La morte di Aurel Ciukar a via Poggio di Venaco riaccende il tema dei senzatetto a Ostia. L’Assessorato all’Ambiente avvia la bonifica, ma i residenti parlano di ritardo.
La tragedia di via Poggio di Venaco a Ostia
La morte di Aurel Ciukar, per i residenti di Ostia Levante, era una tragedia annunciata. Lo stabile all’incrocio tra via Poggio di Venaco e via Oletta, abbandonato da anni e ridotto in condizioni di degrado estremo, era da tempo rifugio dell’anziano senza fissa dimora, gravemente malato. Mauro Delicato, presidente di Giustizia X Ostia, già prima dell’estate aveva denunciato pubblicamente la situazione durante un sopralluogo, chiedendo un intervento delle istituzioni per salvaguardare la vita del clochard.
Il destino, purtroppo, ha confermato i timori. L’uomo è stato ritrovato senza vita sul finire della scorsa settimana. Ad allertare le autorità sono stati i residenti, preoccupati per i forti odori nauseanti provenienti dall’ex stabile occupato. Solo l’intervento della Polizia di Stato ha permesso di fare la tragica scoperta: Aurel era morto probabilmente da giorni, in assoluto abbandono.
Il ricordo di Aurel Ciukar a Ostia Levante
La notizia ha colpito profondamente il quartiere. Come riportato anche dai servizi televisivi di Canale 10, Ciukar era una figura conosciuta: spesso sostava davanti al supermercato di viale della Stella Polare per chiedere l’elemosina, sempre con il sorriso sulle labbra. Nonostante le difficoltà, era ricordato come una persona gentile e serena. Negli ultimi mesi la sua salute era peggiorata, tanto da dover ricorrere a un deambulatore per spostarsi.
Le segnalazioni inascoltate e i tentativi di aiuto
Già nei mesi estivi i cittadini e i comitati di zona avevano segnalato la gravità della situazione. Le condizioni igieniche dello stabile erano insostenibili, con rifiuti abbandonati e spazi inagibili. Alcune associazioni del territorio avevano tentato di offrire accoglienza e sostegno al senzatetto, ma Aurel aveva rifiutato, scegliendo di restare nel luogo che considerava “casa”, seppur precaria e insicura.
Questa scelta personale, però, non solleva le istituzioni dalle responsabilità di gestione. La vicenda ripropone il dibattito su quanto sia necessario intervenire in maniera coattiva per evitare simili tragedie quando la salute e la vita delle persone sono messe a rischio.
Bonifica dopo la tragedia: le polemiche sul ritardo
Solo dopo la morte di Aurel, l’Assessorato all’Ambiente del Municipio Roma X ha effettuato un sopralluogo nell’area di via Poggio di Venaco, incontrando i cittadini e avviando le prime operazioni di bonifica. Troppo tardi, secondo i residenti, che si sentono lasciati soli in una vicenda che poteva avere un epilogo diverso.
Sulla vicenda è intervenuto anche Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Municipio X, chiedendo un’azione diretta del sindaco Roberto Gualtieri. Conforzi ha invocato il commissariamento degli assessorati municipali alle Politiche Sociali e all’Ambiente, giudicati incapaci di rispondere alle reali esigenze del territorio.
Clochard e morti evitabili a Ostia: i numeri dal 2024 al 2025
Il dramma di via Poggio di Venaco non è un caso isolato. Negli ultimi due anni, diversi senzatetto hanno perso la vita nel territorio di Ostia e del X Municipio, in circostanze simili.
I casi documentati nel X Municipio
Secondo cronache di testate locali come Il Messaggero, Romatoday e Il Faro Online, tra gennaio 2024 e settembre 2025 si contano almeno sei decessi di clochard nella zona. Oltre al caso di Aurel Ciukar, episodi si sono verificati vicino alla stazione Lido Nord, nel sottopasso di Acilia e nelle aree verdi di Ostia Ponente. In molti casi, le morti sono state attribuite a malattie non curate, al freddo o a condizioni igieniche critiche.
L’appello delle associazioni e dei residenti
Le associazioni di volontariato che operano sul litorale romano denunciano da tempo la mancanza di una rete strutturata di accoglienza per i senza dimora. Nonostante gli sforzi di parrocchie e organizzazioni come Caritas, resta evidente il vuoto istituzionale. I residenti chiedono soluzioni stabili, sia per restituire dignità alle persone in difficoltà sia per evitare che interi quartieri diventino teatro di degrado.
Le richieste alla politica per il commissariamento degli assessorati
Il caso di Aurel diventa così simbolico di una più ampia emergenza sociale e ambientale che coinvolge Ostia e l’intero X Municipio. Le pressioni sul Campidoglio aumentano: i cittadini vogliono risposte concrete e interventi immediati, non più azioni tardive dopo l’ennesima tragedia.


