Nel cuore turistico di Ostia, tra il Pontile e piazza dei Ravennati, proliferano da anni giacigli di fortuna sotto i portici. Una situazione denunciata dai cittadini e vissuta quotidianamente dai commercianti, mentre l’Amministrazione del X Municipio continua a non intervenire in modo strutturale.
OSTIA – A volte basta una frase, ironica quanto amara, per raccontare meglio di qualsiasi analisi una situazione ormai fuori controllo. «Struttura autorizzata dalla Paesaggistica sotto i portici affianco a Old Wild West». Così il signor Roberto ha segnalato la presenza dell’ennesimo giaciglio di fortuna comparso sotto i colonnati tra via della Marina e piazza dei Ravennati, a pochi metri dal Pontile di Ostia.
Carrelli della spesa, coperte, materiali di recupero e ripari improvvisati occupano stabilmente uno spazio che dovrebbe rappresentare il cuore simbolico e turistico di Ostia, il luogo più fotografato e attraversato da visitatori, famiglie e residenti. Non un episodio isolato, ma l’ennesima conferma di un fenomeno che va avanti da anni, sotto gli occhi di tutti.
Ostia e il Pontile: una cartolina turistica sempre più compromessa
Parlare di giacigli sotto i portici non significa limitarsi a una questione di decoro urbano. Qui il tema riguarda il danno d’immagine complessivo per Ostia. Il quadrante compreso tra il Pontile, viale della Marina e piazza dei Ravennati è la cartolina del territorio, il primo impatto per chi arriva sul litorale romano.
È in quest’area che si misura la credibilità di una città che ambisce a rilanciarsi come destinazione turistica stabile, non solo stagionale. E invece l’immagine restituita è quella di spazi pubblici lasciati all’improvvisazione, dove il disagio sociale non viene affrontato, ma semplicemente tollerato fino a diventare parte del paesaggio.
Il paradosso è evidente: mentre si discute di grandi progetti di rilancio e promozione del territorio, il centro storico di Ostia continua a convivere con situazioni di degrado visibile, proprio laddove l’attenzione dovrebbe essere massima.
La superficialità dell’Amministrazione del X Municipio
Il nodo centrale non è l’esistenza del disagio sociale, fenomeno complesso e presente in tutte le grandi città. Il vero problema è l’assenza di una strategia da parte dell’Amministrazione del X Municipio, che da anni non mette in campo azioni efficaci per contrastare o governare questa situazione.
Non si tratta di un’emergenza improvvisa o di un evento eccezionale: la presenza di molteplici giacigli sotto i portici è un fatto noto, cronico, segnalato più volte da cittadini e operatori commerciali. Eppure, il territorio continua a essere lasciato senza un presidio costante, senza interventi strutturali, senza una visione che tenga insieme sicurezza, decoro e politiche sociali.
Questa gestione passiva del problema non aiuta nessuno: non tutela i residenti, non sostiene i commercianti, non restituisce dignità alle persone senza fissa dimora e non protegge l’immagine di Ostia.
Il racconto dei commercianti: “Apriamo prima per farli allontanare”
Nei mesi scorsi, sul campo, sono state raccolte testimonianze che restituiscono tutta la difficoltà quotidiana vissuta dai commercianti dell’area. Racconti che raramente trovano spazio nel dibattito pubblico, ma che spiegano meglio di qualsiasi dato cosa significhi convivere con una situazione fuori controllo.
Un’ora di lavoro in più, ogni mattina
Molti negozianti di viale della Marina e di piazza della Stazione Vecchia sono costretti ad attaccare con almeno un’ora di anticipo rispetto all’orario di apertura. Il motivo è sempre lo stesso: far allontanare i clochard che hanno dormito davanti alle saracinesche durante la notte.
Non per cattiveria o intolleranza, ma per necessità. Quelle attività devono aprire, lavorare, accogliere clienti. E spesso si trovano a svolgere un compito che non dovrebbe competere a loro.
Acqua e candeggina contro odori insopportabili
C’è poi un aspetto ancora più crudo, ma reale. Ogni mattina, prima di alzare le serrande, molti esercenti sono costretti a lavare muri e saracinesche con litri di acqua e candeggina per eliminare il forte odore di urina.
Durante la notte, infatti, i portici diventano anche luoghi dove urinare, spesso in stato di ebbrezza. Un dettaglio che colpisce duramente il quadrante di viale della Marina e piazza della Stazione Vecchia e che rende evidente come il problema non sia più sostenibile.
Ostia tra disagio sociale e abbandono istituzionale
Raccontare questa realtà non significa criminalizzare chi vive in strada. Al contrario, significa denunciare un sistema che abbandona tutti: chi è in difficoltà e chi vive e lavora nel territorio.
Lasciare che il disagio si accumuli sotto i portici del centro storico di Ostia non è una scelta umanitaria, ma una rinuncia politica. Senza interventi coordinati, senza servizi adeguati, senza un presidio costante, il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Ostia non può continuare a essere il luogo dove i problemi si stratificano invece di essere affrontati. Il Pontile, simbolo e vetrina del litorale romano, merita una gestione all’altezza della sua centralità.
Ostia, una cartolina che chiede risposte
La segnalazione ironica del signor Roberto è solo l’ultimo tassello di un mosaico noto da tempo. Una cartolina che racconta un territorio lasciato a se stesso, dove il disagio sociale diventa degrado e il degrado diventa normalità.
Affrontare il problema non significa spostarlo altrove, ma assumersi la responsabilità di governarlo. Perché Ostia, e il suo Pontile, non possono permettersi di restare prigionieri dell’inerzia.


