Depuratore Acea di via Tancredi Chiaraluce al centro delle verifiche sui miasmi a Ostia

Miasmi a Ostia, Acea esclude guasti: Conforzi chiede controlli indipendenti

Acea esclude anomalie nel depuratore sui miasmi a Ostia dopo un monitoraggio notturno effettuato in cinquanta punti. Giuseppe Conforzi chiede però i dati tecnici integrali e nuove verifiche indipendenti per accertare l’origine degli odori denunciati dai residenti.

Acea Ato 2 esclude guasti e anomalie nel depuratore di via Tancredi Chiaraluce 102, ma Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, chiede che il caso dei miasmi a Ostia non venga considerato chiuso sulla base dei soli controlli effettuati dal gestore. La nuova iniziativa è stata formalizzata il 22 luglio 2026, dopo la risposta con cui Acea ha comunicato l’esito negativo di un monitoraggio notturno svolto il 10 luglio in cinquanta punti interni ed esterni all’impianto. Conforzi ha domandato la trasmissione dei dati tecnici completi e l’attivazione di verifiche indipendenti da parte di ARPA Lazio, ASL Roma 3 e degli altri enti competenti.

Miasmi a Ostia, cosa ha risposto Acea

Nel proprio riscontro, Acea Ato 2 afferma che il depuratore pubblico di Ostia è in funzione continuativamente, con un presidio operativo ventiquattro ore su ventiquattro e per tutti i giorni dell’anno. Secondo quanto comunicato dalla società, l’intero trattamento depurativo sarebbe in piena efficienza e non sarebbero stati riscontrati problemi di processo o malfunzionamenti in grado di spiegare gli odori molesti denunciati dai residenti.

A sostegno di questa conclusione, il gestore richiama alcuni sopralluoghi effettuati da ARPA Lazio il 19 novembre 2024, il 7 agosto 2025, il 4 febbraio 2026 e il 16 febbraio 2026. Acea riferisce che, durante tali verifiche, sarebbe stata riscontrata la regolarità dell’esercizio dell’impianto e l’assenza di rilievi collegati a fenomeni odorigeni.

La società segnala inoltre di avere svolto un nuovo controllo nella notte del 10 luglio 2026, dalle 2.10 alle 5.25. Il monitoraggio avrebbe interessato cinquanta punti di controllo, collocati sia all’interno del depuratore sia nel territorio circostante, comprendendo via dell’Appagliatore, via Tancredi Chiaraluce e via delle Azzorre. L’esito comunicato da Acea è netto: le misurazioni non avrebbero evidenziato alcuna criticità.

Miasmi a Ostia, il monitoraggio notturno e i dati tecnici non allegati

La risposta chiarisce la posizione ufficiale del gestore, ma non consente ancora di ricostruire nel dettaglio le modalità con cui sono state eseguite le verifiche. Alla comunicazione, infatti, non risultano allegati la relazione tecnica integrale, i dati grezzi, i valori rilevati in ciascun punto, la localizzazione precisa delle postazioni e i parametri analizzati.

Non vengono inoltre indicati, negli atti trasmessi, le soglie utilizzate per definire l’assenza di criticità, la durata delle singole misurazioni, la strumentazione impiegata, le procedure di taratura, le condizioni meteorologiche presenti durante il controllo e il soggetto che ha materialmente eseguito le rilevazioni.

Sono informazioni rilevanti perché la sola comunicazione dell’esito finale non permette, allo stato della documentazione disponibile, di valutare autonomamente la rappresentatività del monitoraggio. Il problema sollevato non riguarda necessariamente l’attendibilità dei tecnici, ma la possibilità per istituzioni, cittadini e organismi di controllo di verificare e confrontare le conclusioni formulate dal gestore dell’impianto.

Il controllo non coincide con le notti delle segnalazioni

Un altro punto contenuto nella replica di Conforzi riguarda la data scelta per il monitoraggio. Il controllo del 10 luglio non coincide con l’episodio denunciato nella notte tra il 28 e il 29 giugno, quando alcuni residenti di Ostia Ponente e Lido Nord avevano riferito di essere stati svegliati intorno alle quattro del mattino da una puzza intensa e persistente.

La rilevazione non coincide neppure con le successive segnalazioni richiamate tra il 12 e il 13 luglio. Per questa ragione, secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, un controllo negativo svolto in una singola notte non può escludere definitivamente un fenomeno intermittente, eventualmente collegato a particolari fasi del processo depurativo, movimentazioni, lavorazioni, condizioni atmosferiche o altre fonti presenti nel territorio.

Allo stesso tempo, le segnalazioni dei cittadini non dimostrano da sole che il depuratore sia responsabile. Il punto centrale resta quindi l’individuazione dell’origine degli odori, evitando sia conclusioni definitive non accompagnate dalla documentazione completa sia attribuzioni di responsabilità non ancora sostenute da riscontri tecnici indipendenti.

Conforzi chiede accesso ai dati ambientali

Nella PEC inviata il 22 luglio, Giuseppe Conforzi ha formulato una richiesta di accesso alle informazioni ambientali e ha domandato la trasmissione elettronica della documentazione relativa ai controlli effettuati.

La richiesta comprende la relazione tecnica completa sul monitoraggio del 10 luglio, i dati analitici rilevati nei cinquanta punti, una cartografia con la posizione delle postazioni, gli orari delle singole misurazioni, le sostanze ricercate e i criteri adottati per stabilire l’assenza di anomalie.

Il consigliere municipale ha chiesto anche i verbali integrali dei sopralluoghi svolti da ARPA Lazio, i registri di funzionamento dell’impianto nelle giornate interessate dalle segnalazioni e i dati relativi ai sistemi di aspirazione, confinamento, trattamento e abbattimento delle emissioni odorigene. Tra gli atti richiesti figurano inoltre l’autorizzazione vigente del depuratore e gli eventuali studi prodotti negli anni precedenti in relazione ad analoghe segnalazioni provenienti dal territorio.

«Gli autocontrolli del gestore sono necessari, ma non possono diventare l’unico elemento utilizzato dalle istituzioni per dichiarare chiusa una vicenda ambientale che continua a essere segnalata dai cittadini», sostiene Conforzi.

La contestazione, precisa il capogruppo di Fratelli d’Italia, non è rivolta in maniera pregiudiziale contro il lavoro dei tecnici di Acea. Riguarda piuttosto la terzietà, la trasparenza e la piena verificabilità delle procedure utilizzate per escludere un collegamento tra il depuratore e i miasmi a Ostia.

La richiesta di controlli indipendenti ad ARPA e ASL

Conforzi ha quindi sollecitato l’attivazione di nuovi controlli da parte di ARPA Lazio, ASL Roma 3, Municipio Roma X, Città Metropolitana, Regione Lazio e uffici capitolini competenti.

Le verifiche, secondo la richiesta, dovrebbero essere effettuate anche senza preavviso, nelle ore notturne e possibilmente durante o subito dopo eventuali nuove segnalazioni dei residenti. L’obiettivo è costruire un sistema di monitoraggio coordinato, capace di intervenire nel momento in cui il fenomeno viene effettivamente percepito dalla popolazione.

Gli episodi denunciati sembrano infatti concentrarsi in particolari fasce orarie e potrebbero non essere rilevati attraverso controlli programmati in giornate differenti. La richiesta riguarda anche la pubblicazione integrale dei risultati delle future verifiche, per rendere i dati accessibili e consentire un confronto trasparente tra le conclusioni del gestore e quelle degli organismi pubblici indipendenti.

Miasmi a Ostia, l’origine degli odori resta da accertare

La vicenda nasce dalle segnalazioni raccolte alla fine di giugno nei quartieri di Ostia Ponente e Lido Nord. Il 30 giugno Il Marforio aveva raccontato il disagio di alcuni cittadini svegliati nel cuore della notte dalla puzza, indicando il depuratore tra le possibili fonti da verificare, senza escludere altre ipotesi legate alle attività presenti nell’area e nella vicina Pineta delle Acque Rosse.

Successivamente, la ASL Roma 3 ha interessato gli enti competenti affinché venissero svolti gli accertamenti necessari. La risposta di Acea del 21 luglio rappresenta dunque un passaggio importante, perché esclude problemi e malfunzionamenti all’interno dell’impianto, ma non chiude definitivamente il confronto sulla provenienza degli odori denunciati dai residenti.

Se il depuratore non è responsabile, la circostanza dovrà emergere da dati completi, accessibili e sottoposti alla valutazione di soggetti terzi. Se invece dovessero essere individuate criticità, sarà necessario intervenire rapidamente per impedirne il ripetersi e tutelare la vivibilità dei quartieri interessati.

Il prossimo passaggio sarà la risposta alla richiesta documentale di Conforzi e la decisione degli enti pubblici sull’eventuale programmazione di nuovi controlli. Fino alla pubblicazione dei risultati tecnici integrali e all’esecuzione di verifiche coincidenti con gli episodi denunciati, l’origine dei miasmi a Ostia resta da accertare.

 

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