A Spinaceto la Città del Rugby è nel degrado tra occupazioni e rifiuti. Il Comitato denuncia per disastro ambientale e chiede un intervento urgente.
La vicenda della Città del Rugby di Spinaceto rappresenta una delle pagine più amare nella gestione dei beni pubblici della Capitale. La struttura, pensata per diventare un polo sportivo di riferimento per il quartiere e per tutto il quadrante sud di Roma, è oggi il simbolo del degrado e delle occupazioni abusive.
Nonostante l’attenzione di media e telegiornali nazionali, lo stato di abusivismo non è mai stato contrastato in modo efficace. All’interno dell’area, secondo quanto segnalato, vive stabilmente una comunità nomade, con episodi riconducibili ad attività illecite.
Dal sogno sportivo alla “Città del degrado”: la situazione a Spinaceto
“Città del Rugby” o “Città del degrado”? Lo stato attuale della struttura affacciata sulla Pontina racconta tutt’altro rispetto al progetto originario. Promesse politiche e impegni istituzionali si sono susseguiti nel tempo, come accaduto anche con l’ultimo sgombero di mercoledì scorso: l’area è rimasta “blindata” solo per poche ore, per poi tornare rapidamente nelle mani degli stessi occupanti.
Tra le conseguenze più gravi figura lo sversamento illegale di rifiuti, con danni ambientali e rischi per la salute dei residenti del IX Municipio Roma Eur.
Denunce per disastro ambientale e danneggiamenti nel quartiere di Spinaceto
Stanco delle continue promesse disattese, il Comitato di Quartiere di Spinaceto ha deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica, denunciando lo stato di abbandono della struttura. Oltre all’esposto contro il Comune di Roma per presunte inadempienze, il CdQ ha presentato denuncia contro ignoti per disastro ambientale e danneggiamenti, visibili anche a distanza, ad esempio sorvolando l’area con un drone o transitando sulla Pontina.
L’ultima occasione per riqualificare la Città del Rugby
Secondo il Comitato, questa è l’ultima possibilità per riportare la Città del Rugby alla sua vocazione originaria. Come dichiarato dal membro del Direttivo Cristiano Ciotta in un post su Facebook, «l’iniziativa non è dettata dalla volontà di stabilire colpe, ma dalla necessità urgente di interrompere azioni illecite e dannose per il quartiere».
Ora resta da capire se l’intervento della magistratura potrà finalmente avviare un percorso concreto verso la riqualificazione di uno spazio che avrebbe potuto – e potrebbe ancora – diventare un fiore all’occhiello dello sport romano.


