Pubblicità Netflix Suburra con Alessandro Borghi contestata a Ostia, reazione di Mariacristina Masi

“Ostia non è Suburra”: polemica sulla campagna Netflix. Falconi e Masi insorgono contro la pubblicità

“Ostia non è Suburra”: scoppia la polemica per la pubblicità Netflix. Falconi e Masi chiedono il ritiro immediato della campagna ritenuta offensiva.

Ostia torna al centro della polemica mediatica dopo la diffusione di una nuova campagna pubblicitaria di Netflix per celebrare i dieci anni dalla serie Suburra.
Nei manifesti comparsi in alcune stazioni della metropolitana di Roma si legge:

“Perdi la fermata, finisci a Ostia, ti senti scossa, agitata. Ed è subito Suburra.”

Una frase che ha scatenato indignazione trasversale nel mondo politico e associativo del Litorale romano, accusando la piattaforma di aver offeso l’immagine di Ostia con un messaggio giudicato “denigratorio e stereotipato”.

La reazione del Municipio X: “Campagna denigratoria e offensiva contro Ostia”

Il Presidente del Municipio Roma X, Mario Falconi, ha definito la campagna “profondamente offensiva nei confronti di Ostia e dei suoi cittadini”.

“È inaccettabile – ha dichiarato Falconi – che un territorio che da anni lavora per riscattare la propria immagine venga ancora una volta associato a degrado e criminalità.”

Il minisindaco ha annunciato di aver dato mandato a uno studio legale per valutare azioni di tutela, chiedendo contestualmente la rimozione immediata dei manifesti.
“Difendere l’immagine di Ostia – ha concluso Falconi – significa difendere il lavoro di migliaia di persone perbene che ogni giorno contribuiscono alla rinascita del territorio.”

Mariacristina Masi (FDI): “Ostia non è Suburra, il Sindaco intervenga”

Duro anche l’intervento della consigliera capitolina Mariacristina Masi (Fratelli d’Italia), che ha chiesto un intervento diretto del sindaco Gualtieri:

“Ostia è molto di più: è storia, natura, cultura. Non sindachiamo sulle scelte artistiche, ma su quelle amministrative sì. Il Comune promuova manifesti che raccontino la bellezza e le potenzialità del nostro mare e del nostro patrimonio.”

Masi ha poi sottolineato come servano investimenti e visione strategica per restituire a Ostia il lustro che merita, invitando l’amministrazione capitolina a tutelare la reputazione del Litorale.

Forza Italia: “Netflix e Atac rimuovano la pubblicità offensiva”

Nel dibattito sono intervenuti anche Francesco Carpano e Marco Mambor (Forza Italia), che hanno parlato di “danno d’immagine e reputazionale per una città fatta di uomini e donne perbene”.

“Atac è stata distratta nell’autorizzare questi manifesti – si legge nella nota –. Ostia merita rispetto.”

Secondo i due esponenti azzurri, la campagna potrebbe persino influenzare negativamente il valore immobiliare e commerciale dell’area.

Giustizia X Ostia: “Campagna vergognosa, pronti alla mobilitazione”

Durissimo anche il comunicato dell’associazione Giustizia X Ostia, con Mauro Delicato, che ha parlato di “attacco frontale contro un intero quartiere che ogni giorno lotta per scrollarsi di dosso etichette ingiuste”.

“Ostia non è una serie tv – si legge nel comunicato – ma un territorio vivo, fatto di famiglie, attività e storia.”

L’associazione ha annunciato l’intenzione di scendere in piazza e di intraprendere azioni legali contro chi ha ideato o autorizzato la campagna, chiedendo pubbliche scuse da parte di Netflix.

Bozzi (Azione): “Cara Netflix, andate a cagare”

In chiusura, anche il consigliere Andrea Bozzi (Azione) ha commentato in diretta su Radio Roma:

“Cara Netflix, anche se io ho l’abbonamento alla piattaforma e vedo i film, andate a cagare.”

Una frase provocatoria che fotografa, con toni coloriti, il livello di indignazione popolare raggiunto dalla vicenda.

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