Dopo la frana che ha danneggiato tre auto al Trullo emergono nuovi sviluppi: presentato un esposto e richieste verifiche sulla collina già segnalata negli anni per criticità strutturali.
Dopo la frana al Trullo emergono nuovi sviluppi: presentato un esposto sulla collina instabile
A pochi giorni dalla frana che ha colpito il quartiere Trullo, danneggiando tre automobili parcheggiate tra via San Giuliano Terme e l’area adiacente a via del Trullo 432, la vicenda entra ora in una nuova fase. Dopo il primo racconto dell’episodio e delle criticità storiche della collina, emergono infatti ulteriori elementi legati alle verifiche istituzionali e alle segnalazioni accumulate negli ultimi anni.
Il consigliere municipale Marco Palma (Fratelli d’Italia, Municipio Roma XI) ha annunciato di aver effettuato un sopralluogo sul posto e di aver presentato un esposto formale indirizzato a diversi enti competenti, chiedendo controlli approfonditi sulla stabilità dell’area.
L’episodio riaccende così il dibattito sulla sicurezza del territorio del Trullo, già in passato interessato da fenomeni di dissesto e oggetto di segnalazioni da parte dei residenti.
Dopo la frana al Trullo arriva l’esposto: cosa è successo negli ultimi giorni
Secondo quanto riferito dal consigliere Palma, la frana si è verificata lunedì scorso. Sul posto sono intervenuti immediatamente i Vigili del Fuoco e la Polizia Locale di Roma Capitale – XI Gruppo Marconi, che hanno messo in sicurezza l’area dopo il cedimento del terreno.
Il giorno successivo il consigliere ha effettuato un sopralluogo incontrando numerosi residenti della zona e raccogliendo testimonianze dirette sulle condizioni della collina.
A seguito della visita è stato presentato un esposto inviato a:
- Protezione Civile di Roma Capitale
- Polizia Locale
- Vigili del Fuoco
- Direzione Tecnica del Municipio XI
- ISPRA
L’obiettivo è ottenere verifiche tecniche urgenti sulla stabilità del versante collinare che separa via San Giuliano Terme dal complesso residenziale di via del Trullo 432.
Gli enti coinvolti nell’esposto
L’esposto punta a coinvolgere tutti i soggetti competenti nella valutazione del rischio idrogeologico e nella gestione della sicurezza urbana, al fine di accelerare controlli e verifiche tecniche sull’area.
Una collina del Trullo già segnalata da anni
Uno degli aspetti più rilevanti emersi riguarda la continuità delle segnalazioni. Secondo Palma e i residenti, la collina del Trullo sarebbe stata oggetto di richieste di intervento negli ultimi due anni e mezzo, senza che si arrivasse a soluzioni definitive.
Un mese fa, sempre secondo quanto dichiarato, la Protezione Civile di Roma Capitale aveva già effettuato un sopralluogo nell’area. La relazione tecnica risulterebbe ancora attesa, mentre nel frattempo le intense piogge registrate nelle ultime settimane avrebbero aggravato la situazione del terreno, contribuendo al cedimento.
La frana recente, pur senza feriti, ha alimentato nuove preoccupazioni tra i residenti, considerando la presenza di abitazioni costruite lungo il versante.
Il sopralluogo e le testimonianze dei residenti
Durante il sopralluogo sono state raccolte segnalazioni dirette da parte dei cittadini, che da tempo evidenziano criticità legate alla stabilità del terreno e alla necessità di interventi strutturali.
Le cavità sotterranee e la storia della collina
Un elemento particolarmente significativo riguarda la conformazione del sottosuolo. La collina del Trullo, secondo le ricostruzioni storiche riportate nella nota, presenta cavità interne utilizzate durante la Seconda guerra mondiale come rifugio antiaereo e successivamente trasformate in fungaia.
La presenza di vuoti sotterranei rappresenta un fattore potenzialmente critico in caso di infiltrazioni d’acqua o smottamenti, soprattutto in un’area urbanizzata tra gli anni ’70 e ’80 con la costruzione di edifici residenziali sopra il pendio.
Questi elementi contribuiscono a delineare un quadro complesso, dove fattori storici, geologici e urbanistici si intrecciano nella valutazione della stabilità del territorio del Trullo.
Il nodo urbanistico: PRU Corviale e la strada mai realizzata
La vicenda si collega anche alle trasformazioni urbanistiche legate al PRU Corviale, che hanno portato alla realizzazione di nuove palazzine nella parte alta della collina.
Secondo quanto segnalato, il progetto originario prevedeva anche la costruzione di una nuova strada di collegamento tra via San Giuliano Terme, via delle Vigne e via Affogalasino, infrastruttura mai completata.
L’assenza di questa opera pubblica avrebbe inciso sulle condizioni della mobilità locale e sulla gestione dei flussi di traffico, con il passaggio di mezzi pesanti lungo una carreggiata ritenuta non adeguata dai residenti.
La mancata realizzazione della viabilità prevista avrebbe inoltre influenzato alcune scelte progettuali successive, tra cui l’ipotesi di una “forbice” stradale parallela alla collina, proprio nell’area interessata dallo smottamento.
Le trasformazioni urbanistiche dagli anni ’70 ad oggi
Le urbanizzazioni realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta hanno modificato profondamente l’assetto dell’area, aumentando il carico edilizio su un territorio già caratterizzato da fragilità geomorfologiche.
Il precedente storico e i timori dei residenti del Trullo
La frana riporta inevitabilmente alla memoria un episodio analogo avvenuto nel 1955, quando un cedimento della stessa collina provocò una vittima. Il precedente storico, già emerso nelle ricostruzioni dei giorni scorsi, rafforza oggi il senso di preoccupazione tra i cittadini.
Molti residenti sottolineano come il problema non sia legato all’opposizione agli interventi urbanistici, ma alla necessità di garantire sicurezza e rispetto delle previsioni progettuali originarie.
Il timore principale riguarda la possibilità che fenomeni simili possano ripetersi in assenza di controlli approfonditi e interventi strutturali.
Cosa può succedere ora: verifiche e scenari futuri al Trullo
L’esposto presentato punta ora ad accelerare le verifiche tecniche sulla collina del Trullo, con l’obiettivo di chiarire:
- lo stato reale del terreno;
- l’eventuale rischio di nuovi cedimenti;
- le responsabilità amministrative legate alla gestione dell’area.
Nei prossimi giorni potrebbero essere disposti ulteriori sopralluoghi e analisi geologiche per valutare la sicurezza del versante e individuare eventuali interventi necessari.
La frana, pur avendo causato solo danni materiali, ha riaperto una questione più ampia legata alla fragilità del territorio romano e alla necessità di monitoraggi costanti nelle aree urbanizzate su pendii storicamente instabili.
Per il quartiere Trullo, la vicenda rappresenta ora un banco di prova importante tra prevenzione, pianificazione urbana e sicurezza dei residenti.


