Ostia, struttura indicata come ex bagni nella Pineta di Castel Fusano vicino a viale di Castel Porziano

Ostia, il caso dei bagni di Castel Fusano si allarga: un’altra struttura abbandonata verso l’Infernetto

Dopo l’inchiesta sui bagni chiusi di viale Mediterraneo, Il Marforio documenta un’altra struttura abbandonata nella Pineta di Castel Fusano, sul versante verso l’Infernetto. Il sopralluogo mostra locali inutilizzati, impianti e uno stemma della Regione Lazio: proprietà, destinazione e storia del manufatto restano da chiarire.

OSTIA – Il caso dei bagni chiusi nella Pineta di Castel Fusano si allarga. Il 28 agosto 2026 Il Marforio ha effettuato un nuovo sopralluogo nel settore della pineta rivolto verso l’Infernetto, nei pressi di viale di Castel Porziano, documentando una seconda struttura abbandonata indicata da una fonte come un vecchio locale destinato ai servizi igienici. Il manufatto si trova nel verde, a circa 210 metri dall’accesso utilizzato durante il sopralluogo, in una zona frequentata da persone che corrono e camminano. La nuova pista nasce dalla segnalazione di un lettore che conosce bene l’area e riferisce di avervi lavorato in passato: secondo la sua ricostruzione, quello di viale Mediterraneo non sarebbe un caso isolato.

Dopo viale Mediterraneo, una nuova pista sui bagni di Castel Fusano a Ostia

La segnalazione arriva dopo le diverse puntate dedicate da Il Marforio ai bagni pubblici chiusi di viale Mediterraneo, all’interno della Pineta di Castel Fusano. Quel dossier ha ricostruito negli ultimi giorni una vicenda amministrativa lunga anni, tra ipotesi di gestione, aperture discontinue, richieste di chiarimenti e una convenzione predisposta nel 2011 che, sulla base degli atti acquisiti, non risultava sottoscritta.

Proprio mentre l’inchiesta sembrava concentrata su un unico manufatto, è arrivata una nuova indicazione. Il lettore contattato da Il Marforio ha sostenuto che nella pineta esisterebbero altre strutture riconducibili alla stessa funzione. La redazione non assume questa indicazione come un dato già accertato: per ora è stata verificata sul posto soltanto la struttura raccontata in questa nuova puntata. Gli altri siti segnalati saranno oggetto di successivi sopralluoghi e verifiche.

Il sopralluogo verso l’Infernetto: il manufatto nascosto nel verde

Per raggiungere l’edificio bisogna inoltrarsi nel verde dal settore della pineta vicino all’Infernetto, tra via del Lido di Castel Porziano e il circuito di viale di Castel Porziano. Dalla strada la costruzione non si impone alla vista: è arretrata rispetto al percorso e parzialmente schermata dalla vegetazione. Le immagini satellitari consentono di individuare il manufatto dall’alto, ma non ne certificano la funzione. Nella schermata elaborata dalla redazione, l’indicazione grafica serve esclusivamente a localizzare la struttura visitata durante il sopralluogo.

Da vicino, l’edificio appare come un piccolo fabbricato in muratura, con tetto in tegole, porte metalliche, finestre protette da grate e numerosi graffiti sulle pareti. Non sono visibili cartelli che segnalino un servizio aperto al pubblico, orari o una funzione attuale del manufatto. Le immagini e i video realizzati sul posto mostrano una struttura ancora chiaramente riconoscibile nella sua conformazione, ma inutilizzata e segnata dal degrado. Non ci sono invece elementi sufficienti per definirla “pericolante”: una valutazione del genere richiederebbe un accertamento tecnico.

Cosa mostrano i video girati durante il sopralluogo

I filmati realizzati tra le 11 e le 11.06 del 28 agosto documentano il percorso di avvicinamento, l’esterno del fabbricato, un vano tecnico laterale e alcuni dettagli degli impianti. In uno dei locali accessibili dall’esterno sono visibili componenti tecniche, quadri e apparecchiature, oltre a un contenitore metallico che potrebbe appartenere al vecchio sistema idrico o impiantistico. Senza documentazione tecnica, tuttavia, non è possibile stabilire con certezza la funzione dei singoli elementi né sapere se gli allacci siano ancora attivi.

La ripresa dall’interno e lo stemma della Regione Lazio

Il passaggio più significativo del sopralluogo arriva osservando l’interno del manufatto attraverso un’apertura nella parte alta della struttura. Introducendo il telefono è stato possibile riprendere alcuni ambienti non accessibili direttamente. Le immagini mostrano locali inutilizzati, materiali, cablaggi e componenti tecniche. In una delle sequenze è inoltre visibile uno stemma riconducibile alla Regione Lazio.

La presenza del simbolo è un elemento che merita un approfondimento documentale, ma non consente da sola di attribuire la proprietà o la gestione dell’edificio alla Regione Lazio. Per stabilire il rapporto tra il manufatto e l’ente regionale serviranno atti, planimetrie e documenti ufficiali.

Erano davvero bagni pubblici? Cosa sappiamo e cosa resta da verificare

La fonte che ha accompagnato Il Marforio indica il manufatto come una vecchia struttura destinata ai servizi igienici della pineta. Il sopralluogo ha permesso di verificare l’esistenza dell’edificio, il suo stato di inutilizzo, la presenza di locali tecnici e di elementi impiantistici. Le riprese dall’interno rafforzano la necessità di approfondire la destinazione originaria del fabbricato, ma non sostituiscono un atto amministrativo.

Per questo l’inchiesta mantiene distinto ciò che è stato osservato da ciò che deve ancora essere certificato. La definizione ufficiale dell’immobile, la sua proprietà, il soggetto che lo gestiva e la data della chiusura restano al momento da chiarire.

È un passaggio decisivo anche rispetto alla documentazione cartografica. Le immagini satellitari di Google Maps permettono infatti di localizzare l’edificio all’interno dell’area, ma non attribuiscono al manufatto la funzione di bagno pubblico. L’indicazione inserita sulla schermata utilizzata dalla redazione è stata aggiunta esclusivamente per rendere immediatamente individuabile l’edificio oggetto del sopralluogo.

A Ostia una struttura inutilizzata accanto a un circuito frequentato

L’interesse pubblico della vicenda non riguarda soltanto il passato dell’edificio. Durante il sopralluogo, effettuato nella tarda mattinata, il circuito vicino a viale di Castel Porziano era frequentato da persone impegnate nella corsa e nelle passeggiate. La presenza di una struttura che, se la destinazione originaria sarà confermata, era stata pensata per offrire servizi igienici in quella parte della pineta apre quindi una domanda sulla sua possibile utilità attuale.

In un’area utilizzata per l’attività fisica, la disponibilità di servizi igienici e di un punto dove potersi lavare le mani o rinfrescare rappresenterebbe una dotazione concreta per chi frequenta il percorso. Il dato resta: a poca distanza da un circuito frequentato esiste un edificio inutilizzato la cui funzione originaria deve essere ricostruita.

La collocazione è inoltre coerente con il sistema degli accessi della Pineta di Castel Fusano indicato da Roma Capitale, che comprende anche via di Castel Porziano, via del Lido di Castel Porziano e via del Circuito. La scheda istituzionale descrive inoltre l’area come frequentata per svago, jogging e pedalate e segnala la presenza di percorsi podistici e attrezzature sportive.

Proprietà, gestione e chiusura: le domande aperte a Ostia

Il nuovo sopralluogo sposta dunque l’inchiesta su un terreno più ampio. A chi appartiene la struttura? Quale amministrazione la realizzò e con quali risorse? Quando smise di essere utilizzata? Lo stemma della Regione Lazio a quale intervento è collegato? Esistono ancora planimetrie, collaudi, contratti di manutenzione o atti di consegna? E soprattutto: questo manufatto faceva parte di una rete più ampia di servizi distribuiti nella Pineta di Castel Fusano?

Sono domande che assumono maggiore peso alla luce del precedente di viale Mediterraneo. In quel caso, solo la ricostruzione degli atti ha permesso di andare oltre l’immagine delle porte chiuse e di ricostruire una storia amministrativa fatta di tentativi di gestione e disservizi.

Anche per la struttura verso l’Infernetto sarà necessario seguire lo stesso metodo: sopralluogo, documentazione fotografica, acquisizione degli atti e confronto con gli uffici competenti. Il passaggio successivo sarà quindi ricostruire la storia amministrativa dell’edificio e verificare se esistano documenti capaci di chiarirne definitivamente funzione, proprietà e competenze.

Il caso dei bagni di Castel Fusano non finisce a viale Mediterraneo

La scoperta di questo secondo manufatto non consente ancora di affermare che tutte le strutture segnalate dalla fonte abbiano la stessa storia o la stessa destinazione. Consente però di dire che il dossier non si esaurisce nei bagni di viale Mediterraneo. Esiste almeno un altro edificio abbandonato, nel settore della Pineta di Castel Fusano verso l’Infernetto, che secondo la segnalazione raccolta sarebbe riconducibile ai vecchi servizi igienici e che presenta elementi meritevoli di ulteriori verifiche.

Il Marforio proseguirà quindi i sopralluoghi sugli altri siti indicati e cercherà la documentazione necessaria per ricostruire proprietà, destinazione e gestione del manufatto. Il punto non è soltanto scoprire da quanto tempo una porta sia chiusa, ma capire quale patrimonio di strutture esista ancora nella pineta, quale funzione abbia avuto e se una parte di questi spazi possa essere recuperata per i cittadini che ogni giorno frequentano uno dei principali polmoni verdi del quadrante di Ostia.

 

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