Acqua putrida nelle ex piscine della palestra abbandonata del Parco della Madonnetta ad Acilia, con discarica abusiva nei locali interni

Acilia, dentro la palestra fantasma del Parco della Madonnetta: “Qui dopo le 19 diventa pericoloso”

Nuovo sopralluogo all’interno dell’ex palestra del Parco della Madonnetta ad Acilia: degrado, rifiuti, acqua putrida e paura tra i residenti. “Dopo il tramonto questa zona diventa invivibile”, raccontano i cittadini.

C’è un punto del Parco della Madonnetta, ad Acilia, dove il silenzio diventa inquietante, le zanzare sembrano avvolgere ogni angolo dello stabile e le pareti raccontano anni di abbandono, vandalismi e occupazioni. È l’ex palestra che affaccia su via Bruno Molajoli, nel X Municipio, una struttura che un tempo rappresentava un punto di riferimento sportivo per centinaia di famiglie del quadrante e che oggi, invece, viene descritta dai residenti come uno dei luoghi più pericolosi del territorio.

Nel corso di un nuovo sopralluogo effettuato nella giornata di ieri, siamo tornati all’interno della struttura insieme all’associazione Ecoitaliasolidale, rappresentata dal presidente Piergiorgio Benvenuti e dai referenti locali Gaetano Di Staso e Daniela Salustri, oltre al consigliere Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X. Un ritorno dentro quello che, col passare degli anni, è diventato il simbolo del degrado del Parco della Madonnetta.

L’impatto visivo è pesante fin dai primi metri. Attorno all’ex palestra si trovano erba altissima, rifiuti abbandonati, materiali ingombranti e tracce evidenti di frequentazioni abusive. Il grande polmone verde di Acilia, nato con l’idea di offrire servizi sportivi e aggregazione sociale al quartiere, oggi appare come uno spazio dimenticato dalle istituzioni, tra promesse di riqualificazione mai concretizzate e una situazione che, secondo molti residenti, continua a peggiorare.

Acilia, il nuovo sopralluogo dentro l’ex palestra del Parco della Madonnetta

Entrare nella vecchia palestra del Parco della Madonnetta significa attraversare un ambiente completamente fuori controllo. Le stanze che un tempo ospitavano spogliatoi, corsi e attività sportive oggi sono disseminate di immondizia, vetri rotti, pezzi di ferro e materiali strappati dalle pareti. In diversi punti dello stabile sono evidenti i segni delle razzie avvenute nel corso degli anni: cavi strappati, centraline smontate, muri sfondati pur di recuperare rame o materiali metallici da rivendere.

La sensazione, camminando nei corridoi interni, è quella di trovarsi dentro una struttura abbandonata da decenni. Le pareti sono quasi completamente ricoperte di graffiti, molti locali risultano devastati e in alcuni ambienti si vedono ancora tracce di incendi e combustioni improvvisate.

Il sopralluogo si svolge in un’atmosfera surreale. La luce filtra a fatica dalle aperture dello stabile, mentre il rumore delle zanzare accompagna costantemente la visita. Un dettaglio che colpisce particolarmente riguarda le vecchie vasche della piscina interna: oggi sono riempite da acqua stagnante color giallo, maleodorante e circondata da vegetazione incolta. Un’immagine che restituisce perfettamente il livello di abbandono raggiunto dalla struttura.

In alcuni tratti, l’erba alta e le piante infestanti trasformano il percorso in una sorta di giungla urbana. Muoversi tra i locali dell’ex centro sportivo del Parco della Madonnetta diventa quasi un’esperienza da film post-apocalittico, tra stanze devastate, buio e materiali sparsi ovunque.

Degrado e paura nell’ex struttura sportiva di Acilia

Il tema che preoccupa maggiormente i residenti, però, non è soltanto il degrado estetico o ambientale. A generare allarme è soprattutto la questione sicurezza.

Secondo diversi cittadini della zona, l’ex palestra del Parco della Madonnetta sarebbe frequentata regolarmente da occupanti abusivi e persone senza fissa dimora. Una presenza che, soprattutto nelle ore serali, contribuirebbe a rendere l’area particolarmente delicata.

“Qui alle 19 torna una zona invivibile e inavvicinabile”, racconta Enzo, residente del quartiere che frequenta il parco insieme al proprio cane. “Pochi giorni fa due ragazzi volevano girare dei video dentro la palestra, ma sarebbero stati cacciati malamente da due persone che vivono all’interno della struttura”.

Un racconto che alimenta ulteriormente il senso di paura attorno a un’area che negli anni è già stata al centro di numerose polemiche e tragedie. Al sopralluogo era presente anche Daniela Salustri, madre di Riccardo Pica, il giovane morto proprio nel Parco della Madonnetta dopo essere stato inseguito da un clochard armato di coltello. Una vicenda che ancora oggi rappresenta una ferita aperta per il territorio di Acilia e per il X Municipio.

Le piscine piene d’acqua putrida e l’assalto dei vandali

All’interno della struttura il degrado sembra essersi stratificato anno dopo anno. Le vecchie aree sportive sono ormai irriconoscibili, mentre diversi locali appaiono devastati da intrusioni e vandalismi.

In alcune stanze sono stati addirittura abbattuti pezzi di muro pur di recuperare materiali metallici o componenti degli impianti elettrici. Dove un tempo si trovavano server, centraline e impianti tecnici, oggi restano soltanto buchi, detriti e pareti annerite.

Le piscine interne rappresentano probabilmente uno degli scenari più impressionanti dell’intero sopralluogo. Le vasche sono diventate enormi contenitori di acqua stagnante e sporcizia, con il rischio concreto che possano trasformarsi anche in un problema igienico-sanitario, soprattutto con l’arrivo delle alte temperature.

“Dopo le 19 qui diventa pericoloso”

Tra i residenti cresce la percezione di vivere accanto a una struttura fuori controllo. Il timore riguarda soprattutto le ore serali, quando il Parco della Madonnetta si svuota e l’area attorno all’ex palestra diventa ancora più isolata.

Diversi cittadini raccontano di evitare completamente la zona dopo il tramonto, mentre altri sostengono di aver segnalato più volte la situazione senza ottenere interventi risolutivi. Il senso diffuso è quello di un progressivo arretramento della sicurezza in una delle aree verdi più importanti di Acilia.

Le promesse sulla riqualificazione del Parco della Madonnetta

Negli ultimi anni il futuro del Parco della Madonnetta è stato più volte al centro del dibattito politico cittadino. Sia il sindaco Roberto Gualtieri che l’assessore Andrea Tobia Zevi hanno parlato della necessità di rilanciare e recuperare l’area, storicamente legata al progetto dell’ex Punto Verde Qualità.

Tuttavia, a distanza di tempo dagli annunci, i residenti continuano a vedere una struttura in stato di abbandono e un parco segnato da incuria, occupazioni abusive e continui episodi di degrado.

Il sopralluogo effettuato ieri riporta nuovamente sotto i riflettori una situazione che, secondo associazioni e cittadini, non sarebbe più sostenibile. L’ex palestra del Parco della Madonnetta, da luogo di aggregazione sportiva e sociale, sarebbe ormai diventata una sorta di “zona fantasma” nel cuore di Acilia.

Acilia, un simbolo dell’abbandono nel X Municipio

Quello dell’ex palestra non è soltanto il racconto di una struttura vandalizzata. Per molti residenti rappresenta il simbolo di un’intera area lasciata progressivamente al degrado.

Tra muri devastati, piscine piene d’acqua putrida, vegetazione incontrollata e paura nelle ore serali, il Parco della Madonnetta continua a dividere il quartiere tra chi spera ancora in una riqualificazione e chi ormai vede nello spazio soltanto un enorme contenitore di criticità.

Nel frattempo, mentre il futuro dell’area resta sospeso tra annunci politici e richieste dei cittadini, la vecchia palestra continua a deteriorarsi giorno dopo giorno, trasformandosi sempre di più in uno dei luoghi simbolo dell’abbandono urbano nel territorio del X Municipio.

 

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