio 2023, alla presenza delle istituzioni, con la promessa di una particolare attenzione alla manutenzione e al decoro, proprio in virtù delle dimensioni contenute dell’area. Un parco pensato per famiglie, bambini e ragazzi, con spazi sportivi come il campo da basket e aree verdi curate.

A distanza di tempo, però, secondo i residenti quelle promesse non si sono tradotte in interventi concreti e continuativi. Il risultato è un’area che appare oggi totalmente abbandonata, simbolo di un approccio che a Roma si ripete spesso: inaugurazioni in pompa magna e gestione ordinaria inesistente.

Il sopralluogo dei residenti e la denuncia del Comitato

Su sollecitazione di numerosi cittadini, il Comitato Residenti Ardeatino–Tor Marancia ha effettuato un sopralluogo documentato all’interno del Parco di via Antonio Malfante. Le segnalazioni, spiegano dal Comitato, arrivano quotidianamente da chi vive affacciato sul parco o lo frequenta abitualmente.

Il sopralluogo ha messo in evidenza una lunga serie di criticità che vanno ben oltre il semplice decoro urbano, toccando temi sensibili come la sicurezza e l’igiene pubblica.

Degrado strutturale e ambientale nell’VIII Municipio di Roma: il canneto mai bonificato

Uno dei problemi principali riguarda la presenza di un vasto canneto mai bonificato. Secondo i residenti, non sono mai stati effettuati interventi definitivi per impedirne la ricrescita continua. Un’area che, nel progetto iniziale, avrebbe dovuto ospitare gazebo e spazi di aggregazione e che invece oggi è completamente incolta.

L’assenza di manutenzione ha trasformato questa zona in un ricettacolo di sporcizia e degrado, favorendo utilizzi impropri e rendendo di fatto inutilizzabile una parte significativa del parco.

Alberelli secchi e fondi pubblici sprecati

Altro elemento emblematico è rappresentato dagli alberelli piantati lungo il perimetro del parco. Una lunga fila di piante che, a distanza di tempo, appaiono completamente secche, mai sostituite né curate.

Per i residenti si tratta dell’ennesima dimostrazione di come a Roma si investano risorse pubbliche senza garantire un reale piano di manutenzione nel tempo. Soldi dei contribuenti spesi per un verde urbano rimasto solo sulla carta.

Rifiuti, topi e incuria diffusa nel parco di Roma

Bottiglie di plastica, lattine, cassette della frutta e rifiuti di ogni genere sono visibili in più punti del parco. Una situazione che, secondo le segnalazioni raccolte dal Comitato, avrebbe favorito anche la presenza di topi, con evidenti rischi sul piano igienico-sanitario.

Non si tratta di episodi isolati ma di un degrado strutturale che si protrae nel tempo senza risposte risolutive da parte degli enti competenti.

Sicurezza assente: accessi liberi e presenze notturne

Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda la sicurezza. Il Parco di via Antonio Malfante risulta accessibile da più lati, senza un sistema di apertura e chiusura dei cancelli. Questa condizione avrebbe trasformato l’area, soprattutto nelle ore notturne, in un luogo frequentato da senza fissa dimora e, secondo quanto denunciato dai residenti, anche teatro di episodi di prostituzione.

Una situazione che genera paura e senso di abbandono tra chi vive nei palazzi circostanti e si affaccia quotidianamente su quello che doveva essere uno spazio di socialità e benessere.

Strutture danneggiate e segnalazioni rimaste senza risposta nell’area verde di Roma

Tra le criticità segnalate figura anche la rete di recinzione del campo da basket, danneggiata da tempo. Una problematica che, secondo quanto riferito, sarebbe stata già segnalata più volte senza che si sia mai intervenuti per il ripristino.

Il campo sportivo, uno dei pochi elementi di aggregazione rimasti, rischia così di diventare inutilizzabile, aggravando ulteriormente la percezione di abbandono dell’intera area.

Promesse istituzionali e silenzi successivi

All’inaugurazione del febbraio 2023 erano state assicurate attenzioni costanti e interventi di cura ordinaria. Secondo i residenti, però, a quelle parole non sono seguiti i fatti. Le segnalazioni inviate nel tempo non avrebbero mai ricevuto risposte concrete.

Il Comitato chiede ora un intervento diretto e strutturale da parte delle istituzioni competenti, affinché il parco non resti l’ennesima opera incompiuta sotto il profilo della gestione.

Roma e il paradosso dei parchi urbani

Il caso del Parco di via Antonio Malfante non rappresenta un’eccezione. A Roma il tema dei parchi inaugurati e poi lasciati senza manutenzione è ormai ricorrente. Spazi verdi che, nel tempo, diventano simboli di incuria invece che di qualità della vita.

Roma, quando il decoro resta una promessa

Il Parco di via Antonio Malfante è oggi il simbolo di una distanza evidente tra annunci e realtà. I residenti hanno deciso di non restare in silenzio, rendendo pubblica una situazione che chiedono venga affrontata con interventi immediati e definitivi.

Perché a Roma il decoro urbano non può restare una promessa da inaugurazione, ma deve diventare una responsabilità quotidiana.

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