Case ex Enasarco a Dragoncello, via Vincenzo Petra 153, con volantino del sit-in dei residenti contro l’acquisto degli alloggi da parte del Comune di Roma

Dragoncello e case Enasarco: residenti in protesta chiedono un confronto con il Sindaco sui rischi dell’operazione

Il quartiere Dragoncello torna al centro del dibattito politico e urbano di Roma. L’acquisto degli alloggi Enasarco da parte del Comune per destinarli all’edilizia residenziale pubblica solleva timori tra i residenti, che chiedono trasparenza, ascolto e un confronto diretto con il Sindaco. Una vicenda che potrebbe avere effetti concreti già tra fine 2025 e inizio 2026.

Dragoncello torna al centro del dibattito politico e urbano di Roma. L’acquisto degli alloggi ex Enasarco da parte del Comune di Roma, destinati all’edilizia residenziale pubblica (ERP), sta sollevando forti preoccupazioni tra i residenti del quartiere, che chiedono trasparenza, ascolto e un confronto diretto con il Sindaco. Una vicenda che potrebbe produrre effetti concreti già tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.

Il punto centrale, come sottolineano i cittadini, non è una contrarietà ideologica al diritto alla casa, ma il metodo adottato dall’Amministrazione capitolina e l’impatto reale che questa operazione rischia di avere su quartieri già segnati da criticità strutturali come Dragoncello.

Dragoncello, il quartiere coinvolto nel piano Enasarco del Comune

Dragoncello è un quartiere residenziale dell’entroterra sud-ovest di Roma, caratterizzato da condomìni privati, servizi limitati e problemi infrastrutturali che i residenti denunciano da anni. Proprio qui il Comune avrebbe individuato circa 140 alloggi Enasarco da acquistare e destinare all’ERP, inserendoli all’interno di palazzi oggi abitati in larga parte da proprietari privati.

Secondo quanto emerso in Commissione Patrimonio, questi immobili rientrano nella maxi-operazione capitolina da oltre 1.000 appartamenti ex Enasarco, già approvata in Giunta e ora in procinto di approdare in Assemblea Capitolina, passaggio che renderebbe l’intervento immediatamente esecutivo.

La protesta dei residenti di Dragoncello: “Decisioni calate dall’alto”

In una nota formale datata 11 dicembre 2025, i residenti di Dragoncello – citando come riferimento solo il signor Francesco, per tutela della privacy – denunciano una totale assenza di confronto da parte dell’Amministrazione comunale.

I cittadini parlano di mesi di segnalazioni e PEC rimaste senza risposta, nessuna consultazione preventiva dei condomìni interessati e decisioni assunte senza un vero confronto pubblico sul territorio.

Non contro il diritto alla casa, ma per trasparenza ed equilibrio

Un passaggio chiave della protesta chiarisce la posizione dei residenti di Dragoncello: non c’è alcuna contrarietà all’edilizia sociale, ma una critica netta a come l’operazione Enasarco è stata impostata.

Tra le principali preoccupazioni evidenziate:

  • rischio di condomìni misti con gestioni diverse e conflitti;
  • assenza di valutazioni sull’impatto sociale e urbanistico;
  • concentrazione di nuove fragilità in quartieri già carenti di servizi;
  • possibile svalutazione degli immobili privati acquistati a prezzo di mercato;
  • difficoltà future su manutenzione e sicurezza condominiale.

Secondo i residenti, il piano rischia di entrare in contraddizione con gli stessi principi di equilibrio territoriale indicati dal Piano Strategico per il Diritto all’Abitare.

Le richieste dei cittadini: confronto diretto con il Sindaco

Il cuore della mobilitazione di Dragoncello è una richiesta chiara: aprire un tavolo di confronto con il Sindaco e il Campidoglio prima che l’operazione venga definitivamente approvata.

I residenti chiedono:

  • trasparenza sui criteri di scelta degli immobili;
  • chiarezza su gestione, manutenzione e sicurezza;
  • una valutazione reale delle ricadute sui quartieri coinvolti.

L’obiettivo dichiarato è evitare che l’ERP venga utilizzata come uno strumento emergenziale, senza una programmazione strutturata e condivisa con i territori.

Le critiche politiche e la manifestazione del 19 dicembre

Alla protesta civica si affianca anche lo scontro politico. Il capogruppo capitolino della Lega, Fabrizio Santori, ha definito l’operazione Enasarco “affrettata ed eccessivamente onerosa”, chiedendo lo stralcio dell’emendamento di bilancio e denunciando possibili tagli a scuole, asili nido, illuminazione pubblica e opere nei quartieri.

È stata annunciata una manifestazione in Campidoglio venerdì 19 dicembre alle ore 15, a cui parteciperanno residenti di Dragoncello e di altri comprensori Enasarco per dire “no” all’acquisizione degli alloggi senza ascolto dei cittadini.

Cosa può accadere tra fine 2025 e inizio 2026

Se l’Assemblea Capitolina dovesse approvare il piano senza modifiche, gli effetti potrebbero manifestarsi già nei prossimi mesi. Tra i rischi segnalati:

  • aumento dei contenziosi condominiali;
  • difficoltà nella gestione delle spese comuni;
  • nuove tensioni sociali;
  • scarico delle criticità sui Municipi.

Scenari già visti in altri quartieri di Roma con immobili ex Enasarco ed ex Inps.

Dragoncello come caso emblematico per Roma

La vicenda di Dragoncello rischia di diventare un caso emblematico per tutta la città: un banco di prova sul modo in cui le politiche abitative vengono progettate e condivise con i territori.

I residenti non chiedono blocchi ideologici, ma ascolto, equilibrio e programmazione. Senza un confronto reale, una misura pensata per rispondere all’emergenza abitativa rischia di trasformarsi in un nuovo fronte di conflitto urbano.

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