Anzio, barman prepara un drink in una foto di repertorio; nel riquadro la sede del Comune di Anzio dopo l’ordinanza sulla movida

Anzio, locali chiusi alle 2 e multe fino a 5mila euro: Marigliani attacca l’ordinanza sulla movida

Ad Anzio scatta l’ordinanza estiva sulla movida, con chiusure anticipate, limiti alla musica e divieti sul vetro. Marigliani, consigliere comunale di Forza Italia, contesta la scelta: “Così si puniscono le attività commerciali”.

Anzio, stretta sulla movida: locali chiusi alle 2 e multe fino a 5mila euro

Ad Anzio l’estate della movida si apre con una stretta destinata a far discutere. Dal 5 giugno al 30 settembre 2026, l’ordinanza firmata dal sindaco Aurelio Lo Fazio introduce nuovi limiti per locali, attività di somministrazione, musica, vendita di bevande in vetro e intrattenimento serale. Un provvedimento che l’amministrazione presenta nell’ambito delle misure per tutelare la quiete pubblica, il decoro urbano e la sicurezza nelle aree più frequentate della città, ma che accende subito lo scontro politico.

A contestare duramente la linea scelta dal Comune è Massimiliano Marigliani, consigliere comunale di Forza Italia ad Anzio, che parla di una decisione penalizzante per ristoranti, pub, locali serali e attività commerciali. Il punto, secondo l’esponente azzurro, non sarebbe la necessità di garantire ordine e sicurezza, tema sul quale non viene negata l’esistenza di criticità, ma il metodo scelto dall’amministrazione: chiudere prima, invece di rafforzare i controlli.

Il provvedimento, infatti, incide direttamente sulla vita notturna della città nel pieno della stagione estiva. Per gli esercizi di vendita e somministrazione di alimenti e bevande, come bar, ristoranti, pub, pasticcerie e attività simili, è prevista la chiusura entro le ore 2. Dopo quell’orario non sarà possibile proseguire con la somministrazione, mentre gli avventori potranno consumare quanto già acquistato fino alle 2:30. Per discoteche e locali di pubblico spettacolo, secondo quanto riportato dalle ricostruzioni locali sul provvedimento, la chiusura è fissata entro le ore 3.

Cosa prevede l’ordinanza del Comune di Anzio

L’ordinanza non riguarda solo gli orari di chiusura. Uno dei passaggi più rilevanti è il divieto di vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro, previsto tutti i giorni dalle 20 alle 6. La misura interessa esercizi di vicinato, attività di somministrazione, circoli privati e distributori automatici. Il consumo all’aperto al tavolo dovrà avvenire in contenitori non frangibili e riciclabili, con alcune deroghe per i ristoranti che adottano sistemi di sorveglianza dedicata.

Altro capitolo sensibile riguarda la musica e l’intrattenimento. Le attività musicali dovranno fermarsi alle 23:30 dal lunedì al giovedì, all’1 il venerdì e il sabato e alle 24 la domenica. Anche in questo caso, l’obiettivo dichiarato è contenere schiamazzi, disturbo alla quiete pubblica e situazioni di degrado nelle zone maggiormente interessate dalla movida.

Il sistema sanzionatorio è pesante. Per le violazioni sono previste multe da 500 a 5.000 euro. In caso di seconda violazione nello stesso anno solare può scattare la sospensione dell’attività da uno a sette giorni, mentre alla terza violazione la sospensione può arrivare da otto a quindici giorni. Una cornice che, per una città come Anzio, dove molte attività concentrano una parte significativa degli incassi nel periodo estivo, assume un peso economico e politico evidente.

Marigliani contro la stretta: “Così si puniscono le attività commerciali”

La reazione di Marigliani è netta. “Tutto ci aspettavamo tranne un’amministrazione proibizionista”, afferma il consigliere comunale di Forza Italia, criticando quella che definisce una rapida trasformazione della linea amministrativa: dalla “tolleranza zero nei confronti di chi delinque” a una “sonora batosta alle attività commerciali serali del territorio”.

Secondo Marigliani, la scelta rischia di produrre un effetto opposto rispetto a quello dichiarato. Nella sua lettura, infatti, l’ordinanza finirebbe per colpire soprattutto chi lavora regolarmente, senza garantire automaticamente maggiore sicurezza in strada. Il consigliere sostiene che nei locali i giovani si trovino in contesti più controllati, mentre dopo le 2 potrebbero riversarsi negli spazi pubblici senza una presenza adeguata delle forze dell’ordine.

La critica politica si concentra anche sul piano turistico. Marigliani richiama la spesa di 30mila euro stanziata per un piano di promozione turistica volto a incentivare il turismo ad Anzio. Una cifra che, secondo il consigliere, verrebbe di fatto vanificata da una misura capace di rendere meno attrattiva la città per giovani, visitatori e frequentatori dei locali serali. Il ragionamento è semplice: se si promuove Anzio come meta turistica, sostiene Marigliani, non si può poi comprimere l’offerta serale proprio nel cuore della stagione.

Il nodo dei controlli: sicurezza o solo chiusure anticipate ad Anzio?

Il cuore della polemica non è soltanto l’orario di chiusura. Il punto politico più rilevante riguarda i controlli notturni ad Anzio. Marigliani domanda apertamente chi sarà chiamato a verificare il rispetto dell’ordinanza e se l’amministrazione abbia previsto un potenziamento reale dei servizi serali.

Il consigliere contesta il fatto che, prima di imporre nuove limitazioni alle attività, non si sia intervenuti sull’organizzazione dei turni della Polizia Locale. A suo giudizio, la risposta più efficace non sarebbe chiudere i locali, ma aumentare pattugliamenti, controlli, presenza sul territorio e capacità di prevenzione. È qui che il tema della movida esce dal perimetro della polemica commerciale e diventa una questione di governo urbano.

Perché il problema, ad Anzio come in molte città costiere, è trovare un equilibrio tra esigenze diverse. Da una parte ci sono residenti che chiedono tranquillità, meno rumore, più decoro e più sicurezza. Dall’altra ci sono attività economiche che lavorano soprattutto nei mesi estivi e che vedono nella sera una fascia fondamentale per la propria sopravvivenza. In mezzo ci sono giovani, turisti e famiglie, cioè una parte importante della vita sociale ed economica della città.

Il rischio di spostare i giovani fuori da Anzio

Marigliani sottolinea anche un altro rischio: quello di spingere i giovani a spostarsi nei Comuni vicini o addirittura a Roma per frequentare locali serali. Una prospettiva che, nella sua lettura, non aiuterebbe né la sicurezza né l’economia locale. Al contrario, potrebbe impoverire l’offerta cittadina e ridurre la capacità di Anzio di trattenere flussi turistici e presenze giovanili durante l’estate.

La questione, quindi, non è banale. Un’ordinanza può ridurre alcuni fenomeni di disturbo, ma se non accompagnata da controlli e servizi rischia di lasciare aperto il problema principale: la gestione dello spazio pubblico dopo la chiusura dei locali. Ed è proprio su questo punto che Forza Italia attacca l’amministrazione.

Turismo, movida e attività commerciali: la partita dell’estate nel Comune balneare laziale

Nella nota politica, Marigliani collega la vicenda anche al protocollo d’intesa tra il Comune e i gestori dei locali di Anzio, nato con l’obiettivo di promuovere un intrattenimento responsabile, sicuro, sostenibile e rispettoso della legalità e del decoro urbano. Secondo il consigliere, quel percorso non avrebbe prodotto gli effetti sperati a causa della mancanza di adesioni, e l’amministrazione avrebbe scelto ora la via delle restrizioni.

È una valutazione politica, che come tale va attribuita al consigliere. Ma il tema sollevato resta centrale: la gestione della movida ad Anzio non può ridursi a una contrapposizione secca tra libertà dei locali e diritto al riposo dei residenti. Serve una strategia più ampia, capace di mettere insieme sicurezza, turismo, controlli, responsabilità degli esercenti e tutela della vivibilità urbana.

La vera prova arriverà nelle prossime settimane, quando l’ordinanza dovrà essere applicata concretamente. Sarà allora che si capirà se le chiusure anticipate riusciranno davvero a contenere rumori, schiamazzi e degrado, oppure se finiranno per alimentare nuove tensioni tra amministrazione, operatori economici e cittadini.

Ad Anzio la stagione estiva entra così in una fase delicata. La città deve difendere sicurezza e decoro, ma anche evitare che le attività commerciali diventino il bersaglio principale di una strategia percepita come incompleta. La domanda politica resta aperta: per governare la notte basta abbassare le serrande prima, oppure servono più controlli, più programmazione e una visione turistica meno improvvisata?

 

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