A Casal Bruciato, in via Silvio Negro 14, un ascensore è fermo da oltre 15 giorni. Residenti esasperati denunciano disagi gravi, mentre si accende il rimpallo di responsabilità tra Ater, manutenzione e istituzioni.
A Casal Bruciato, quartiere del IV Municipio di Roma, un semplice guasto si sta trasformando in un’emergenza sociale. In via Silvio Negro 14, scala C, un ascensore risulta fermo da oltre 15 giorni, con conseguenze pesantissime per i residenti, in particolare per anziani e persone con difficoltà motorie.
La situazione, segnalata da diversi cittadini, sta generando un crescente clima di esasperazione. Secondo quanto riferito, l’impossibilità di utilizzare l’ascensore avrebbe di fatto “sequestrato” in casa alcuni condomini, costretti a rinunciare anche a visite mediche e attività quotidiane.
Un caso che, partendo da un problema tecnico, sta rapidamente assumendo contorni più ampi, diventando simbolo delle criticità legate alla gestione del patrimonio residenziale pubblico a Casal Bruciato e, più in generale, nella Capitale.
Casal Bruciato, ascensore guasto da oltre 15 giorni: emergenza in via Silvio Negro
A Casal Bruciato, quartiere del IV Municipio di Roma, un semplice guasto si sta trasformando in un’emergenza sociale. In via Silvio Negro 14, scala C, un ascensore risulta fermo da oltre 15 giorni, con conseguenze pesantissime per i residenti, in particolare per anziani e persone con difficoltà motorie.
La situazione, segnalata da diversi cittadini, sta generando un crescente clima di esasperazione. Secondo quanto riferito, l’impossibilità di utilizzare l’ascensore avrebbe di fatto “sequestrato” in casa alcuni condomini, costretti a rinunciare anche a visite mediche e attività quotidiane.
Un caso che, partendo da un problema tecnico, sta rapidamente assumendo contorni più ampi, diventando simbolo delle criticità legate alla gestione del patrimonio residenziale pubblico a Casal Bruciato e, più in generale, nella Capitale.
“Anziani bloccati in casa”: la denuncia dei residenti di Casal Bruciato
A raccontare nel dettaglio la situazione è Mauro, residente della palazzina, che ha pubblicato una segnalazione nel gruppo Facebook “Casal Bruciato Comitato di Quartiere (segnalazioni e informazioni)”.
Il tono è diretto, senza filtri, e restituisce chiaramente il livello di tensione che si respira tra gli abitanti dello stabile:
“Ascensore fermo da più di 15 giorni, gente anziana sequestrata in casa, visite mediche rimandate. Ater che se ne frega dopo varie segnalazioni”.
Parole forti, che fotografano una condizione percepita come insostenibile. Il disagio non riguarda soltanto la comodità, ma incide direttamente sulla qualità della vita e sulla salute delle persone coinvolte.
Nel caso specifico di Casal Bruciato, il problema assume una dimensione ancora più delicata proprio per la presenza di residenti anziani, per i quali l’assenza di un ascensore funzionante può significare isolamento forzato.
Decine di segnalazioni senza risposta: cresce la protesta nel quartiere
A rendere ancora più critica la situazione è il numero di segnalazioni effettuate senza esito. Secondo quanto riferito dallo stesso residente, sarebbero state effettuate:
- 36 telefonate ad Ater
- oltre 50 contatti alla ditta di manutenzione
Nonostante ciò, il problema non sarebbe stato risolto.
“Trentasei telefonate all’Ater, cinquanta alla ditta e non fanno nulla. Bisogna chiamare il Presidente della Repubblica? Ora scattano le denunce”.
Una frase che, al di là dell’iperbole, restituisce un dato concreto: la perdita di fiducia nei confronti delle istituzioni e dei soggetti responsabili della gestione.
Il caso di Casal Bruciato si inserisce così in un contesto più ampio, dove le segnalazioni dei cittadini rischiano di rimanere inascoltate, alimentando frustrazione e conflitto sociale.
Rimpallo di responsabilità tra Ater e manutenzione
Uno degli elementi centrali della vicenda è il rimpallo di responsabilità tra i diversi soggetti coinvolti.
Secondo quanto raccontato dai residenti, i tecnici intervenuti sul posto avrebbero attribuito il problema direttamente ad Ater:
“È un problema di Ater”.
Una posizione che, tuttavia, si scontra con quanto dichiarato da Stefania Martelloni, presidente del Comitato di Quartiere Casal Bruciato, che ha fornito una chiave di lettura diversa:
“La ditta ha perso l’appalto proprio perché non esegue i lavori per voi cittadini e per poter intervenire il municipio ci sta aiutando”.
Due versioni che evidenziano una situazione complessa, in cui le responsabilità non appaiono chiaramente definite e il risultato finale è uno stallo operativo.
Nel frattempo, a pagare il prezzo più alto sono i residenti di Casal Bruciato, costretti a convivere con un disservizio che si protrae ormai da oltre due settimane.
L’intervento del Municipio IV: richiesta formale di intervento alla palazzina di Casal Bruciato
Sul caso è intervenuto anche il consigliere del IV Municipio di Roma Capitale, Valerio Palmaccio, che ha inviato una richiesta formale per sollecitare un intervento.
Nella comunicazione, il consigliere segnala chiaramente la situazione:
“Si richiede un intervento per l’ascensore sito in via Silvio Negro 14 scala C, fermo ormai da una settimana”.
Un atto istituzionale che conferma la gravità della situazione e tenta di sbloccare una vicenda che, fino a questo momento, non ha trovato soluzione.
Il coinvolgimento del Municipio rappresenta un passaggio importante, ma resta da capire se e quando si arriverà a una risoluzione concreta per i residenti di Casal Bruciato.
Quando un guasto diventa emergenza sociale a Casal Bruciato
Il caso dell’ascensore guasto a Casal Bruciato non è soltanto un episodio isolato, ma rappresenta un esempio di come un problema tecnico possa trasformarsi rapidamente in una vera e propria emergenza sociale.
Quando i servizi essenziali vengono meno, soprattutto in contesti abitativi popolari, le conseguenze si amplificano:
- isolamento delle persone fragili
- difficoltà negli spostamenti
- impossibilità di accedere a cure mediche
- aumento della tensione tra cittadini e istituzioni
In questo scenario, la manutenzione degli impianti non è soltanto una questione tecnica, ma diventa un elemento centrale per garantire diritti fondamentali.
Tra rabbia e attesa: cosa succederà ora
A oggi, la situazione resta irrisolta. I residenti attendono risposte concrete, mentre cresce la pressione nei confronti di Ater e degli enti coinvolti.
Resta aperta una domanda fondamentale: quanto tempo ancora dovranno aspettare i cittadini di Casal Bruciato prima di vedere ripristinato un servizio essenziale?
E, soprattutto, chi si assumerà la responsabilità di un disservizio che, per oltre due settimane, ha avuto un impatto diretto sulla vita quotidiana di decine di persone?


