Sede dei Vigili del Fuoco di Ostia in via Angelo Celli con la delibera del Comune di Roma del 1992

Vigili del Fuoco di Ostia, la delibera del 1992 riapre il caso sulla caserma

Dopo il Consiglio straordinario del Municipio Roma X, un documento comunale del 1992 solleva nuovi interrogativi sulla concessione, sulla manutenzione e sul futuro della sede dei Vigili del Fuoco di via Angelo Celli.

Il Consiglio straordinario sui Vigili del Fuoco di Ostia, riunito venerdì 24 luglio 2026 nella sede del Municipio Roma X, ha definito un primo percorso per garantire l’operatività del Distaccamento e individuare una futura sistemazione definitiva. Alla seduta hanno partecipato rappresentanti del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, della Guardia di Finanza, dell’amministrazione municipale e delle organizzazioni sindacali. Sul tavolo sono finiti il trasferimento temporaneo del personale, i lavori nell’ex Vittorio Emanuele e diverse ipotesi per una nuova caserma.

Il confronto istituzionale, tuttavia, non sembra aver chiuso tutti gli interrogativi aperti dopo il cedimento avvenuto il 29 maggio nella sede storica di via Angelo Celli. Una deliberazione della Giunta comunale risalente al 1992 ricostruisce infatti il rapporto tra il Comune di Roma e il Ministero dell’Interno, indicando durata, canone e condizioni della concessione dell’immobile. Il documento apre ora una questione decisiva: quale accordo regolava la caserma nel 2026 e chi aveva l’obbligo di sostenere gli interventi di manutenzione straordinaria?

Vigili del Fuoco di Ostia, cosa è emerso dal Consiglio straordinario

Il Consiglio straordinario ha approvato un Ordine del Giorno presentato dal Movimento 5 Stelle e integrato attraverso modifiche condivise con le forze di maggioranza. L’atto punta a garantire nell’immediato la piena operatività dei Vigili del Fuoco sul litorale romano e, parallelamente, ad avviare un percorso istituzionale per individuare una sede moderna e adeguata alle necessità del territorio.

Durante la seduta sono stati illustrati tempi e modalità del trasferimento temporaneo presso una struttura della Guardia di Finanza nell’area dell’Infernetto e di Castel Porziano. La soluzione dovrebbe consentire al personale di tornare a operare stabilmente nel territorio del Municipio Roma X, dopo le settimane nelle quali una parte della squadra è stata ospitata nel Distaccamento di Fiumicino.

La sistemazione presso la Guardia di Finanza avrà comunque carattere provvisorio. Lo stesso Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, ha sottolineato come si tratti di un’ospitalità destinata a coprire soltanto una prima fase dell’emergenza. Restano da conoscere attraverso gli atti ufficiali la durata esatta dell’accordo, gli spazi messi a disposizione e il cronoprogramma del trasferimento.

Il Consiglio ha inoltre posto le basi per la costituzione di un tavolo interistituzionale, al quale dovrebbero partecipare Roma Capitale, il Ministero dell’Interno, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, il Municipio Roma X e le organizzazioni sindacali del Corpo. Il compito sarà quello di valutare le diverse soluzioni e arrivare a una scelta che non si limiti all’ennesima sistemazione temporanea.

Il trasferimento e i lavori nell’ex Vittorio Emanuele

La sede della Guardia di Finanza rappresenta il passaggio più immediato, ma non l’unico. Nelle scorse settimane il Ministero dell’Interno aveva indicato anche una parte dell’ex Ostello Litus, all’interno del complesso Vittorio Emanuele, come possibile sistemazione transitoria per i Vigili del Fuoco.

Il progetto richiede interventi di adeguamento degli spazi e l’attivazione delle utenze. Proprio per questo, prima che la struttura possa diventare realmente operativa, sarà necessario conoscere tempi, costi e responsabilità dei lavori.

Il 15 luglio Il Marforio aveva raccontato l’indicazione dell’ex Ostello Litus come sede temporanea dei Vigili del Fuoco. Due giorni dopo era emerso che la squadra continuava a operare anche da Fiumicino, mentre Castel Porziano veniva indicato come soluzione provvisoria.

Il rischio, adesso, è quello di sovrapporre ipotesi diverse senza chiarire quali siano già formalizzate e quali restino soltanto proposte. Per i cittadini e per il personale è invece essenziale conoscere dove opereranno i Vigili del Fuoco nei prossimi mesi e quale struttura sarà destinata a ospitarli nel lungo periodo.

La delibera del 1992 sulla caserma dei Vigili del Fuoco

Il nuovo elemento che riapre il caso è la deliberazione numero 1787 del 1992, relativa all’immobile comunale di via Angelo Celli 2A, 2B e 2C, già adibito a caserma dei Vigili del Fuoco.

L’atto ricostruisce una vicenda amministrativa iniziata molti anni prima. Il Ministero dell’Interno – Prefettura di Roma occupava inizialmente l’immobile attraverso un contratto di locazione. Tale contratto era stato prorogato fino al 30 ottobre 1985, con un canone annuo di poco superiore ai sette milioni di lire.

Il Comune rilevò successivamente che l’edificio apparteneva alla categoria dei beni patrimoniali indisponibili. Per questo motivo non poteva più essere utilizzato lo strumento privatistico dell’affitto: il rapporto avrebbe dovuto essere disciplinato attraverso una concessione amministrativa.

La Giunta decise quindi di regolarizzare l’occupazione extracontrattuale relativa al periodo compreso tra il 31 ottobre 1985 e il 31 dicembre 1989, accettando un’indennità complessiva di 180 milioni e 120 mila lire. Contestualmente autorizzò una concessione della durata di sei anni, con decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 1990 e possibilità di rinnovo per ulteriori sei anni.

Il canone veniva fissato in 46 milioni e 353.600 lire l’anno, con adeguamento biennale sulla base delle variazioni degli indici Istat. Il prospetto contabile allegato indicava inoltre le somme riferite alle diverse annualità, ma non consente, da solo, di stabilire se tutti gli importi siano stati materialmente versati e incassati.

Non un contratto d’affitto, ma una concessione amministrativa

Durante il confronto sulla caserma è emersa la questione dell’eventuale assenza di un contratto d’affitto. Giuseppe Conforzi ha sostenuto che agli atti sarebbe presente la delibera propedeutica, ma non il successivo contratto.

Il punto richiede però una distinzione importante. Dopo il 1985 non avrebbe più dovuto esserci un normale contratto di locazione, perché la stessa deliberazione stabiliva che il rapporto dovesse essere regolato da una concessione amministrativa. Dire che non esisteva un contratto d’affitto, quindi, non basta a dimostrare l’assenza di un titolo.

La domanda corretta è un’altra: la concessione autorizzata nel 1992 fu effettivamente sottoscritta? E, in caso affermativo, venne successivamente rinnovata, prorogata o sostituita da un nuovo accordo?

La deliberazione è un atto autorizzativo e propedeutico. Stabilisce le condizioni del rapporto, ma la documentazione finora acquisita non permette di sapere quale disciplina fosse concretamente in vigore al momento del cedimento del maggio 2026.

Per chiudere questo passaggio servono il contratto di concessione, gli eventuali rinnovi, le comunicazioni tra gli enti e gli atti contabili relativi ai canoni. Senza questi documenti non è possibile affermare né che il Ministero abbia occupato gratuitamente l’immobile per decenni né che il rapporto fosse completamente privo di una base amministrativa.

Chi doveva sostenere la manutenzione straordinaria?

Il nodo più delicato riguarda la manutenzione della caserma dei Vigili del Fuoco. Il disciplinare allegato alla delibera del 1992 poneva a carico del concessionario gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre alle utenze, alle imposte, alle assicurazioni e agli altri oneri collegati all’utilizzo dell’immobile.

Lo stesso disciplinare prevedeva che il concessionario riconsegnasse la struttura, alla scadenza o in caso di revoca, libera da persone e cose e in buono stato di manutenzione.

Questa previsione deve però essere confrontata con la posizione espressa dal Ministero dell’Interno nel luglio 2026. Secondo la ricostruzione ministeriale già pubblicata da Il Marforio, le utenze e la manutenzione ordinaria sarebbero state sostenute dal Ministero, mentre gli interventi strutturali e la manutenzione straordinaria sarebbero spettati a Roma Capitale in quanto proprietaria dell’edificio.

Esistono quindi due ricostruzioni apparentemente differenti. Il disciplinare del 1992 attribuiva la manutenzione straordinaria al concessionario; la comunicazione ministeriale del 2026 la riconduce invece al proprietario.

La contraddizione potrebbe essere spiegata da accordi intervenuti successivamente, dalla scadenza della vecchia concessione o da una diversa regolamentazione del rapporto. Allo stato attuale, però, manca il documento capace di collegare il 1992 al 2026 e stabilire quale clausola fosse ancora applicabile.

Vigili del Fuoco di Ostia, Conforzi: “Il Comune chiarisca contratto, lavori e responsabilità”

Per Giuseppe Conforzi, quanto emerso durante il Consiglio straordinario confermerebbe l’assenza di una programmazione adeguata da parte del Campidoglio. Il capogruppo di Fratelli d’Italia chiede di conoscere quale titolo regolasse l’utilizzo dell’edificio, quali interventi siano stati effettuati negli anni e perché non sia stata individuata per tempo una soluzione alternativa.

Secondo Conforzi, Roma Capitale avrebbe dovuto programmare l’ammodernamento della sede di via Angelo Celli o valutare con maggiore anticipo una nuova caserma. Tra le strutture da prendere in considerazione indica l’ex GIL di Ostia, l’ex Ludoteca Chiqui Park o la costruzione di un nuovo edificio, anche attraverso soluzioni modulari capaci di ridurre i tempi di realizzazione.

Il rappresentante di Fratelli d’Italia critica inoltre le priorità politiche adottate dall’amministrazione Gualtieri e sostiene che Ostia sia stata lasciata senza una strategia sui principali presidi di sicurezza.

La critica sulle scelte di bilancio resta però distinta dalla possibilità tecnica e giuridica di utilizzare fondi già destinati ad altri progetti. Le risorse vincolate a specifici interventi sociali non possono essere considerate automaticamente trasferibili alla caserma. Il tema politico più solido riguarda quindi l’assenza, negli anni, di un programma finanziario specifico per i Vigili del Fuoco di Ostia.

Il M5S propone un percorso condiviso e un Polo della Sicurezza

Di segno diverso la posizione dei consiglieri municipali del Movimento 5 Stelle Alessandro Ieva, Giuliana Di Pillo e Silvia Paoletti, che hanno accolto con soddisfazione l’approvazione dell’Ordine del Giorno.

Secondo il gruppo pentastellato, il Consiglio straordinario avrebbe dimostrato la possibilità di costruire un percorso istituzionale comune sui temi della sicurezza. L’obiettivo dichiarato è garantire l’operatività immediata del Distaccamento e avviare uno studio di fattibilità per una sede definitiva, moderna ed efficiente.

Tra le ipotesi transitorie è stata indicata anche la struttura di via Martin Pescatore, già sede del Coordinamento operativo interforze. Per il futuro, invece, il M5S propone di valutare l’ex GIL, edificio nel quale è già previsto l’insediamento del Comando del X Gruppo Mare della Polizia Locale.

L’idea è quella di realizzare un Polo della Sicurezza e della Legalità, capace di ospitare nello stesso complesso la Polizia Locale e il Distaccamento dei Vigili del Fuoco. Il progetto, prima di diventare concreto, dovrà tuttavia superare una verifica tecnica sugli spazi disponibili, sugli accessi dei mezzi di soccorso, sui costi di adeguamento e sulla compatibilità tra le diverse funzioni.

Il M5S ritiene che il Consiglio abbia consentito di fare chiarezza sulla vicenda. Il quadro documentale mostra però che rimangono ancora aperte questioni centrali, a cominciare dal rapporto giuridico sull’immobile storico e dalla ripartizione degli obblighi manutentivi.

Dalla Guardia di Finanza all’ex GIL: tutte le sedi sul tavolo

A poco meno di due mesi dal cedimento di via Angelo Celli, le ipotesi per i Vigili del Fuoco di Ostia sono ormai numerose, ma presentano livelli di concretezza molto diversi.

La struttura della Guardia di Finanza rappresenta la soluzione immediata per riportare il personale nel territorio. Una parte dell’ex Vittorio Emanuele potrebbe costituire una seconda sistemazione provvisoria dopo i necessari lavori. Via Martin Pescatore è stata indicata dal M5S come opzione da approfondire, mentre l’ex GIL viene proposta come possibile sede di un futuro Polo della Sicurezza.

Sul piano politico sono emerse anche l’ex Ludoteca Chiqui Park e la possibilità di realizzare una caserma nuova. Rimane infine da capire quale sarà il destino dell’edificio storico di via Angelo Celli e se esistano ancora le condizioni tecniche ed economiche per recuperarlo.

Nei giorni precedenti anche alcuni comitati avevano suggerito di utilizzare gli spazi della Guardia di Finanza di Ostia. Il Marforio aveva ricostruito la proposta delle associazioni e la richiesta di chiarimenti rivolta al Comune.

Contratto, trasferimento e nuova caserma: cosa resta da chiarire

Il Consiglio straordinario ha avviato un percorso, ma non ha ancora risposto a tutte le domande nate dopo il cedimento della caserma dei Vigili del Fuoco di via Angelo Celli.

Occorre sapere se la concessione autorizzata nel 1992 sia stata sottoscritta e rinnovata, quale accordo fosse vigente nel maggio 2026 e quali richieste di manutenzione siano state inviate negli anni dal Comando a Roma Capitale. Servono inoltre una data ufficiale per il trasferimento presso la Guardia di Finanza, il cronoprogramma dei lavori nell’ex Vittorio Emanuele e una valutazione concreta delle possibili sedi definitive.

Il passaggio successivo sarà la costituzione del tavolo interistituzionale. Parallelamente, sarà necessario acquisire gli atti che hanno regolato per oltre trent’anni l’utilizzo della sede storica.

Soltanto questa documentazione potrà chiarire chi dovesse intervenire sulla caserma, quali lavori siano stati effettuati e perché Ostia sia arrivata all’estate del 2026 senza una sede pienamente operativa per uno dei presidi di soccorso più importanti del litorale romano.

 

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