Residenti segnalano l'assenza di bagnini sulla spiaggia davanti a Nuova Ostia.

Spiaggia libera senza bagnini a Nuova Ostia: l’ordinanza di Gualtieri smentisce il Comune

A Nuova Ostia due donne e un cane rischiano l’annegamento. Ma i documenti parlano chiaro: l’ordinanza del sindaco Gualtieri obbligava a garantire i bagnini in quella spiaggia libera.

L’episodio di Nuova Ostia che riapre la polemica sulla spiaggia libera

L’ultimo episodio avvenuto nelle acque davanti alla spiaggia libera della Nuova Ostia, con il rischio di annegamento per due donne e un cane, ha innescato l’ennesima polemica istituzionale. A emergere è una domanda chiara: chi avrebbe dovuto garantire il servizio di salvataggio su quel tratto di costa?

In un gioco di rimpalli tra il Comune di Roma, la società partecipata Zètema e la cooperativa che gestisce la spiaggia dei cani, ognuno ha cercato di sottrarsi dalle responsabilità. Ma a fare chiarezza è la stessa ordinanza del sindaco Roberto Gualtieri, che – letta attentamente – mostra come quelle postazioni avrebbero dovuto essere attive già dall’inizio della stagione balneare.

Una vicenda che parte da prima di maggio

Affidamenti deserti e rischio mareggiate

Già negli affidamenti delle spiagge libere, con la successiva installazione dei chioschi, erano emerse criticità: tre arenili del Municipio Roma X – in particolare quelli che costeggiano la Nuova Ostia – sono rimasti deserti.

I potenziali imprenditori, infatti, hanno scelto di non partecipare alla procedura a causa dei problemi tecnici e ambientali. Quel tratto di litorale è uno dei più colpiti dalle mareggiate, che nell’estate 2025 hanno praticamente azzerato la sabbia.

Per chiunque avesse investito lì, il rischio era altissimo: installare un chiosco ecosostenibile e ritrovarsi a settembre senza struttura e senza spiaggia. A complicare il quadro c’è anche la mancata certezza sul ripascimento: quello previsto con i materiali di dragaggio del Porto di Ostia è stato bloccato dalla Regione Lazio per mancanza di alcuni permessi ambientali.

Il Comune corre ai ripari con Zètema per la spiaggia libera di Nuova Ostia

Per tamponare l’assenza di gestori, il Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale ha trovato una soluzione transitoria: la co-gestione degli arenili insieme a Zètema.

L’obiettivo, almeno per quest’estate, non era quello di rendere le spiagge più sicure, ma solo di garantire piccoli eventi culturali all’interno del cartellone dell’Estate Romana 2025. Nulla di più.

Sul tratto del lungomare Duca degli Abruzzi, tra via Carlo Avegno e via delle Ancore, è stata rinnovata la cosiddetta spiaggia dei cani: un’area dedicata agli animali, ma situata in una zona a divieto di balneazione per la vicinanza al porto. Un paradosso nel paradosso: l’area destinata ai bagnanti a quattro zampe è stata aperta senza bagnini in postazione.

Cosa dice davvero l’ordinanza del Sindaco

Gli articoli chiave

La disputa sul bagnino di Nuova Ostia è diventata la polemica dell’estate 2025. Ma basta leggere l’Ordinanza del Sindaco n. 66 del 30 aprile 2025 per capire come stiano davvero le cose.

L’atto richiama esplicitamente l’ordinanza della Capitaneria di Porto di Roma, che impone a chi gestisce le aree demaniali di garantire la “salvaguardia della vita umana in mare”.

  • All’Articolo 5, comma 5.1, viene specificato: “È comunque obbligo dei concessionari garantire, negli orari di balneazione, apposito servizio di salvamento a tutela dell’incolumità pubblica”.

  • All’Articolo 5, comma 5.4, lettera c, si legge: “… i concessionari e/o i gestori devono predisporre un servizio efficiente di assistenza e salvataggio, conforme a quanto disposto dalla Capitaneria di Porto di Roma”.

A chi spettava davvero garantire i bagnini sulla spiaggia libera?

Interpretando l’ordinanza secondo logica e diritto amministrativo, le responsabilità non possono che ricadere sul Comune di Roma Capitale, tramite l’Assessorato al Patrimonio.

Zètema, né la cooperativa che gestisce la spiaggia dei cani possono essere considerate responsabili dirette: entrambi svolgono funzioni di supporto, ma la titolarità resta in capo agli uffici capitolini.

L’incoerenza del Campidoglio

All’Articolo 6 dell’ordinanza, intitolato “Servizio di assistenza e salvataggio”, emerge in maniera lampante la contraddizione: “I gestori delle spiagge libere attrezzate, durante l’orario di balneazione, devono garantire il servizio di assistenza ai bagnanti”.

Il problema è che, proprio sulle aree di diretta competenza comunale, il Campidoglio ha scelto di non applicare le sue stesse regole. In questo modo ha lasciato senza protezione i cittadini e perfino gli animali che accedono alla spiaggia.

Un colmo che nel Consiglio del X Municipio è passato quasi sotto silenzio, nonostante molti rappresentanti parlino quotidianamente di responsabilità, legalità e rispetto delle regole. Un castello narrativo che crolla non appena si leggono i documenti ufficiali.

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