Una cabina telefonica abbandonata nel cuore di Roma riapre il dibattito sul destino di queste strutture storiche: rimuoverle per decoro o recuperarle come simboli urbani?
Roma, una segnalazione dal centro storico riaccende il dibattito
Nel cuore di Roma, a pochi passi da Via Veneto, una cabina telefonica abbandonata è tornata al centro dell’attenzione grazie alla segnalazione di un cittadino. Il signor Francesco, attraverso il gruppo “Via Veneto e Rione Ludovisi on Facebook”, ha documentato lo stato di una cabina telefonica all’incrocio tra via Piemonte e via Sardegna, una delle poche ancora presenti nel centro cittadino.
Le immagini mostrano chiaramente una struttura ancora integra ma inutilizzata per la sua funzione originaria. All’interno sono presenti coperte, trapunte, cuscini ed effetti personali, segno evidente di un uso improprio legato alla fragilità sociale e, soprattutto, all’assenza di controllo e manutenzione.
Non si tratta di un episodio isolato, ma di un sintomo urbano che racconta molto di come Roma gestisce – o non gestisce – i residui del suo passato recente.
La situazione nella cabina telefonica di via Piemonte
La cabina telefonica di via Piemonte rappresenta un paradosso tutto romano. Inserita in un contesto di pregio storico e turistico, nel rione Ludovisi, convive oggi con una condizione di abbandono funzionale. Non è chiaro se il telefono sia ancora attivo, ma è certo che la struttura non svolge più alcun servizio pubblico.
Dal punto di vista giornalistico è importante chiarirlo: il degrado non nasce dall’uso improprio, ma dal vuoto lasciato dalla dismissione del servizio. Quando un’infrastruttura perde la sua funzione senza essere rimossa o riconvertita, diventa inevitabilmente un non-luogo.
Roma offre numerosi esempi simili: oggetti urbani sospesi tra passato e presente, privi di una decisione chiara sul loro destino.
Cosa farà il I Municipio di Roma: la posizione dell’Amministrazione
Sul tema è intervenuto il consigliere Niccolò Camponi, Presidente della Commissione alle Politiche della Sostenibilità ambientale del I Municipio di Roma Capitale. Camponi ha chiarito che nel I Municipio restano sei cabine telefoniche, tra cui quella di via Piemonte e via Sardegna, e che è in corso una raccolta fotografica propedeutica a una richiesta formale a Telecom per la loro rimozione, motivata da ragioni di decoro urbano.
Non si tratta però di un’azione improvvisata. Già il 26 marzo 2025, a seguito di una mozione presentata dallo stesso consigliere, Telecom è intervenuta per rimuovere quattro cabine telefoniche abbandonate nei rioni Castro Pretorio ed Esquilino, precisamente in piazza Indipendenza, via XX Settembre, via Carlo Alberto e piazza Santa Croce.
Un precedente che dimostra come la linea politica sia già stata tracciata: eliminare oggetti inutili e degradanti dalle strade di Roma, estendendo progressivamente il provvedimento a tutto il territorio municipale.
Cabine telefoniche a Roma: rimuoverle o valorizzarle?
La vicenda apre una domanda più ampia: è giusto rimuovere queste strutture storiche della telefonia o andrebbero recuperate come elementi di memoria urbana?
In altre città europee, le cabine telefoniche sono state trasformate in mini biblioteche, punti informativi turistici, installazioni artistiche o attrazioni vintage. A Roma, però, il nodo centrale resta uno: senza un progetto e senza gestione, anche il vintage diventa degrado.
L’idea romantica della cabina telefonica come simbolo del Novecento si scontra con la realtà quotidiana di una città complessa, dove l’assenza di controllo produce inevitabilmente usi impropri e conflitti sociali.
Un problema diffuso in tutta Roma
Il caso del I Municipio non è isolato. Segnalazioni simili emergono da diversi Municipi di Roma, dove cabine telefoniche dismesse, arredi urbani obsoleti e strutture inutilizzate finiscono per trasformarsi in ricettacoli di rifiuti o rifugi di fortuna.
Secondo quanto riportato negli anni da AMA Roma e da numerose testate giornalistiche locali e nazionali, il tema del decoro urbano è strettamente legato alla gestione delle infrastrutture dismesse. Lasciare in strada oggetti privi di funzione significa spesso demandare ai cittadini – o ai più fragili – una gestione informale dello spazio pubblico.
La Città Eterna e la necessità di scegliere
La cabina telefonica di via Piemonte non è solo un oggetto del passato: è una cartina di tornasole di come Roma affronta il rapporto tra memoria, decoro e inclusione sociale.
Rimuoverle tutte? Recuperarne alcune? Decidere caso per caso? Qualunque sia la risposta, una cosa appare chiara: non decidere più non è un’opzione.
Roma ha bisogno di scelte nette, trasparenti e coerenti, capaci di tenere insieme il rispetto della storia urbana e la qualità dello spazio pubblico contemporaneo.


