Dopo più di dieci anni di reati e condanne nel territorio di Roma, la ladra seriale è stata arrestata dalla Polizia di Stato ad Anzio-Nettuno: dovrà scontare oltre 17 anni di carcere.
Roma – Dopo anni trascorsi a sfuggire alla giustizia, è arrivato il fine corsa per la ladra seriale che per oltre un decennio ha collezionato furti e condanne nei diversi quartieri della Capitale. La donna, oggi poco più che trentenne, è stata rintracciata e arrestata dagli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Anzio-Nettuno, in esecuzione di un provvedimento disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Roma.
Una lunga scia di reati dentro Roma a partire dal 2013
La vicenda ha origine nel 2013, quando la giovane aveva da poco raggiunto la maggiore età e aveva già accumulato diverse denunce. Nonostante il crescente numero di procedimenti penali a suo carico, era riuscita a sottrarsi per anni alla cattura, cambiando spesso domicilio e identità di riferimento. Le indagini condotte dagli investigatori hanno permesso di ricostruire una fitta rete di episodi delittuosi commessi nella Capitale e nei comuni limitrofi.
L’operazione della Polizia di Stato
Gli agenti del Commissariato Anzio-Nettuno, coordinati dalla Procura, hanno dato il via a una complessa attività investigativa che ha consentito di localizzare la donna. Dopo settimane di appostamenti e verifiche incrociate, la ladra seriale è stata finalmente fermata e trasferita presso il carcere di Rebibbia, dove sconterà la pena definitiva.
Una condanna di oltre 17 anni per la storica ladra di Roma
Secondo quanto stabilito dai giudici, la donna dovrà scontare una condanna pari a 17 anni, 2 mesi e 14 giorni di reclusione. Un cumulo di pene derivante dai diversi procedimenti penali conclusi nel corso degli anni, che segna oggi l’epilogo di una storia giudiziaria iniziata più di dieci anni fa.
Un epilogo annunciato
Il suo arresto rappresenta un segnale forte da parte delle istituzioni: anche chi riesce a sfuggire per anni non è immune all’azione della giustizia. Con la sua traduzione a Rebibbia si chiude una delle vicende più emblematiche di criminalità seriale a Roma.


