Foto di repertorio di un Cude con nel riquadro il consigliere Giuseppe Conforzi del Municipio Roma X

Cude Roma, nel X Municipio anziani e disabili tra SPID, CAF e viaggi a San Paolo: chiesto uno sportello a Ostia

Nel Municipio Roma X il rilascio e la gestione del Cude rischiano di diventare un percorso a ostacoli per anziani, persone con disabilità e familiari. Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia, chiede a Roma Capitale e Roma Servizi per la Mobilità l’apertura di uno sportello settimanale a Ostia.

Cude Roma, il problema nel X Municipio tra digitale, CAF e uffici lontani

Per molti cittadini il Cude, il Contrassegno Unico Disabili Europeo, non è una semplice pratica amministrativa. È lo strumento che consente a una persona con disabilità, a un anziano con gravi difficoltà motorie o a un familiare che lo assiste di muoversi con meno ostacoli nella città. Proprio per questo, quando il percorso per ottenerlo o rinnovarlo diventa complicato, il problema non è più soltanto burocratico: diventa sociale, territoriale e politico.

Nel Municipio Roma X, tra Ostia, Acilia, Dragona, Dragoncello, Casal Palocco, Infernetto e Ostia Antica, il tema è tornato al centro del dibattito dopo alcune segnalazioni arrivate dal territorio. Il nodo è semplice, ma pesante: per chi non riesce a utilizzare in autonomia SPID, CIE, piattaforme online o procedure digitali, la gestione del Cude Roma può trasformarsi in un percorso a ostacoli. L’alternativa, spesso, è rivolgersi a CAF o soggetti terzi, anche sostenendo costi, oppure spostarsi fino agli uffici di Roma Servizi per la Mobilità in via Silvio D’Amico 38, nella zona di Basilica San Paolo.

Per un cittadino che vive nel quadrante centrale di Roma può essere un disagio. Per un residente del litorale, magari anziano, con difficoltà motorie o costretto a farsi accompagnare, può diventare una vera barriera. Ed è proprio su questo punto che si innesta la richiesta avanzata da Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X: istituire almeno una volta a settimana uno sportello Cude a Ostia, o comunque nel territorio municipale, per assistere direttamente i cittadini più fragili.

Cude, la segnalazione dal territorio: “Non tutti possono fare tutto online”

A raccontare il disagio è una cittadina del Municipio X che ha seguito da vicino la pratica e che pone un tema molto concreto: non tutti hanno gli strumenti, le competenze o le persone di fiducia a cui delegare la gestione delle procedure. La digitalizzazione, quando funziona, può accorciare i tempi e semplificare i passaggi. Ma quando viene lasciata come unica strada praticabile, rischia di escludere proprio chi avrebbe più bisogno di un’amministrazione vicina.

Il problema riguarda soprattutto anziani, persone con disabilità, familiari caregiver e cittadini che non hanno dimestichezza con identità digitale, documentazione online e piattaforme telematiche. Chi non riesce a muoversi autonomamente nel sistema digitale rischia di dover chiedere aiuto a pagamento, oppure affrontare un viaggio verso San Paolo per una pratica che riguarda il contrassegno disabili a Roma.

Il punto, quindi, non è negare l’utilità della digitalizzazione. Il punto è capire se una città come Roma possa permettersi di lasciare un territorio grande e distante come il Municipio X senza un presidio fisico dedicato almeno una volta a settimana. Perché il litorale romano non è un quartiere a pochi minuti dagli uffici centrali: è una porzione ampia di città, con collegamenti spesso difficili e una popolazione composta anche da molti anziani e cittadini fragili.

Dal vecchio sistema territoriale alla gestione accentrata

Secondo la ricostruzione arrivata dal territorio, in passato una parte delle pratiche legate ai permessi temporanei veniva gestita attraverso un riferimento più vicino ai cittadini, in particolare tramite i servizi presenti nel Municipio. Era un sistema non privo di criticità: le pratiche dovevano essere trasmesse, i contrassegni venivano stampati altrove e poi inviati, con tempi lunghi e il rischio che qualche documento si perdesse nei passaggi o nella spedizione.

Quel modello, però, garantiva almeno un principio: la presenza di un punto fisico più prossimo alla cittadinanza. Oggi, invece, il sistema appare più ordinato e digitalizzato, ma anche più distante per chi non riesce a usare gli strumenti informatici. È qui che nasce la proposta di ripristinare una forma di prossimità moderna: non tornare al passato, ma aprire nel Municipio Roma X uno sportello organizzato, efficiente, capace di raccogliere le pratiche, fornire chiarimenti e, se possibile, gestire direttamente anche la stampa o il rilascio del contrassegno.

La richiesta, in sostanza, è pragmatica: se gli sportelli della mobilità a Roma funzionano, perché non prevedere una presenza periodica anche a Ostia? Anche solo una volta a settimana, secondo chi segnala il problema, sarebbe una risposta concreta per molte famiglie.

La richiesta di Conforzi: uno sportello settimanale per il Cude

Sulla vicenda è intervenuto Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, che ha inviato una richiesta formale a Roma Capitale, all’Assessorato alla Mobilità, a Roma Servizi per la Mobilità e al Municipio Roma X. Al centro della lettera c’è l’istituzione di uno sportello territoriale settimanale per il Cude, dedicato a rilascio, rinnovo, duplicati, chiarimenti documentali e assistenza agli utenti fragili.

La proposta indica possibili sedi già conosciute dai cittadini, come gli uffici municipali di via Claudio o quelli di via Passeroni, oppure un’altra sede ritenuta idonea, purché accessibile, priva di barriere architettoniche e adeguatamente servita. Non si tratterebbe, secondo Conforzi, di creare un privilegio per il X Municipio, ma di riconoscere una specificità geografica e sociale evidente.

Il territorio lidense è distante dal centro, si sviluppa su un’area ampia e comprende quartieri molto diversi tra loro. Per chi vive a Ostia, Acilia, Dragona, Dragoncello, Infernetto, Casal Palocco o Ostia Antica, raggiungere San Paolo non è sempre semplice. Se poi la persona interessata al Cude ha difficoltà motorie, è anziana o necessita di accompagnamento, il tragitto può diventare ancora più complesso.

La lettera insiste su un principio preciso: la tecnologia deve semplificare, non escludere. La digitalizzazione dei servizi pubblici è necessaria, ma non può trasformarsi in una riduzione dell’accessibilità. Dove il digitale non basta, la Pubblica Amministrazione deve garantire sportelli fisici, presidi territoriali e forme di accompagnamento per chi resta indietro.

“Panchine ovunque, ma mancano servizi essenziali per i disabili”

Accanto alla richiesta istituzionale, Conforzi ha scelto anche una linea politica più netta. Nel comunicato stampa diffuso sulla vicenda, il capogruppo di Fratelli d’Italia attacca il Municipio Roma X con una frase destinata a far discutere: “Il Municipio Roma X ha un record per l’installazione di panchine sul territorio, ma poi si dimentica dei servizi essenziali per le persone con disabilità”.

La stoccata è evidente. Da una parte la polemica sulla gestione delle priorità amministrative, dall’altra un tema molto concreto: il rapporto tra servizi pubblici, fragilità e accessibilità. Conforzi contesta il fatto che anziani, cittadini fragili e familiari debbano districarsi tra SPID, procedure online, CAF a pagamento o lunghi spostamenti verso gli uffici di Roma Servizi per la Mobilità per una pratica fondamentale come il Contrassegno Unico Disabili Europeo.

La frase sulle panchine dà il tono politico alla battaglia, ma il cuore della questione resta amministrativo. Il punto non è soltanto criticare il Municipio, bensì chiedere a Roma Capitale e a Roma Servizi per la Mobilità se intendano attivare un servizio di prossimità in un territorio dove la distanza dagli uffici centrali pesa più che altrove.

Digitalizzazione e disabilità, quando la burocrazia diventa barriera

La vicenda del Cude nel X Municipio apre un tema più ampio. La Pubblica Amministrazione sta spingendo sempre di più sui servizi digitali, e in molti casi questo produce benefici reali: meno code, meno carta, pratiche più rapide. Ma esiste una parte della popolazione che davanti al digitale non si semplifica la vita, la complica.

Per un cittadino anziano, per una persona con disabilità o per un familiare che deve gestire più pratiche contemporaneamente, l’accesso a SPID, CIE e piattaforme online può diventare un ostacolo. Non per mancanza di volontà, ma per mancanza di strumenti, competenze, supporto o condizioni fisiche adeguate. Se a questo si aggiunge la necessità di spostarsi da Ostia a San Paolo, il rischio è che un diritto finisca dentro una catena di difficoltà.

È qui che uno sportello Cude a Ostia avrebbe un valore non solo pratico, ma simbolico. Significherebbe riconoscere che il Municipio Roma X non può essere trattato come una periferia amministrativa da raggiungere solo quando serve, ma come una parte della città che ha diritto a servizi essenziali, soprattutto quando si parla di persone fragili.

Cude, ora la risposta spetta a Roma Capitale e Roma Servizi per la Mobilità

La richiesta di Conforzi mette ora la palla nel campo di Roma Capitale, dell’Assessorato alla Mobilità, di Roma Servizi per la Mobilità e del Municipio Roma X. La domanda è diretta: verrà attivato uno sportello settimanale per il Cude nel territorio lidense? E, in caso positivo, con quali tempi, modalità e sedi?

La risposta non riguarda soltanto una pratica amministrativa. Riguarda l’idea stessa di accessibilità dei servizi pubblici in una città enorme, diseguale e spesso difficile da attraversare. Perché il contrassegno disabili nasce per ridurre gli ostacoli nella vita quotidiana delle persone. Se anche ottenerlo diventa un ostacolo, allora qualcosa nel sistema va corretto.

 

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