Superman racconta un eroe già affermato tra identità, immigrazione e fake news. James Gunn firma un reboot maturo che parla all’America di oggi.
Superman torna finalmente al cinema, questa volta sotto la direzione di James Gunn, già noto per la sua esperienza nel mondo dei cinecomic. Clark Kent è un giovane giornalista che si sta affermando al Daily Planet, mentre il suo alter ego è già conosciuto e idolatrato sulla Terra come un paladino gentile, disposto a tutto pur di difendere i terrestri, soprattutto i più deboli. Ne nasce un viaggio cinematografico che porta l’eroe di Metropolis a scontrarsi con l’acerrimo nemico Lex Luthor, oltre il dualismo tra il sentirsi kryptoniano o terrestre.
Superman: il ritorno dell’eroe sotto la guida di James Gunn
Clark viene da Krypton, inviato dai genitori sulla Terra per sopravvivere alla distruzione del suo pianeta. Della cultura kryptoniana gli rimane ben poco: un filmato rovinato del padre Jor-El e della madre, una stazione iperfuturistica in mezzo ai ghiacciai e Krypto, il celebre cane fumettistico di Superman, ripreso qui per la prima volta in live action.
Chi definisce Clark Kent uno “straniero”, magari con accuse di una lettura troppo “woke”, dimentica che Superman ha di alieno solo i superpoteri. In lui è scritta un’infanzia felice e spensierata sulla Terra, l’amore di due genitori come Jonathan e Martha, la compagna Lois Lane, e soprattutto un lavoro come ogni cittadino: il virtuoso giornalista del Daily Planet, tra prime pagine sportive e interviste esclusive proprio a Superman.
Un supereroe che incarna immigrazione e integrazione
Superman, per scelte narrative, viene portato a essere visto come una minaccia aliena. Tuttavia, questa percezione nasce più da una costruzione mediatica e politica che da una reale opinione pubblica. Ispirandosi alla collana Superman: Earth One, il film presenta un moderno Clark Kent visto come potenziale pericolo per l’umanità solo perché alieno. Un discorso che, con molteplici parallelismi con l’attualità geopolitica, diventa la spina dorsale dell’agire malvagio di Lex Luthor.
Clark, che già si sente pienamente terrestre — e con soltanto alcune particolarità che lo rendono un metaumano, ovvero una persona con superpoteri nel lessico dei DC Studios — nel corso del film matura la consapevolezza piena di essere parte dell’umanità. Lo dichiara lui stesso, durante uno scontro con Lex Luthor:
“Io non sono un alieno. È qui che sbagli da sempre. Io mi alzo la mattina, cammino mettendo un piede dopo l’altro, cerco di non commettere errori e fare la scelta giusta. Come tutti gli esseri umani”.
Lex Luthor: il villain politico del nuovo millennio
Lex Luthor è un folle, ossessionato dalla sete di potere e dal desiderio di vedere morto Superman. Di Clark, tranne forse la reale identità, conosce tutto: dalle mosse tipiche dell’eroe fino alle sue debolezze. Luthor è pronto a tutto per abbattere il suo rivale: dal proprio immenso ingegno alla manipolazione del potere politico, costruendo una rete di ostacoli istituzionali contro il supereroe.
Ispirato alla collana Lex Luthor: Man of Steel, questo Luthor prova a colpire Superman in modo originale: rovinandogli la reputazione, fomentando l’odio verso di lui attraverso programmi televisivi e soprattutto i social network.
In una chiave che offre interessanti paralleli con il presente, Luthor incarna quei politici o poteri forti che combattono le proprie battaglie a suon di fake news, disinformazione e controllo delle piattaforme digitali. È con questo approccio che James Gunn, in modo originale e non didascalico, racconta l’America contemporanea attraverso il linguaggio del fumetto.
Un Superman già affermato: una scelta narrativa vincente
La scelta di presentare un Superman già affermato è vincente. Clark Kent non ha bisogno dell’ennesima narrazione cinematografica che lo mostra fuggire da Krypton tra pianeti che esplodono e stelle che gli donano poteri straordinari.
Nel suo “io” segreto, Clark è un supereroe idolatrato, ma che conosce anche il significato della sconfitta e della caduta. Una scelta narrativa che rende il reboot di Gunn originale e maturo, capace di raccontare una storia diversa da tutte le altre. Un’esperienza che richiama patria, amore, appartenenza, identità e il senso di mettere il proprio potere al servizio del bene.
Clark Kent tra vita quotidiana e amore con Lois Lane
C’è spazio anche per un Clark più umano, vicino a quello visto nella serie TV Smallville: l’uomo senza costume blu, diviso tra il salvataggio del mondo e la gestione di una relazione con Lois Lane.
L’amore di Superman è reale, ma Lois vive quelle insicurezze che molte donne affrontano: “Sono sicura di voler stare con lui?”, “È davvero l’uomo giusto per me?”, “Ogni tanto penso di chiudere”. Paradossalmente, i veri ostacoli di Clark Kent sembrano trovarsi nella sua quotidianità, più che nelle minacce intergalattiche o nelle follie di Luthor.
Krypto: l’amicizia tra uomo e animale sul grande schermo
Krypto racconta davvero come “un cane sia il miglior amico dell’uomo”. Non solo perché ha sempre voglia di giocare con Superman — tra un volo con il suo collare e il mantello rosso — ma anche perché è presente nei momenti di difficoltà. Con un fischio corre a salvarlo, lo accompagna quando si risveglia dopo lunghi sonni causati dai combattimenti più estenuanti.
In questa chiave, Superman veicola anche un messaggio sociale: il valore dell’amicizia tra uomo e animale, e la bellezza dell’adozione consapevole di un cane come membro della famiglia.
Un film di Superman che riflette l’America contemporanea
Se Superman può contare su una storia solida e ben scritta, la spinta politica è fortissima. Il film racconta gli Stati Uniti con lo sguardo di James Gunn: politici tiranni tra America e Medio Oriente che innescano guerre, ambizioni espansionistiche, manipolazione dell’informazione tramite i social.
Una visione del mondo che — seppure senza riferimenti diretti — rimanda chiaramente a tre figure globali: Donald Trump e la sua presidenza divisiva, Vladimir Putin e la guerra in Ucraina, Elon Musk e il controllo sulle piattaforme digitali. Tre personalità che, secondo Gunn, hanno contribuito a modellare l’identità del nuovo Lex Luthor.


