A otto mesi dalla riapertura a Roma, il comitato Riprendiamoci le nostre Piazze segnala scritte e imbrattamenti nel tunnel ciclopedonale. Il precedente vandalismo e il nodo della manutenzione.
Il sottopasso ciclopedonale del Quadraro, a Roma, torna al centro delle segnalazioni dei cittadini per le condizioni delle sue pareti, interessate da numerose scritte e imbrattamenti. Sabato 24 ottobre 2026, a poco più di otto mesi dalla riapertura, il comitato Riprendiamoci le nostre Piazze ha diffuso una serie di fotografie del collegamento tra via Decio Mure e via Lucio Mario Perpetuo, utilizzato per attraversare l’area compresa fra i Municipi V e VII. La preoccupazione riguarda la conservazione di un’infrastruttura pubblica restituita alla cittadinanza dopo anni di chiusura e interventi di riqualificazione.

Roma, le fotografie del sottopasso del Quadraro mostrano gli imbrattamenti
Dagli scatti emerge una situazione caratterizzata da scritte, firme e graffiti sovrapposti su estese porzioni delle pareti. Le superfici tinteggiate all’interno del tunnel presentano numerosi segni, visibili anche sui rivestimenti in muratura in corrispondenza degli ingressi. Rimangono riconoscibili le indicazioni riservate a pedoni e ciclisti, il separatore centrale della carreggiata e gli elementi dell’impianto d’illuminazione.
La denuncia del comitato si concentra anche sulle strutture che accompagnano l’attraversamento. Secondo quanto riferito dai suoi rappresentanti, sarebbero stati imbrattati muretti protettivi, barriere d’accesso e rivestimenti realizzati con vernici catarifrangenti. Per comprendere se questi interventi abbiano modificato la visibilità di alcune parti del percorso sarebbero necessari accertamenti tecnici. Le immagini disponibili documentano le scritte, ma non consentono di stabilire che il sottopasso sia inagibile o presenti danni strutturali.
Riprendiamoci le nostre Piazze precisa inoltre di non voler mettere in discussione la street art, espressione artistica che il quartiere riconosce e valorizza. La critica riguarda invece le scritte non autorizzate e il loro accumulo sulle superfici interessate dai recenti lavori. Al centro della questione rimane quindi la tutela dell’intervento pubblico e dei risultati ottenuti.
Dal rogo del 2023 alla riapertura del sottopasso a febbraio
La storia recente del collegamento aiuta a comprendere il significato della segnalazione. Il tunnel era stato riaperto il 13 febbraio 2026, al termine degli interventi successivi all’incendio del 2023 e a un prolungato periodo di chiusura. La riqualificazione aveva portato alla rimozione dei rifiuti, al ripristino del passaggio, alla sistemazione dell’illuminazione e alla realizzazione del tracciato ciclabile. L’infrastruttura costituisce anche un segmento del GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici.
Il ritorno alla piena fruibilità, tuttavia, era stato accompagnato immediatamente da un nuovo episodio. Già il 14 febbraio, meno di ventiquattro ore dopo la riconsegna, era stato segnalato il danneggiamento del cordolo della pista ciclabile. L’assessora ai Lavori pubblici di Roma Capitale, Ornella Segnalini, e il presidente della Commissione capitolina Lavori pubblici, Antonio Stampete, avevano condannato l’accaduto, facendo riferimento alla necessità di verifiche e interventi per il ripristino.
Il precedente vandalismo e le telecamere annunciate
In seguito a quell’episodio, il consigliere capitolino Rocco Ferraro aveva annunciato l’installazione di telecamere di videosorveglianza nei giorni successivi. Le informazioni finora verificate non permettono però di confermare se gli apparati siano stati effettivamente collocati e quali modalità di controllo siano previste. Rimane un elemento da chiarire, considerando che la videosorveglianza, anche quando presente, non garantisce da sola la prevenzione di ogni danneggiamento.

Roma, la denuncia del comitato e il nodo della manutenzione
«Il Quadraro merita rispetto», afferma Riprendiamoci le nostre Piazze nel messaggio che accompagna le fotografie. Il comitato teme che il deterioramento delle superfici possa rappresentare l’inizio di un progressivo peggioramento delle condizioni del tunnel, fino a far riemergere problemi di sicurezza percepita o nuove occupazioni. Questi scenari restano tuttavia preoccupazioni espresse dai cittadini e non risultano dimostrati dalla documentazione fotografica.
La vicenda pone nuovamente al centro dell’attenzione la manutenzione delle infrastrutture pubbliche dopo la loro riapertura. Tra gli aspetti ancora da chiarire figurano l’eventuale programmazione della pulizia delle pareti e le misure di controllo attualmente in funzione. La questione, per il Quadraro, va oltre gli imbrattamenti: riguarda la capacità di preservare nel tempo un collegamento ciclopedonale che, dopo una lunga attesa, è tornato a essere utilizzabile dalla cittadinanza.
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