Santori e Matone sollecitano l’approvazione del progetto di sviluppo aeroportuale. Investimenti e occupazione al centro del confronto, mentre resta aperta la discussione sull’impatto ambientale.
La realizzazione della quarta pista dell’aeroporto di Fiumicino torna al centro del dibattito politico. Lunedì 19 ottobre 2026, Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, e Simonetta Matone, deputata del Carroccio, hanno chiesto di accelerare l’approvazione del Piano di sviluppo sostenibile dell’aeroporto Leonardo da Vinci. Al centro della loro posizione ci sono nove miliardi di euro di investimenti previsti, le prospettive occupazionali e il rischio, denunciato dai due esponenti politici, che ulteriori ritardi possano compromettere la competitività internazionale dello scalo romano.
L’intervento arriva mentre è in corso il dibattito pubblico sul futuro dell’aeroporto, avviato il 23 settembre e destinato a concludersi il 22 novembre 2026. Un passaggio che coinvolge istituzioni, operatori economici e realtà territoriali, con posizioni differenti sulla necessità di ampliare le infrastrutture aeroportuali.
Fiumicino, Santori e Matone chiedono tempi più rapidi per la quarta pista
I due rappresentanti della Lega accolgono favorevolmente quella che definiscono una convergenza tra gli enti competenti per arrivare all’approvazione del piano, sottolineando l’importanza dell’intervento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
«Accogliamo con favore la convergenza di posizioni tra gli enti competenti per arrivare finalmente, dopo anni di ritardi e tempo prezioso perduto, all’approvazione del Piano di sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino», dichiarano Santori e Matone nella nota congiunta.
Secondo gli esponenti del Carroccio, la quarta pista rappresenterebbe un’infrastruttura strategica per Roma e per l’Italia, capace di sostenere il traffico internazionale e favorire nuove opportunità economiche, turistiche e occupazionali.
La principale preoccupazione espressa riguarda i tempi necessari per completare l’iter amministrativo. Santori e Matone ritengono che il prolungarsi delle procedure possa rendere meno attrattivi gli investimenti programmati e avvantaggiare altri grandi aeroporti europei.
Una valutazione politica che pone al centro la competitività dello scalo, senza tuttavia modificare la necessità di completare le valutazioni tecniche, amministrative e ambientali previste.
Il piano di sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino: investimenti fino al 2046
Il progetto elaborato da Aeroporti di Roma (ADR), nell’ambito del percorso sviluppato con ENAC, prevede un programma di investimenti complessivi da nove miliardi di euro, con un orizzonte temporale fissato al 2046.
Secondo quanto illustrato dalla società aeroportuale, il programma non prevede il ricorso a finanziamenti pubblici e comprende risorse destinate sia all’ammodernamento delle infrastrutture esistenti sia alla realizzazione di nuove opere.
Tra gli interventi principali figurano una quarta pista parallela all’attuale pista 3, un nuovo terminal con 76 gate e la riorganizzazione di alcune infrastrutture operative e dei collegamenti interni.
L’obiettivo indicato dai promotori è consentire all’aeroporto di raggiungere una capacità di circa 100 milioni di passeggeri annui entro il 2046. Si tratta di una prospettiva di lungo periodo, considerando che nel 2025 il Leonardo da Vinci ha superato i 51 milioni di viaggiatori.
Le prospettive economiche e occupazionali per Roma e il Lazio
La crescita delle attività aeroportuali potrebbe avere conseguenze sull’economia di Fiumicino, della Capitale e del territorio regionale, coinvolgendo turismo, trasporti, logistica e servizi.
Le stime illustrate dai promotori del piano prospettano benefici economici e occupazionali significativi, ma si tratta di risultati attesi, non di posti di lavoro già creati o investimenti interamente realizzati.
È proprio su queste prospettive che Santori e Matone concentrano il loro intervento, sostenendo che ulteriori rallentamenti potrebbero mettere a rischio opportunità importanti per il sistema economico romano.
Quarta pista e Riserva del Litorale Romano: il confronto ambientale
Accanto alle prospettive di sviluppo rimane aperta una questione particolarmente delicata: l’impatto della nuova infrastruttura sul territorio di Fiumicino e sulla Riserva naturale statale del Litorale Romano.
Secondo i dati resi pubblici dal Comune, il progetto contempla un ampliamento complessivo di circa 267 ettari, dei quali 150 ricadono nell’area della Riserva.
Il Consiglio comunale, il 13 gennaio 2026, ha approvato una proposta di riperimetrazione del vincolo, inserita nel percorso amministrativo legato allo sviluppo aeroportuale. Tale deliberazione non equivale, da sola, all’autorizzazione definitiva della quarta pista.
I promotori sostengono che la nuova configurazione consentirebbe di distribuire diversamente i voli e ridurre l’esposizione al rumore in alcune zone abitate. Il programma comprende inoltre interventi di riqualificazione paesaggistica e compensazione ambientale.
Queste previsioni sono però contestate dal Comitato FuoriPISTA, che ha sollevato dubbi sull’effettiva necessità della nuova pista, sulle conseguenze per la Riserva e sulla partecipazione dei cittadini al procedimento.
Il confronto riguarda quindi non soltanto i benefici economici attesi, ma anche la tutela della salute, l’inquinamento acustico e la conservazione delle aree naturali.
A che punto è l’approvazione della quarta pista di Fiumicino
Il primo incontro pubblico sul Piano di sviluppo sostenibile si è svolto il 14 ottobre 2026 a Villa Guglielmi, a Fiumicino, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, tecnici, associazioni e cittadini.
Come precisato dalla Città metropolitana di Roma Capitale, il procedimento è finalizzato a raccogliere osservazioni e proposte che saranno considerate nelle successive fasi progettuali.
La quarta pista, dunque, non può ancora essere considerata un’opera definitivamente autorizzata. La conclusione del dibattito pubblico non comporterà automaticamente l’apertura dei cantieri, ma rappresenterà uno dei passaggi del percorso di valutazione del progetto.
È in questo contesto che si inserisce la richiesta di accelerazione avanzata da Santori e Matone.
Il futuro dell’aeroporto di Fiumicino dipenderà dai successivi passaggi istituzionali e dalla capacità di affrontare le questioni ancora aperte, conciliando le esigenze di crescita del traffico aereo con quelle di tutela ambientale e del territorio.
La sfida sarà trasformare le prospettive di sviluppo in interventi concretamente realizzabili, definendo tempi, condizioni e garanzie per una delle infrastrutture più importanti del Paese.
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