Nuova segnalazione da viale della Marina, nel centro di Ostia, davanti all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Due residenti denunciano una situazione di degrado che andrebbe avanti da settimane, con la stessa persona fotografata sotto il portico e poi mentre lava un cane alla fontanella pubblica.
A Ostia la fontanella di viale della Marina torna al centro delle proteste dei residenti. Dopo il caso raccontato da Il Marforio lo scorso 1° giugno 2026, nuove immagini e nuove testimonianze riportano l’attenzione sul tratto davanti all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, in una delle aree più frequentate del centro lidense, a pochi passi da piazza Anco Marzio, dal lungomare Paolo Toscanelli, dai negozi, dai bar e dai ristoranti.
A segnalare la situazione sono due residenti di Ostia, che chiedono di rimanere anonime per motivi di sicurezza. Secondo il loro racconto, la criticità andrebbe avanti da almeno due settimane. Le immagini inviate alla redazione mostrano lo stesso uomo in due momenti diversi: prima sdraiato sotto il portico, accanto a oggetti personali, contenitori e ciotole; poi ripreso mentre utilizza l’acqua della fontanella pubblica per lavare un cane, con acqua visibilmente presente sul marciapiede.
La precisazione non è secondaria. Non si tratterebbe, secondo quanto verificato dalla segnalazione, di episodi distinti attribuibili a persone diverse, ma di una presenza stabile nello stesso punto. Un elemento che rafforza il nodo centrale della vicenda: non il singolo gesto isolato, ma la trasformazione di uno spazio pubblico centrale in un luogo di bivacco, lavaggio e permanenza, davanti a uffici pubblici e attività commerciali.
Ostia, la fontanella già al centro delle polemiche
La nuova segnalazione si inserisce in una vicenda già raccontata da Il Marforio nell’articolo pubblicato il 1° giugno 2026, dedicato proprio alla fontanella di viale della Marina. In quell’occasione alcuni residenti avevano descritto un problema che, a loro dire, si trascinerebbe da anni: acqua sul marciapiede, utilizzi impropri, passaggi difficili e richiesta di una soluzione definitiva.
Il punto non è la presenza della fontanella in sé, che resta un servizio pubblico utile, soprattutto in una zona centrale e frequentata di Ostia. Il problema, secondo le segnalazioni raccolte, riguarda la gestione dell’area circostante. Quando una fontanella diventa stabilmente un punto di lavaggio, ristagno d’acqua, deposito di oggetti e bivacco, il tema smette di essere soltanto una lamentela di quartiere e diventa una questione di decoro urbano, igiene pubblica e convivenza civile.
La vicenda assume un peso ancora maggiore perché non riguarda una zona periferica o nascosta. Le foto sono state scattate davanti all’Agenzia delle Entrate-Riscossione di viale della Marina 38, in un quadrante centrale del litorale romano. A poca distanza si trovano l’area pedonale di piazza Anco Marzio, il lungomare, ristoranti, bar, negozi e attività frequentate da residenti, lavoratori, turisti e cittadini diretti agli uffici pubblici.
“Non possiamo mettere i tavoli fuori”: la segnalazione delle residenti di Ostia
La testimonianza arrivata alla redazione è dura e racconta un’esasperazione crescente. Una delle residenti denuncia di non riuscire più a utilizzare serenamente lo spazio esterno dell’attività. “Quanto ancora si deve aspettare?”, chiede, spiegando di essere impossibilitata a mettere i tavoli fuori a causa della situazione che si sarebbe creata nell’area.
Il riferimento è soprattutto alla presenza stabile davanti al portico e agli utilizzi impropri della fontanella. Secondo la residente, la scena del cane lavato con l’acqua pubblica sarebbe solo uno degli ultimi episodi di una criticità che va avanti da giorni. Nelle immagini si vede l’uomo mentre si china sulla fontanella e utilizza l’acqua per lavare l’animale; attorno, il marciapiede appare bagnato e interessato da ristagni.
Nel racconto c’è anche un episodio più delicato, che va riportato con prudenza. Secondo quanto riferito dalla segnalante, nei giorni scorsi una giovane parente si sarebbe trovata davanti la stessa persona mentre espletava bisogni fisiologici nello spartitraffico. Un episodio che, se confermato, porterebbe la vicenda oltre il solo tema del decoro, aprendo anche un fronte legato all’igiene e alla fruibilità dello spazio pubblico.
La residente parla di una situazione ormai difficile da sostenere, soprattutto in una zona dove la presenza di tavoli esterni, clienti, passanti e attività di ristorazione richiederebbe condizioni minime di pulizia, sicurezza e decoro. Il problema, nella sua lettura, non sarebbe più episodico ma quotidiano.
Il caso nel cuore commerciale di Ostia
La posizione è uno degli elementi centrali della notizia. La fontanella si trova davanti all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, lungo viale della Marina, in un punto che intercetta il passaggio tra il centro commerciale e pedonale di Ostia, il lungomare Paolo Toscanelli e piazza Anco Marzio. Non si tratta quindi di un’area marginale, ma di una delle porzioni più riconoscibili del territorio lidense.
Questo rende la segnalazione particolarmente rilevante. Una situazione di degrado stabile in quel tratto non incide soltanto sulla vita dei residenti, ma anche sull’immagine del centro di Ostia e sulle condizioni operative delle attività commerciali. Bar e ristoranti, soprattutto nella stagione estiva, vivono anche della possibilità di accogliere clienti all’esterno. Se quello spazio diventa percepito come sporco, insicuro o poco decoroso, il problema assume anche una dimensione economica.
C’è poi un tema di immagine pubblica. Davanti a un ufficio come l’Agenzia delle Entrate-Riscossione transitano ogni giorno cittadini che si recano lì per pratiche, pagamenti e appuntamenti. A pochi metri, l’area di piazza Anco Marzio rappresenta uno dei luoghi simbolici del centro storico di Ostia. Il contrasto tra vocazione turistica, ristorazione e degrado urbano diventa quindi ancora più evidente.
Non solo decoro: il nodo è la gestione del disagio sociale
La vicenda, però, non può essere ridotta alla sola persona fotografata. Sarebbe una lettura parziale e sbagliata. Le immagini raccontano anche una probabile condizione di marginalità sociale, che non può essere liquidata con indignazione o fastidio. Il punto vero è la capacità delle istituzioni di intervenire quando una situazione di disagio diventa stabile davanti ad attività commerciali, uffici pubblici e percorsi pedonali.
Da una parte ci sono residenti e commercianti che chiedono igiene, decoro, sicurezza e possibilità di lavorare. Dall’altra ci sono persone fragili che evidentemente vivono una condizione di esclusione e che non possono essere semplicemente ignorate, spostate o lasciate per settimane nello stesso punto senza una presa in carico reale.
È qui che il caso della fontanella di viale della Marina diventa più ampio. Non riguarda soltanto Ostia, ma il modo in cui Roma Capitale affronta il rapporto tra degrado urbano, disagio sociale, commercio e tutela degli spazi pubblici. Il rischio è che il problema venga lasciato sedimentare fino a trasformarsi in emergenza permanente, scaricata ogni giorno su residenti, esercenti, passanti e sulla stessa persona fragile che vive quella condizione.
Residenti e commercianti chiedono una soluzione stabile
La richiesta che arriva dal territorio è chiara: non un intervento occasionale, non una pulizia simbolica, non un controllo isolato, ma una soluzione stabile. La fontanella può restare un servizio pubblico utile, ma l’area deve essere gestita in modo da evitare ristagni, usi impropri e situazioni incompatibili con la presenza di ristoranti, uffici e spazi pedonali.
La vicenda chiama in causa più livelli di intervento: Roma Capitale, il Municipio X, la Polizia Locale, i servizi sociali, gli uffici competenti per il decoro urbano e, in presenza di criticità igienico-sanitarie, anche le autorità sanitarie competenti. Non si tratta soltanto di “mandare qualcuno a controllare”, ma di capire perché lo stesso punto torni periodicamente al centro delle segnalazioni.
La domanda posta dai residenti resta quindi aperta: quanto ancora si deve aspettare? La fontanella davanti all’Agenzia delle Entrate-Riscossione rischia di diventare il simbolo di un centro di Ostia sospeso tra vocazione turistica, commercio, disagio sociale e mancanza di risposte definitive.
Lasciare tutto così non aiuta nessuno. Non aiuta i cittadini che chiedono marciapiedi puliti e fruibili. Non aiuta i ristoratori che provano a lavorare in una zona centrale. Non aiuta l’immagine di Ostia. E non aiuta nemmeno chi vive in strada, se quella fragilità resta visibile a tutti ma presa in carico davvero da nessuno.
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