Il grosso platano è caduto domenica mattina vicino a Ponte Marconi, a Roma, occupando la carreggiata verso piazzale Edison. Marco Palma chiede controlli sui filari, mentre resta da chiarire se la pianta fosse stata interessata dai lavori programmati a febbraio.
A Roma, un grosso platano è crollato nella mattinata di domenica 26 luglio 2026 sul Lungotevere San Paolo, poco dopo Ponte Marconi, occupando la carreggiata in direzione di piazzale Tommaso Edison. Il cedimento si è verificato durante una mattinata caratterizzata da forti raffiche di vento nel quadrante sud-occidentale della Capitale e ha reso necessaria la temporanea chiusura del tratto stradale. Sullo stesso Lungotevere, tuttavia, tra il 16 e il 25 febbraio erano stati programmati interventi di potatura e messa in sicurezza delle alberature. Resta quindi da chiarire se il platano caduto fosse stato interessato dai lavori e quali controlli fossero stati eseguiti sulla pianta.
Roma, il platano crollato poco dopo Ponte Marconi
Il platano si è abbattuto sulla strada a metà mattinata, invadendo la corsia del Lungotevere San Paolo utilizzata dai veicoli diretti verso piazzale Tommaso Edison. Secondo la ricostruzione pubblicata da RomaToday, una residente avrebbe visto l’albero già a terra intorno alle 11:15, dopo avere notato le alberature della zona fortemente sollecitate dal vento.
La carreggiata interessata dal cedimento è stata quindi temporaneamente chiusa al traffico per consentire le operazioni di rimozione del tronco e dei rami. Nelle prime ricostruzioni non risultano persone ferite, circostanza particolarmente rilevante considerando le dimensioni della pianta e l’estensione della chioma finita trasversalmente sull’asfalto.
Il crollo si è verificato in prossimità del collegamento con Ponte Marconi, lungo una strada attraversata quotidianamente da numerosi veicoli. La caduta dell’albero avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi qualora, in quel momento, un’automobile, una motocicletta o un pedone si fossero trovati nel punto interessato.
Le immagini girate da Marco Palma
Il video e le fotografie messi a disposizione da Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio del Municipio XI, documentano l’intera alberatura distesa sulla carreggiata.
Il tronco appare ceduto in prossimità della base, mentre rami, foglie e frammenti di legno risultano sparsi su una parte consistente della sede stradale. Nelle immagini è visibile anche il terreno sollevato intorno al punto nel quale si trovava il platano, insieme alla porzione inferiore del tronco e dell’apparato radicale emersa dopo il cedimento.
Il materiale visivo consente di comprendere la portata dell’episodio, ma non permette di stabilirne autonomamente le cause. Il vento può avere rappresentato il fattore immediato dello schianto, mentre le condizioni dell’apparato radicale, del tronco e della stabilità complessiva della pianta dovranno essere accertate attraverso verifiche tecniche e agronomiche.
Attribuire responsabilità o indicare una patologia dell’albero senza una relazione specialistica sarebbe quindi prematuro.
Roma, a febbraio erano previsti lavori di messa in sicurezza
L’elemento che amplia la notizia oltre la semplice cronaca del crollo emerge dalla documentazione pubblicata sul portale istituzionale di Roma Capitale.
Nel programma degli interventi sulle alberature stradali del Municipio VIII compare infatti il Lungotevere di San Paolo, dove dal 16 al 25 febbraio 2026 erano previsti lavori indicati come “potature e messa in sicurezza alberature”. L’intervento è associato alla determinazione dirigenziale VM 119 del 10 febbraio 2026.
Il documento certifica dunque che, pochi mesi prima del cedimento, erano stati programmati interventi sul patrimonio arboreo della strada. Non permette però di affermare automaticamente che il platano caduto sia stato materialmente esaminato o sottoposto a uno specifico controllo.
Dalla sola denominazione dei lavori non è possibile neppure stabilire se siano state effettuate analisi strumentali sulla stabilità dei singoli alberi oppure esclusivamente operazioni di potatura, manutenzione e rimozione delle parti considerate pericolose.
La distinzione è decisiva. Un intervento generale su un’arteria stradale non dimostra che ogni esemplare presente lungo i filari sia stato sottoposto allo stesso tipo di valutazione. Proprio per questo il cedimento rende necessario chiarire quali lavori siano stati effettivamente eseguiti, quali alberi abbiano interessato e se siano state predisposte relazioni tecniche sulle loro condizioni.
Il platano caduto era stato controllato?
La domanda centrale riguarda quindi la storia manutentiva della pianta. Occorre conoscere la data dell’ultima ispezione, sapere se il platano fosse compreso nel programma di febbraio e verificare se fossero state rilevate anomalie al tronco, alla base o all’apparato radicale.
Sarà inoltre necessario accertare la natura precisa delle attività svolte sul tratto del Lungotevere San Paolo e l’eventuale presenza di una valutazione fitostatica, utilizzata per analizzare le condizioni strutturali e il rischio di cedimento delle alberature.
La documentazione disponibile non consente ancora di fornire queste risposte. La programmazione dei lavori costituisce comunque un elemento di evidente interesse pubblico, perché collega il crollo alla gestione e alla manutenzione del patrimonio arboreo di Roma.
I chiarimenti dovranno arrivare dagli uffici competenti del Municipio VIII e dalle strutture di Roma Capitale responsabili del verde pubblico.
Palma: «Gestione delle alberature senza metodo»
Marco Palma ha commentato l’accaduto con un giudizio netto: «Gestione delle alberature senza metodo». Il vicepresidente del Consiglio del Municipio XI ha chiesto che, dopo il crollo, venga effettuato un monitoraggio urgente degli alberi presenti lungo entrambi i lati del Lungotevere San Paolo.
Secondo quanto riportato da RomaToday, Palma ha parlato di circa quindici alberi sul filare interessato e di un numero analogo sul lato opposto, sollecitando una verifica delle loro condizioni. «Se non si è fatto male nessuno è stato solo per caso», ha dichiarato il consigliere.
La richiesta non riguarda quindi soltanto la rimozione del platano già caduto, ma la necessità di accertare lo stato degli altri esemplari presenti sulla strada. Il tema è particolarmente delicato lungo un’arteria alberata e trafficata, dove eventuali segnali di instabilità devono essere individuati prima che possano trasformarsi in un pericolo per automobilisti, motociclisti e pedoni.
Roma, attese verifiche sugli altri alberi del Lungotevere
Il vento resta un elemento rilevante nella ricostruzione dell’accaduto, ma non può sostituire l’accertamento tecnico sulle condizioni della pianta. Sarà necessario stabilire se il platano presentasse criticità precedenti, se fosse stato controllato durante gli interventi programmati a febbraio e se il suo cedimento renda opportuno estendere le verifiche agli altri alberi della strada.
Resta inoltre da chiarire quali attività siano state realmente effettuate tra il 16 e il 25 febbraio e se esista una documentazione tecnica riferita ai singoli esemplari. Sono risposte importanti non soltanto per ricostruire quanto avvenuto, ma anche per valutare l’efficacia del sistema di prevenzione adottato a Roma nella gestione delle alberature stradali.
Il crollo del Lungotevere San Paolo si è concluso, secondo le prime ricostruzioni, senza conseguenze per le persone. Le immagini mostrano però quanto ridotto possa essere il margine tra il cedimento di un albero e un incidente grave.
Dopo la rimozione del tronco, la priorità diventa dunque una verifica trasparente sui lavori già programmati e sulle condizioni dei due filari, affinché la sicurezza della strada non dipenda soltanto dall’assenza fortuita di veicoli o passanti nel momento del cedimento.
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