Primo Maggio

Primo Maggio, un giorno per riflettere sulle storture del lavoro in Italia e invocare un futuro più giusto

Arriva il Primo Maggio in Italia: un momento di riflessione per ricordare i problemi e le speranze legate al mondo del lavoro nel nostro Paese.

Primo Maggio
Una foto per omaggiare i lavoratori del Primo Maggio (credits @Dove Viaggi – Corriere) – Ilcorrieredellacitta.com

Il Primo Maggio in Italia, la Festa dei Lavoratori e le Lavoratrici. Una festa che dovrebbe rendere omaggio a un mezzo per dare la piena dignità di un essere umano, che attraverso il lavoro crea le condizioni per crearsi un futuro, una famiglia, ambire a condizioni di vita migliori e magari soddisfare qualche sogno nel cassetto. Ambizioni che sono perseguite quasi ovunque nel mondo, tranne che nel Bel Paese con una visione ambigua della dimensione legata al lavoro.

Il Primo Maggio per ricordare le storture del lavoro in Italia

“Il lavoro che nobilita uomo e crea concretezza”, diceva Charles Darwin. Forse ovunque, ma non Italia. Lo Stato dove nel 2024 bisogna ancora parlare di precarietà, con lavoratori pagati poche monete l’ora e incapaci di crearsi un futuro dignitoso. Non è colpa di chi si spacca la schiena dalla mattina alla sera, magari anche facendo un secondo un terzo lavoro per arrotondare uno stipendio e garantirsi la possibilità di fare la spesa al supermercato per tutte le settimane che compongono il mese.

Le ingiustizie del mondo lavorativo in Italia

Dopotutto qui chi può ambire alla bella vita, oltre alla casta politica, sono i ricchi dirigenti di azienda: gli unici che realmente possono trascorrere la serata al bel ristorante la vacanza sulla neve in inverno e sulle più belle costiere in estate. Poi ci sono i cittadini normali, che si ammazzano di lavoro per un umile stipendio che basta a malapena a sfamarsi: nel mezzo le necessità di portare avanti una famiglia, le bollette, la benzina, l’abbonamento dei mezzi pubblici, le rate, i mutui e le spese personali.

Un primo Maggio per ricordare le vittime del lavoro

Nel mezzo ci sono le disparità di salario tra uomini e donne, gente che muore sul posto di lavoro perché manca la sicurezza in quelle postazioni professionali: il ricordo di Luana D’Orazio, mamma 22enne stritolata da una macchina di lavoro e ridotta un “gomitolo”. Morti bianche che aspettano giustizia e soprattutto un cambio di sistema nel mondo del lavoro, dove la sicurezza per qualsiasi lavoratore diventa una priorità per evitare simili tragedie.

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