Una nota di Roma Capitale del dicembre 2013 mostra che un’associazione aveva chiesto per tre anni i bagni di Castel Fusano. Gli uffici parlavano di una ricognizione tecnica e di un possibile affidamento attraverso bando pubblico.
OSTIA – Un’associazione ciclistica attiva nell’area della Pineta di Castel Fusano aveva chiesto già nel 2013 a Roma Capitale di ottenere per tre anni la concessione dei bagni pubblici situati in viale Mediterraneo, all’angolo con via Gran Pavese. La risposta del Dipartimento Tutela Ambientale, datata 13 dicembre 2013, rivela che in quel momento era in corso una ricognizione delle strutture comunali presenti nella Riserva del Litorale Romano, finalizzata a verificarne le condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza prima di eventuali interventi manutentivi e di un possibile affidamento mediante bando pubblico.
Il documento, acquisito da Il Marforio, aggiunge un nuovo tassello alla lunga vicenda dei bagni pubblici della Pineta di Castel Fusano, ancora oggi chiusi. Una storia che nelle scorse settimane abbiamo ricostruito attraverso atti risalenti anche al 2011 e al 2012 e che mostra come il problema della gestione della struttura fosse all’attenzione degli uffici capitolini già molti anni fa.
Ostia, nel 2013 la richiesta per gestire i bagni della pineta
La nota nasce dalla richiesta presentata da un’associazione ciclistica che all’epoca operava nell’area di Castel Fusano e svolgeva attività legate alla fruizione della pineta.
L’istanza riguardava espressamente i bagni situati in viale Mediterraneo, all’angolo con via Gran Pavese, dunque la stessa struttura al centro delle verifiche effettuate negli ultimi giorni.
L’associazione chiedeva a Roma Capitale di ottenere la concessione degli immobili per la durata di tre anni. Nella domanda veniva inoltre prospettata la possibilità di realizzare opere di ampliamento per utilizzare gli spazi anche nell’ambito delle attività associative.
Non si trattava quindi di una semplice segnalazione sullo stato dei servizi igienici, ma di una proposta concreta per assumere la gestione della struttura.
Roma Capitale: «In corso una ricognizione sui bagni nella pineta di Ostia»
La risposta del Dipartimento Tutela Ambientale è particolarmente significativa perché descrive quello che l’Amministrazione stava facendo in quel momento.
Gli uffici comunicavano infatti che era in corso una ricognizione dei bagni di proprietà comunale presenti all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, con l’obiettivo di accertarne le condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza.
La verifica avrebbe dovuto precedere eventuali interventi di adeguamento normativo e manutentivo.
Solo al termine di questo percorso, precisava Roma Capitale, le strutture avrebbero potuto essere affidate in concessione attraverso un bando pubblico.
La nota non consente però di stabilire, da sola, come sia terminata quella ricognizione, quali condizioni siano state riscontrate nei bagni di viale Mediterraneo e se gli interventi ipotizzati siano stati effettivamente programmati o realizzati.
Allo stesso modo, tra la documentazione attualmente acquisita da Il Marforio non compare un successivo bando riconducibile direttamente a quella procedura.
Un nuovo tassello dopo il tentativo del 2011
Il documento del 2013 assume maggiore rilevanza se confrontato con quanto già emerso nell’inchiesta pubblicata nei giorni scorsi da Il Marforio.
Gli atti del 2011 avevano infatti mostrato che Roma Capitale aveva già predisposto una possibile soluzione per garantire l’apertura dei servizi igienici attraverso una convenzione con il vicino esercizio commerciale.
Quell’accordo, almeno sulla base delle carte finora acquisite, non risulta essere arrivato alla sottoscrizione definitiva.
Una successiva comunicazione del 2012 riconosceva inoltre un servizio limitato e una gestione problematica, con aperture non quotidiane e ripetute chiusure della struttura.
La richiesta del 2013 dimostra quindi che, due anni dopo quel primo tentativo, esisteva ancora un interesse esterno per prendere in gestione i bagni e renderli parte dei servizi disponibili nell’area della pineta.
Anche in questa occasione, però, la risposta dell’Amministrazione rimandava ogni eventuale concessione al completamento di verifiche tecniche e agli interventi che si fossero resi necessari.
Ostia, che fine fece la ricognizione sui bagni di Castel Fusano?
È proprio questo uno degli aspetti che resta oggi da chiarire.
Il documento certifica l’esistenza di una ricognizione avviata dagli uffici capitolini, ma non ne contiene gli esiti. Diventa quindi necessario comprendere se vennero prodotti verbali di sopralluogo, relazioni tecniche, valutazioni sulle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza, preventivi o progetti di adeguamento.
Occorre inoltre verificare se, successivamente alla nota del dicembre 2013, sia mai stato predisposto il bando pubblico richiamato dal Dipartimento oppure se la procedura si sia fermata prima.
Sono interrogativi che acquistano ancora maggiore peso considerando la situazione attuale.
Nel 2026 i bagni di viale Mediterraneo risultano ancora chiusi, nonostante la loro collocazione in uno dei principali punti di accesso alla Pineta di Castel Fusano e nonostante negli anni siano state valutate più soluzioni per garantirne la gestione e l’apertura.
Il nuovo documento non permette quindi di attribuire responsabilità né di stabilire quali somme siano state effettivamente spese sulla struttura. Consente però di aggiungere un altro punto fermo alla cronologia: già nel 2013 esisteva una proposta per affidare quei bagni e Roma Capitale stava formalmente valutando le condizioni necessarie per poterli concedere attraverso una procedura pubblica.
A distanza di oltre dodici anni, resta da capire quale seguito amministrativo ebbero quelle verifiche e perché una struttura destinata a offrire un servizio pubblico all’interno della pineta sia ancora oggi inutilizzabile.
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