Il Marforio ha visionato tre verbali relativi alla spiaggia dei cani di Ostia: una denuncia per danneggiamento, una querela per minacce e molestie e la successiva remissione, formalizzata il giorno dopo con una motivazione esplicita: «Ho paura».
ROMA – Tra il 18 e il 20 luglio 2026, alla spiaggia dei cani a Ostia, sul Lungomare Duca degli Abruzzi, una persona direttamente coinvolta nella vicenda si è rivolta alla Stazione dei Carabinieri. Prima è stata presentata una denuncia per danneggiamento, poi una querela nella quale vengono riferite minacce e molestie; il giorno successivo, quest’ultima è stata rimessa con una motivazione netta: «Ho paura». È quanto emerge dalla documentazione visionata da Il Marforio e consegnata alla redazione da una fonte della quale viene tutelata l’identità.
Gli atti aggiungono un nuovo elemento al caso della spiaggia dei cani di Ostia, già al centro di segnalazioni, richieste di intervento e problemi nello svolgimento dei servizi. Le circostanze descritte nei verbali dovranno essere verificate dalle autorità competenti e non costituiscono un accertamento delle responsabilità delle persone indicate.
Ostia, cosa emerge dai documenti visionati
La documentazione comprende tre atti distinti. Il primo riguarda un danneggiamento denunciato il 18 luglio; il secondo è una querela presentata il 19 luglio per minaccia e molestia o disturbo alla persona; il terzo è il verbale di remissione della querela, sottoscritto il 20 luglio.
La distinzione è importante. Dai documenti disponibili non risulta ritirata la precedente denuncia per danneggiamento. La remissione richiama infatti la querela presentata il 19 luglio, relativa alle presunte minacce e molestie.
Il danneggiamento del gazebo e gli oggetti mancanti
Nel primo verbale, la persona denunciante riferisce di avere trovato danneggiato il gazebo utilizzato per custodire alcuni materiali di servizio. Secondo quanto dichiarato, il lucchetto sarebbe stato rotto e diversi oggetti non sarebbero più stati presenti, tra cui alcune sdraiette e utensili impiegati nelle attività quotidiane.
L’atto è qualificato come denuncia per danneggiamento e fa riferimento a ignoti. Non è quindi possibile attribuire il gesto alle persone successivamente citate nella querela, né stabilire collegamenti automatici tra la loro presenza sull’arenile e i danni riscontrati alle strutture.
Il documento conferma l’esistenza di una segnalazione formale collegata all’episodio raccontato da Il Marforio il 19 luglio, quando erano già emerse immagini del lucchetto rotto, del gazebo danneggiato e della mancanza di alcuni materiali. In quella occasione la redazione aveva precisato che gli elementi disponibili non consentivano di individuare i responsabili.
Le minacce e le molestie riferite nella querela
Il secondo verbale descrive un quadro più grave. Nella querela vengono riferiti episodi di minaccia, molestia e intimidazione che si sarebbero verificati nell’arco di circa due settimane alla spiaggia dei cani di Ostia.
Secondo la ricostruzione contenuta nell’atto, due uomini avrebbero frequentato stabilmente l’area e utilizzato per molte ore alcuni dei servizi presenti sull’arenile. Dopo alcune richieste di mantenere pulita la spiaggia e rispettare le esigenze degli altri utenti, sarebbero iniziati insulti, minacce anche di carattere sessuale, gesti osceni e comportamenti aggressivi.
Nel verbale si parla inoltre del lancio di lattine nella direzione della persona coinvolta e della ripetuta manomissione dei tubi dell’acqua utilizzati per i servizi della spiaggia. Vengono richiamate anche precedenti richieste di ausilio inoltrate al Numero unico di emergenza 112.
Si tratta della versione resa dalla persona querelante. Nei documenti visionati non risultano sentenze o accertamenti giudiziari a carico dei due uomini. Le loro identità non vengono quindi pubblicate, così come non viene indicato il ruolo professionale della persona che ha presentato gli atti, per evitare che possa essere riconosciuta.
Ostia, la querela rimessa il giorno dopo: «Ho paura»
L’elemento che attribuisce maggiore notiziabilità alla vicenda è contenuto nel terzo documento. Il 20 luglio, meno di ventiquattro ore dopo la presentazione della querela, la persona coinvolta è tornata presso la Stazione dei Carabinieri di Ostia per formalizzarne la remissione.
Nel verbale viene riportata una frase molto chiara: «Intendo rimettere la querela in quanto ho paura». La remissione, spesso definita nel linguaggio comune come ritiro della querela, non cancella il fatto che le accuse siano state formalmente presentate il giorno precedente. Non spetta però alla stampa stabilire quali effetti processuali produrrà l’atto.
Il dato centrale resta lo stato di paura dichiarato davanti alla polizia giudiziaria. È un elemento che richiama direttamente il tema della tutela di chi opera o frequenta la spiaggia e della capacità delle istituzioni di prevenire il ripetersi di situazioni conflittuali.
Due uomini negli atti, un solo caso seguito dal Municipio Roma X
Durante una seduta del Consiglio del Municipio Roma X, l’assessora alle Politiche sociali Denise Lancia ha dichiarato pubblicamente di essersi interessata alla vicenda dopo una segnalazione proveniente dalla maggioranza di centrosinistra. Nel suo intervento, l’assessora ha ricondotto il caso alla presenza di un solo uomo.
La documentazione visionata da Il Marforio descrive invece condotte attribuite, nella querela successivamente rimessa, a due persone. La differenza non dimostra necessariamente una contraddizione: uno dei due uomini appare infatti indicato come protagonista principale delle minacce, mentre il secondo avrebbe avuto un ruolo più limitato negli episodi raccontati.
Resta però da chiarire se l’intervento richiamato dall’assessora riguardasse soltanto uno dei soggetti, una fase differente della vicenda oppure informazioni parziali rispetto al quadro successivamente formalizzato davanti ai Carabinieri. Una precisazione del Municipio aiuterebbe a comprendere quali azioni sociali e amministrative siano state effettivamente avviate.
Le precedenti segnalazioni sulla spiaggia dei cani a Ostia
Il caso non nasce con questi verbali. Il Marforio aveva già documentato, il 16 luglio, la presenza di un giaciglio sotto uno dei tendoni dell’arenile. Il 18 luglio era stata raccontata una chiamata al 112 collegata a tensioni e a un presunto episodio di spaccio, con il mancato arrivo di una pattuglia per quasi tre ore secondo la testimonianza raccolta dalla redazione.
Il 19 luglio era poi emerso il danneggiamento del gabbiotto e del gazebo, insieme alla sottrazione denunciata di alcuni oggetti. Due giorni dopo, la cooperativa incaricata dei servizi aveva chiesto pubblicamente maggiore vigilanza e interventi istituzionali per consentire il regolare svolgimento delle attività.
Le nuove carte non trasformano tutte le segnalazioni precedenti in fatti accertati. Offrono però un riscontro documentale su due aspetti precisi: l’avvenuta presentazione di una denuncia per danneggiamento e la formalizzazione di una querela per minacce e molestie, successivamente rimessa.
Sicurezza, servizi e domande ancora aperte a Ostia
La vicenda solleva interrogativi che vanno oltre il comportamento delle singole persone. La spiaggia dei cani è un servizio pubblico frequentato quotidianamente da residenti, turisti e famiglie con animali. Per funzionare ha bisogno di condizioni minime di sicurezza, pulizia e continuità operativa.
Occorre comprendere quali controlli siano stati disposti dopo le prime segnalazioni, se la cooperativa e le persone presenti sull’arenile abbiano ricevuto indicazioni concrete e quali misure siano state adottate dal Municipio Roma X per evitare nuove tensioni. È necessario inoltre chiarire se gli interventi sociali annunciati abbiano prodotto risultati e come si intenda tutelare chi lavora o utilizza la struttura.
Dopo settimane di segnalazioni, chiamate al 112, danni alle attrezzature e richieste di vigilanza, la questione non può essere ridotta a una semplice controversia tra persone presenti sulla spiaggia. Il punto è garantire che un’area pubblica di Ostia possa essere utilizzata senza timori e che eventuali situazioni di fragilità vengano affrontate con strumenti sociali adeguati, senza lasciare soli operatori e utenti.
Il Marforio resta disponibile a integrare la ricostruzione con eventuali chiarimenti del Municipio Roma X, delle autorità competenti e delle altre parti direttamente coinvolte.
🔔 Vuoi ricevere le nostre notizie da Ostia in tempo reale?
Iscriviti al canale WhatsApp del Marforio


