A Ostia cresce la mobilitazione contro il trasferimento logistico dei Vigili del Fuoco a Fiumicino. La petizione di LabUr chiede una soluzione temporanea nel Municipio X fino all’apertura della sede nell’ex Ostello Litus.
Una raccolta firme riaccende il caso dei Vigili del Fuoco a Ostia e chiede di evitare che il territorio resti senza un presidio operativo durante i mesi necessari ad aprire la nuova sede provvisoria. È il cuore della petizione “Mantieni il presidio dei Vigili del Fuoco in Municipio X di Roma”, promossa da LabUr – Laboratorio di Urbanistica e indirizzata innanzitutto al Prefetto di Roma.
L’iniziativa chiede una soluzione temporanea capace di mantenere uomini e mezzi nel territorio. Sullo sfondo c’è il trasferimento logistico del distaccamento di via Angelo Celli verso la sede aeroportuale di Fiumicino, davanti al Terminal 3. Una prospettiva che riapre il tema dei tempi di soccorso in un quadrante vasto, popoloso e particolarmente esposto agli incendi durante l’estate.
La raccolta firme ha valore perché pone al centro la sicurezza dei cittadini, la presenza dello Stato e la continuità del soccorso pubblico. Questioni che riguardano direttamente Ostia e l’intero Municipio X, indipendentemente dalle responsabilità amministrative che dovranno essere chiarite.
Vigili del Fuoco a Ostia, cosa chiede la petizione
La raccolta firme è stata creata il 10 luglio 2026 da un’iniziativa di LabUr. Al momento della verifica dell’11 luglio aveva raggiunto 537 firme verificate.
La richiesta è precisa: mantenere un presidio operativo dei Vigili del Fuoco nel Municipio X fino all’effettiva entrata in funzione della sede individuata nell’ex Ostello Litus, all’interno dell’ex Colonia Vittorio Emanuele III. Le firme saranno trasmesse al Prefetto, al Sindaco di Roma, al Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco e agli altri enti coinvolti.
La petizione sostiene che Ostia non possa dipendere per mesi da una squadra costretta a partire da un altro Comune e ad attraversare nodi viari spesso congestionati. L’obiettivo è quindi ottenere la convocazione urgente delle amministrazioni interessate e individuare una soluzione ponte che consenta di conservare uomini e mezzi all’interno del Municipio X.
Vigili del Fuoco, perché il trasferimento a Fiumicino preoccupa Ostia
Il Municipio X si estende per oltre 150 chilometri quadrati e conta circa 230 mila abitanti. Alla popolazione residente si aggiungono, soprattutto in estate, migliaia di visitatori diretti verso il mare, le spiagge e le pinete del litorale.
In questo contesto, il tempo di intervento diventa il vero nodo della vicenda. Incendi, incidenti stradali, crolli, esplosioni, allagamenti e soccorsi nelle abitazioni richiedono una risposta rapida. Il problema non è soltanto dove collocare uffici e armadietti, ma da quale punto partiranno concretamente i mezzi quando un cittadino chiamerà il 115.
Secondo LabUr, i percorsi dalla sede di Fiumicino verso Ostia sarebbero condizionati soprattutto dal Viadotto di Fiumicino e dal Ponte della Scafa, due passaggi che nelle ore di punta possono trasformarsi in colli di bottiglia. Da qui il timore che una soluzione presentata come temporanea finisca per allontanare il soccorso proprio nel periodo più delicato dell’anno.
Le stime: soccorsi tra 35 e 50 minuti
Le simulazioni diffuse da LabUr indicano tempi di arrivo compresi tra 35 e 50 minuti per raggiungere alcune zone del Municipio X partendo dalla sede aeroportuale. Si tratta di stime elaborate dallo studio di urbanistica, non di tempi certificati ufficialmente dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.
Il dato deve quindi essere attribuito con precisione, ma non può essere ignorato: fotografa una preoccupazione concreta legata alla distanza e alla fragilità della viabilità tra Fiumicino e Ostia.
In un’emergenza anche pochi minuti possono incidere sull’esito dell’intervento. Per questo il problema va affrontato prima che il trasferimento logistico diventi una situazione prolungata e produca conseguenze sulla capacità di risposta nel territorio.
Dal crollo della caserma di via Celli al trasferimento
La crisi è iniziata tra il 29 e il 30 maggio, quando nella sede di via Angelo Celli si è verificato il dissesto di una porzione del solaio. Le verifiche successive hanno portato alla dichiarazione di inagibilità dell’immobile e alla dislocazione delle squadre operative presso Fiumicino.
Il 24 giugno l’ordine di servizio numero 175 ha disposto, con effetto immediato e fino a nuova comunicazione, il trasferimento provvisorio di tutto il personale, dei mezzi e delle dotazioni operative della sede di Ostia.
Lo stesso documento ha precisato che il trasferimento ha carattere logistico e temporaneo e che l’area di competenza della tredicesima sede di Ostia resta invariata, pur con il personale operante dalla struttura di Fiumicino.
Questo passaggio è essenziale per evitare equivoci sulla data del 15 luglio. Le squadre risultavano già dislocate a Fiumicino dopo l’inagibilità e il trasferimento totale era stato formalmente disposto il 24 giugno.
Secondo LabUr, dal 15 luglio dovrebbero iniziare o completarsi le operazioni materiali relative a mezzi, materiali e dotazioni ancora presenti in via Celli. Non si tratta quindi dell’inizio assoluto del trasferimento operativo, ma di un ulteriore passaggio logistico.
Il Marforio aveva già ricostruito il caso il 5 giugno, sollevando interrogativi sui lavori annunciati, sui fondi destinati alle caserme e sulle responsabilità relative alla manutenzione della sede di Ostia. L’approfondimento è disponibile nell’articolo “Ostia resta senza caserma dei Vigili del Fuoco: dopo il crollo si apre il caso sui lavori e sui fondi annunciati”.
Vigili del Fuoco, l’ex Ostello Litus non è ancora pronto
Roma Capitale ha indicato nell’ex Ostello Litus la possibile sede provvisoria dei Vigili del Fuoco. La struttura si trova nell’ex Colonia Vittorio Emanuele III, ma non risulta ancora pronta a ospitare il distaccamento.
Servono verifiche, lavori di adeguamento e passaggi amministrativi, mentre resta da definire una viabilità compatibile con l’ingresso e l’uscita rapida dei mezzi di soccorso.
Secondo LabUr, sarebbe necessario realizzare un accesso dedicato e risolvere le criticità legate ai percorsi carrabili. La promessa di una sede futura non risolve il problema immediato della copertura operativa di Ostia.
Una pubblica amministrazione efficiente dovrebbe preparare la soluzione alternativa prima di svuotare completamente una sede strategica. Il principio è semplice: prima si garantisce la continuità del soccorso, poi si completa il trasferimento.
La proposta di un campo base sul Lungomare Vespucci
LabUr ha proposto di installare temporaneamente moduli prefabbricati nell’ex parcheggio, o ex area AMA, sul Lungomare Amerigo Vespucci.
L’area, secondo lo studio urbanistico, disporrebbe di collegamenti elettrici e idrici e consentirebbe un accesso rapido verso la Litoranea, il lungomare e via Cristoforo Colombo.
Non è detto che questa sia l’unica soluzione possibile, né spetta a una realtà civica sostituirsi alle valutazioni tecniche del Corpo e delle istituzioni. Ma la proposta ha un merito evidente: offre un’alternativa concreta al completo allontanamento del presidio da Ostia e chiede che venga esaminata rapidamente dagli enti competenti.
Una proposta tecnica può essere accolta, modificata o respinta sulla base di verifiche oggettive. Quello che non sarebbe accettabile è ignorare il problema senza indicare una soluzione alternativa capace di garantire gli stessi livelli di sicurezza.
Il nodo dei fondi e delle responsabilità istituzionali
Dietro l’emergenza resta aperta una questione più ampia. Nel 2023 Roma Capitale aveva approvato un piano di manutenzione straordinaria per caserme e strutture strategiche, comprendendo anche sedi dei Vigili del Fuoco.
Dopo il dissesto di via Celli è inevitabile chiedere quali interventi fossero stati programmati per Ostia, quali risorse fossero realmente disponibili e quali lavori siano stati eseguiti.
Occorre inoltre chiarire i rapporti patrimoniali e le competenze tra Roma Capitale e Ministero dell’Interno. I cittadini non possono essere lasciati in mezzo a rimpalli burocratici mentre il loro presidio di sicurezza viene trasferito altrove.
La tutela del territorio richiede responsabilità riconoscibili, tempi certi e decisioni verificabili, non una catena di annunci destinata a durare mesi.
La priorità deve essere garantire il servizio. Subito dopo, però, sarà necessario ricostruire le cause che hanno portato alla chiusura della caserma e verificare se gli interventi di manutenzione programmati siano stati svolti in modo adeguato.
Ostia ha bisogno di un presidio dei Vigili del Fuoco, non di promesse
La mobilitazione promossa da LabUr merita attenzione perché pone una domanda elementare: chi garantirà tempi di soccorso adeguati fino all’apertura della sede al Litus?
L’iniziativa ha il merito di riportare al centro del dibattito la sicurezza delle famiglie, la protezione delle pinete, la tutela dei lavoratori e la presenza concreta dello Stato sul territorio.
Il Prefetto e gli enti competenti dovrebbero valutare rapidamente una soluzione ponte, verificando tutte le aree utilizzabili nel Municipio X. Ostia non può affrontare l’estate contando soltanto su una caserma collocata oltre il Ponte della Scafa, con tempi condizionati dal traffico e una sede alternativa ancora da preparare.
La petizione non risolve da sola il problema, ma richiama le istituzioni alle proprie responsabilità. Quando un cittadino chiama il 115, ha bisogno di sapere che i Vigili del Fuoco potranno raggiungerlo nel minor tempo possibile.
La sicurezza non può dipendere da procedure amministrative indefinite o da promesse prive di una data certa. Fino all’apertura della nuova sede, mantenere un presidio operativo nel Municipio X rappresenta una richiesta di buon senso, che merita una risposta chiara e tempestiva.
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1 commento su “Vigili del Fuoco a Ostia, petizione per salvare il presidio”
Per favore non li spostate cerchiamo una soluzione vi prego