Fabiana Di Segni aderisce al Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin e nel Municipio XI di Roma si apre un nuovo fronte politico. Sullo sfondo restano le tensioni nella Commissione Politiche sociali e il nodo dell’Osservatorio contro l’antisemitismo.
A Roma si apre un nuovo fronte politico nel Municipio XI. Fabiana Di Segni, consigliera municipale e presidente della Commissione Politiche sociali, ha aderito al Partito Liberaldemocratico guidato da Luigi Marattin, dopo avere lasciato il Partito Democratico nell’aprile scorso. Il passaggio, ufficializzato il 6 ottobre durante l’iniziativa “Antisemitismo, dal disegno di legge ai comuni”, arriva mentre resta aperto nel Municipio lo scontro sull’istituzione dell’Osservatorio sull’antisemitismo e sulle altre forme di discriminazione e mentre i rapporti tra Di Segni e la maggioranza di centrosinistra appaiono ormai fortemente deteriorati.
Roma XI, Di Segni aderisce al Partito Liberaldemocratico di Marattin
L’ingresso di Fabiana Di Segni nel Partito Liberaldemocratico rappresenta l’ultimo passaggio di un percorso politico iniziato diversi mesi fa. La consigliera, eletta nel 2021 nelle liste del Partito Democratico, aveva lasciato il PD ad aprile, motivando pubblicamente la propria decisione con forti divergenze sul modo in cui, a suo giudizio, all’interno del partito venivano affrontati Israele e il tema dell’antisemitismo.
Il 6 ottobre Di Segni ha partecipato a Roma all’iniziativa del PLD dedicata proprio all’antisemitismo, insieme al segretario nazionale Luigi Marattin e ad altri rappresentanti politici e del mondo ebraico. Nel corso dell’appuntamento è stato formalizzato il suo ingresso nella formazione guidata da Marattin.
La scelta assume un peso soprattutto sul piano municipale. Dopo l’uscita dal PD, infatti, Di Segni aveva continuato a ricoprire il proprio ruolo istituzionale nel Municipio XI di Roma. Il nuovo approdo politico riporta quindi al centro il rapporto con la coalizione che governa il territorio e con gli altri gruppi del centrosinistra.
La frattura nella maggioranza e il nodo della Commissione Politiche sociali
Il passaggio al PLD non sembra destinato a rimanere una semplice modifica dell’appartenenza partitica. Dalla maggioranza sarebbe arrivata anche la richiesta a Di Segni di lasciare la guida della Commissione Politiche sociali, un elemento che sposta la vicenda sul terreno degli equilibri istituzionali del Municipio XI.
Sul caso interviene Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio del Municipio XI di Roma Capitale, che collega direttamente la rottura politica alle tensioni che nelle ultime settimane hanno accompagnato i lavori della Commissione Politiche sociali e, in particolare, il percorso delle proposte per istituire un Osservatorio sull’antisemitismo e sulle altre forme di discriminazione.
Secondo la ricostruzione fornita da Palma, la maggioranza di centrosinistra non avrebbe partecipato ai lavori della Commissione per tre sedute. Il consigliere di FdI sostiene inoltre che, anche nella riunione più recente, l’assenza dei rappresentanti della maggioranza avrebbe fatto mancare il numero legale, impedendo alla Commissione di esprimere il proprio parere sulle due proposte depositate riguardanti l’Osservatorio.
Si tratta della ricostruzione politica fornita da Palma, che attribuisce a quelle assenze una scelta deliberata e parla di un segnale di «debolezza politica» della maggioranza. Le ragioni delle assenze e le relative responsabilità restano quindi, allo stato, valutazioni attribuite al vicepresidente del Consiglio municipale.
Roma XI, il precedente dell’Osservatorio sull’antisemitismo
La questione dell’Osservatorio non nasce con l’ingresso di Di Segni nel Partito Liberaldemocratico. Il Marforio aveva già ricostruito il mancato voto in Commissione sulla proposta per istituire un organismo permanente contro l’antisemitismo e le altre forme di discriminazione.
In quell’occasione Palma aveva chiamato in causa PD, Movimento 5 Stelle e Demos per il mancato raggiungimento del numero legale. La documentazione visionata dal giornale permetteva di verificare l’esistenza e l’articolazione della proposta, ma non le presenze ufficialmente registrate durante la seduta.
La vicenda può essere approfondita nel precedente articolo de Il Marforio dedicato all’Osservatorio sull’antisemitismo nel Municipio XI, che ricostruisce il primo stop registrato durante l’iter in Commissione.
È proprio questo precedente a dare alla vicenda di oggi una dimensione più ampia. L’adesione di Di Segni al PLD arriva mentre l’Osservatorio continua a rappresentare un punto di frizione politica nel Municipio XI e mentre la presidente della Commissione chiamata a esaminare la proposta si trova ormai su una collocazione politica distinta rispetto alle forze che compongono la maggioranza municipale.
Palma (FdI): «Un segno di debolezza politica»
Palma interpreta questa sequenza come la conseguenza di uno spostamento politico del centrosinistra e respinge l’idea che la responsabilità dello strappo possa essere attribuita alla consigliera. Nella nota inviata alla stampa sostiene che la perdita di Di Segni rappresenterebbe un «segno di debolezza politica», collegando il caso anche alle polemiche sviluppatesi sull’istituzione dell’Osservatorio e sulla lotta all’antisemitismo e alle discriminazioni.
Il vicepresidente del Consiglio municipale critica inoltre il comportamento della maggioranza nelle sedute della Commissione e sostiene che alcune forze politiche tenderebbero ormai a seguire «l’umore dei propri potenziali elettori» anziché determinare una visione politica per la collettività. Si tratta, anche in questo caso, di valutazioni politiche riconducibili al consigliere di Fratelli d’Italia.
Roma XI, adesso il nodo sono gli equilibri politici e istituzionali
Al netto dello scontro tra maggioranza e opposizione, il punto istituzionale riguarda adesso le conseguenze concrete dell’adesione di Fabiana Di Segni al Partito Liberaldemocratico. Sul tavolo restano la presidenza della Commissione Politiche sociali, il futuro delle proposte sull’Osservatorio contro l’antisemitismo e le discriminazioni e, più in generale, i rapporti all’interno della coalizione che governa il Municipio XI di Roma.
Saranno i prossimi passaggi consiliari e di Commissione a chiarire se la frattura produrrà cambiamenti negli assetti istituzionali oppure se resterà circoscritta alla nuova collocazione politica della consigliera. Dopo mesi di tensioni, però, il caso Di Segni nel Municipio XI entra ora in una fase nuova, con un’appartenenza politica definita e diversi nodi ancora aperti sul piano amministrativo.
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