Manifestazione a Tor Sapienza con residenti e striscione “Più sicurezza per Tor Sapienza” contro degrado e spaccio.

Tor Sapienza, residenti in piazza contro degrado e spaccio. Ciocchetti: “Porterò il caso al ministro dell’Interno”

A Tor Sapienza circa 1.500 residenti sono scesi in strada contro degrado e spaccio. Luciano Ciocchetti annuncia un’interpellanza al ministro dell’Interno, mentre restano aperti i nodi dei controlli, di via Tallone e degli interventi di Roma Capitale e Municipio V.

A Tor Sapienza la questione sicurezza torna al centro del confronto pubblico dopo la manifestazione organizzata il 24 settembre dal comitato “Tor Sapienza Sicura”, che ha portato in strada circa 1.500 persone secondo RaiNews. Residenti e famiglie hanno chiesto più controlli, un contrasto più incisivo allo spaccio e interventi duraturi contro il degrado. A due giorni dalla protesta interviene anche Luciano Ciocchetti, deputato di Fratelli d’Italia, che annuncia un’interpellanza al ministro dell’Interno per chiedere un rafforzamento dei servizi di vigilanza e controllo.

La mobilitazione riporta l’attenzione su una parte della periferia est di Roma dove, negli ultimi mesi, si sono susseguiti episodi di cronaca, operazioni antidroga e nuove segnalazioni. Resta da capire quali interventi abbiano prodotto effetti duraturi e quale strategia possa impedire il ritorno delle criticità.

Tor Sapienza, la protesta dei residenti contro degrado e spaccio

La manifestazione del 24 settembre è uno dei momenti più visibili della mobilitazione avviata nel quartiere. Secondo la Tgr Lazio, da mesi alcuni residenti organizzano presìdi e passeggiate serali e segnalano furti, scippi, risse, consumo e spaccio di sostanze stupefacenti, oltre a situazioni di forte disagio sociale. Il comitato “Tor Sapienza Sicura” ha ribadito che la protesta è rivolta contro l’illegalità e non contro la presenza di cittadini stranieri.

La richiesta centrale è una presenza più continuativa delle istituzioni e delle forze dell’ordine. La protesta, infatti, arriva dopo diversi interventi che non sembrano aver spento le preoccupazioni di molti residenti.

Tra i punti indicati con maggiore frequenza compare via Cesare Tallone, dove si trova un complesso immobiliare abbandonato da tempo associato, nelle cronache e nelle denunce dei cittadini, a degrado, occupazioni e attività illecite.

Via Cesare Tallone, l’intervento di luglio e le nuove segnalazioni

Il 23 luglio 2026 la Polizia è intervenuta nello stabile di via Cesare Tallone. A Tor Sapienza furono identificate 30 persone, undici delle quali straniere; tre vennero trasferite in Centri di permanenza per il rimpatrio di altre province. All’interno dell’edificio, secondo la Tgr Lazio, venne inoltre individuato un deposito con eroina, crack, cocaina e hashish, oltre a materiale utilizzato per la preparazione della droga.

A poche settimane da quell’intervento, però, lo stabile è tornato nelle segnalazioni degli abitanti. L’8 settembre la Tgr Lazio ha documentato una nuova protesta, con residenti che denunciavano il ritorno di persone nell’edificio e chiedevano interventi urgenti. Anche la manifestazione del 24 settembre ha nuovamente indicato via Tallone come uno dei principali punti critici di Tor Sapienza.

È qui che si apre uno degli interrogativi centrali. Dopo l’operazione di luglio, quali misure sono state adottate per evitare il ripetersi delle condizioni che avevano determinato l’intervento? Qual è oggi lo stato dell’immobile e quali iniziative sono previste per la sua messa in sicurezza? La risposta riguarda il coordinamento tra proprietà, amministrazioni locali e autorità competenti.

I controlli antidroga nella periferia est di Roma

Il 10 settembre un’operazione della Polizia di Stato lungo l’asse di via Prenestina e viale Palmiro Togliatti, estesa anche a Centocelle e Tor Sapienza, ha portato a sei arresti e al sequestro di circa due chilogrammi di sostanze stupefacenti, tra cocaina, crack e hashish.

Poche settimane prima, il 28 agosto, un’altra attività di polizia aveva interessato Tor Sapienza con il ritrovamento, in un appartamento, di decine di involucri di cocaina, denaro e materiale ritenuto utile al confezionamento delle dosi.

La successione tra operazioni, nuove segnalazioni e proteste pone quindi un tema: quanto riescano gli interventi straordinari a produrre effetti stabili nel quartiere.

Ciocchetti: “Porterò il caso al ministro dell’Interno”

Sulla situazione interviene ora Luciano Ciocchetti, deputato di Fratelli d’Italia, che collega la protesta di Tor Sapienza al tema più ampio della sicurezza nelle periferie romane e annuncia un’iniziativa parlamentare.

“Il primo problema di questa città, capitale d’Italia, è riportare sicurezza e decoro nelle periferie abbandonate da anni. La vicenda di Tor Sapienza è l’esempio di una mancata collaborazione istituzionale per restituire vivibilità e serenità ai cittadini. La difesa ad oltranza che la Giunta Gualtieri fa degli abusivi occupanti di tutto impedisce molti interventi di sgombero. Certo serve più controllo del territorio. Faccio appello al questore e al prefetto di Roma per potenziare i servizi di vigilanza e controllo. I cittadini di Tor Sapienza e di tutti i quartieri periferici di Roma hanno bisogno di questo. Presenterò un’interpellanza al ministro dell’Interno per chiedere questo sforzo”.

L’accusa rivolta alla Giunta Gualtieri sulla gestione delle occupazioni rappresenta una valutazione politica del deputato di Fratelli d’Italia. Nel caso specifico di Tor Sapienza resta quindi da distinguere quali problemi dipendano da decisioni dell’amministrazione capitolina, quali dalle condizioni e dalla proprietà degli immobili e quali rientrino invece nelle competenze statali in materia di sicurezza e ordine pubblico.

Sicurezza a Tor Sapienza, il nodo delle competenze

La questione attraversa più livelli istituzionali. Il controllo del territorio e l’ordine pubblico chiamano direttamente in causa le autorità statali e le forze di polizia; la gestione del degrado urbano, degli spazi pubblici, dei servizi territoriali e di numerose situazioni sociali coinvolge anche Roma Capitale e il Municipio V.

Il tema era già emerso ad agosto. Dopo l’omicidio di un giovane di 24 anni avvenuto a Tor Sapienza, il presidente del Municipio V Mauro Caliste aveva dichiarato che serviva “più controllo del territorio”, ricordando gli allarmi già lanciati sul quartiere.

Resta quindi da capire cosa sia seguito, sul piano operativo, a quelle richieste e se il rafforzamento dei controlli abbia assunto una dimensione strutturale o sia rimasto legato soprattutto alle emergenze.

Sul versante amministrativo restano altre questioni: quali interventi sono stati messi in campo sulle aree più problematiche? Esiste un percorso definito per via Tallone? Quali azioni sono state avviate dal Municipio V e da Roma Capitale rispetto alle situazioni di degrado segnalate dai residenti? E quale coordinamento è oggi attivo con Prefettura, Questura e soggetti proprietari degli immobili?

Tor Sapienza e il timore del fentanyl: cosa è accertato

Durante le proteste è emersa anche la preoccupazione per una possibile presenza di fentanyl nel quartiere. Alcuni residenti hanno attribuito a questa sostanza lo stato di forte alterazione osservato in diverse persone. Si tratta però, allo stato attuale, di una segnalazione e di un timore espresso dagli abitanti, non di un dato investigativo accertato.

Secondo quanto riportato dalla stampa, al momento della manifestazione non risultavano sequestri di fentanyl a Roma tali da consentire di affermarne una diffusione a Tor Sapienza. È quindi necessario mantenere separati i sospetti dei cittadini dagli elementi verificati dalle autorità.

Tor Sapienza chiede risposte che vadano oltre l’emergenza

La protesta del 24 settembre e l’annuncio dell’interpellanza di Ciocchetti riportano al centro una questione che non può essere ridotta allo scontro politico. A Tor Sapienza gli interventi delle forze dell’ordine ci sono stati e sono documentati. Allo stesso tempo, le nuove mobilitazioni mostrano che molti residenti continuano a percepire come irrisolti problemi legati allo spaccio, al degrado e alla sicurezza.

Il passaggio decisivo sarà capire quale continuità venga data agli interventi già effettuati. Via Tallone costituisce un banco di prova evidente: dopo i controlli e l’intervento di luglio, il complesso è tornato rapidamente al centro delle denunce. Se il problema tende a ripresentarsi, il nodo non riguarda più soltanto la capacità di intervenire nell’emergenza, ma quella di evitare che l’emergenza si ricrei.

Le prossime iniziative del Governo, dopo l’interpellanza annunciata da Ciocchetti, e quelle di Roma Capitale e del Municipio V potranno chiarire quale strategia sia prevista per Tor Sapienza, con quali tempi e attraverso quali strumenti.

Per i residenti, dopo settimane di segnalazioni e una manifestazione molto partecipata, resta aperta soprattutto una questione: trasformare controlli e operazioni straordinarie in una risposta capace di produrre effetti duraturi sul territorio.

 

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