Auto lasciate sui blocchi di cemento e private delle gomme nella notte tra il 14 e il 16 maggio 2026. A Roma cresce l’allarme sicurezza tra Portuense, Marconi e Colle del Sole dopo l’ennesimo raid contro le vetture in sosta.
ROMA – Esci di casa al mattino e trovi la tua automobile sospesa su alcuni blocchi di cemento, completamente privata delle gomme. Una scena che fino a pochi mesi fa avrebbe fatto pensare a un episodio isolato, ma che oggi, in alcuni quadranti di Roma, inizia ad assumere i contorni di un fenomeno sempre più riconoscibile e inquietante.
L’ultimo episodio arriva dal quartiere Portuense, dove nella notte tra il 14, il 15 e il 16 maggio 2026 diverse vetture sono state prese di mira in via Filippo Tajani. Le immagini diffuse da Marco Palma, consigliere di Fratelli d’Italia e Vice Presidente del Consiglio dell’XI Municipio Roma Capitale, mostrano auto lasciate senza ruote, appoggiate su mattoni e blocchi di cemento dopo il furto dei pneumatici.
Fotografie che stanno facendo rapidamente il giro dei social e dei gruppi di quartiere, alimentando ancora una volta il dibattito sulla sicurezza urbana a Roma e sulla sensazione, sempre più diffusa tra i residenti, che alcuni raid vengano compiuti con estrema tranquillità durante le ore notturne.
Roma: Portuense, auto lasciate sui blocchi di cemento nella notte
Le immagini del raid in via Filippo Tajani
Le fotografie scattate in via Filippo Tajani raccontano una scena precisa. Una station wagon scura appare completamente priva delle gomme, con i freni a disco ormai visibili e il telaio sostenuto da blocchi in cemento. Poco distante, anche una Mitsubishi rossa è stata lasciata nelle stesse condizioni.
Sull’asfalto si notano ancora dadi, componenti metallici e piccoli frammenti lasciati durante l’operazione. Dettagli che fanno pensare a un intervento rapido ma organizzato, eseguito probabilmente con strumenti professionali e in tempi relativamente brevi.
Non si tratta infatti del classico atto vandalico improvvisato. Smontare più pneumatici richiede attrezzature adeguate, una certa esperienza e soprattutto il tempo necessario per lavorare senza essere disturbati. Ed è proprio questo aspetto che sta alimentando le preoccupazioni dei residenti del Portuense.
Le immagini diffuse da Palma mostrano infatti un raid eseguito con modalità quasi identiche a quelle già denunciate nelle scorse settimane in altri quadranti di Roma. Un elemento che rafforza la percezione di un fenomeno seriale e non di episodi casuali scollegati tra loro.
Da Marconi a Colle del Sole: il fenomeno delle auto smontate si allarga a Roma
Residenti esasperati dopo settimane di episodi simili
La vicenda di via Filippo Tajani rappresenta infatti un’evoluzione di altri episodi già raccontati da Il Marforio nelle ultime settimane.
Il 17 aprile 2026 l’allarme era esploso nella zona di Vigna Pia, dove alcune auto erano state smontate durante la notte in circostanze molto simili. Pochi giorni dopo, il 1 maggio, il tema della sicurezza era tornato al centro dell’attenzione sul Lungotevere di Pietra Papa, nel quadrante Marconi, tra segnalazioni di violenze, degrado e vetture prese di mira. Infine, il 10 maggio, un nuovo raid aveva colpito Colle del Sole, dove alcuni residenti si erano ritrovati davanti a vetture cannibalizzate e private di componenti.
Tre episodi distinti ma accomunati da una dinamica molto precisa: auto lasciate in sosta notturna e ritrovate al mattino senza gomme o pezzi meccanici.
Ed è proprio questo schema ripetitivo che oggi preoccupa molti cittadini di Roma.
Nella sua segnalazione, Marco Palma parla apertamente di zone ormai considerate quasi dei “punti di riferimento” per chi cerca un buon treno di gomme rubate. Un’espressione dura ma che fotografa bene il sentimento di frustrazione che si respira in diversi quartieri della Capitale.
Per molti residenti il problema non è più soltanto il danno economico, spesso pesantissimo, ma la sensazione crescente di vulnerabilità. Lasciare l’auto parcheggiata in strada durante la notte viene ormai percepito come un rischio concreto in alcune aree della città.
Il tema riguarda anche la conformazione urbana di questi quartieri. Portuense, Marconi e Colle del Sole presentano infatti lunghi tratti residenziali, parcheggi laterali e strade dove durante le ore notturne il controllo del territorio viene percepito come insufficiente. Condizioni che, secondo molti cittadini, favorirebbero raid rapidi e mirati.
Il timore di un mercato parallelo dei pezzi d’auto
Dietro episodi di questo tipo c’è poi un altro tema che inizia a emergere con forza: il possibile mercato parallelo dei pezzi d’auto e dei pneumatici.
Cerchi e gomme di determinate vetture possono infatti avere un valore elevato sul mercato nero, soprattutto quando si tratta di modelli recenti o particolarmente richiesti. Ed è proprio la precisione delle operazioni viste nelle ultime settimane a far pensare a gruppi che agiscono con un obiettivo ben preciso.
Le modalità dei raid raccontano infatti un livello di organizzazione superiore rispetto al semplice vandalismo urbano. Le vetture vengono lasciate in equilibrio sui blocchi, senza devastazioni inutili e con interventi concentrati esclusivamente sulle componenti più facilmente rivendibili.
Una dinamica che, inevitabilmente, sta facendo crescere il senso di insicurezza in diversi quadranti di Roma.
Roma, la denuncia di Marco Palma: “Servono prevenzione e controlli”
La richiesta di maggiori verifiche sul territorio
Nella sua nota pubblica, Marco Palma punta l’attenzione soprattutto sul tema della prevenzione.
“Ma chi dovrebbe prevenire cosa fa per evitare che tutto questo continui ad accadere?”, chiede il consigliere dell’XI Municipio, rilanciando il dibattito sui controlli notturni e sulla sicurezza urbana.
Una domanda che arriva dopo settimane di segnalazioni analoghe tra Portuense, Marconi e Colle del Sole, territori dove il tema del degrado e della microcriminalità è tornato con forza al centro del confronto politico e cittadino.
Il rischio, secondo molti residenti, è che questi episodi possano trasformarsi progressivamente in una normalità accettata. Ed è proprio questa percezione a preoccupare maggiormente chi vive nei quartieri coinvolti.
Perché vedere un’auto privata delle gomme e lasciata sui blocchi di cemento nel cuore della notte non rappresenta soltanto un danno economico per il proprietario. Diventa anche il simbolo di una città dove, almeno in alcune aree, cresce la sensazione che determinati raid possano essere compiuti senza particolari ostacoli.
E mentre sui social continuano a circolare le fotografie delle vetture smontate in via Filippo Tajani, tra molti cittadini di Roma aumenta la paura che il fenomeno possa colpire ancora, spostandosi di quartiere in quartiere con modalità sempre più rapide e sistematiche.
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