A Roma, nel quartiere Magliana, una voragine in via Pieve Fosciana ha inghiottito un camion AMA durante il servizio serale. Un episodio che riaccende l’allarme su sicurezza stradale, dissesto idrogeologico e mancate manutenzioni, mentre le segnalazioni politiche restano senza risposte concrete.
A Roma la cronaca delle voragini non è più una semplice sequenza di episodi isolati, ma un fenomeno strutturale che mette a rischio la sicurezza quotidiana di automobilisti, motociclisti e pedoni. L’ultimo caso arriva dalla Magliana, dove nella serata del 12 dicembre 2025 si è aperta una voragine in via Pieve Fosciana, all’altezza dell’incrocio con via Pescaglia.
Un cedimento improvviso che ha avuto conseguenze immediate: un camion dell’AMA, in regolare servizio serale, è finito all’interno della buca. Un episodio che va ben oltre la segnalazione di una strada dissestata e che riaccende l’allarme sullo stato delle infrastrutture e del sottosuolo di Roma.
Il fatto: un camion AMA finisce nella voragine durante il servizio serale nell’XI Municipio di Roma
Secondo la documentazione fotografica e le segnalazioni ufficiali, il mezzo dell’azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti stava transitando lungo via Pieve Fosciana quando l’asfalto ha improvvisamente ceduto. Il peso del camion ha aggravato uno sprofondamento già in atto, trasformando una criticità latente in un evento potenzialmente drammatico.
Solo per una circostanza favorevole non si sono registrati feriti. Ma l’episodio dimostra come anche i mezzi di servizio pubblico possano diventare vittime del dissesto stradale a Roma, con rischi che non riguardano solo chi guida, ma l’intera collettività.
I rischi concreti per automobilisti, motociclisti e pedoni
Automobilisti e motociclisti: pericolo soprattutto di notte
Una voragine come quella di via Pieve Fosciana rappresenta un rischio elevatissimo, in particolare nelle ore serali e notturne. La visibilità ridotta, unita all’assenza di una segnaletica strutturata e permanente, può trasformare un tratto di strada in una trappola per motociclisti, che rischiano cadute violente anche a velocità moderate.
Per gli automobilisti il pericolo è altrettanto concreto: un cedimento improvviso sotto il peso di un veicolo può causare danni gravi ai mezzi e mettere in pericolo l’incolumità degli occupanti.
Pedoni e marciapiedi instabili
Il problema non riguarda solo la carreggiata. In diverse zone del quadrante, come via Riccardo Bianchi e via Nicola Pellati al Portuense, i residenti segnalano marciapiedi che si stanno progressivamente spostando verso valle, segno evidente di un sottosuolo fragile e in continuo movimento.

Cosa succede se non si interviene sulla buca di Roma: il rischio di una voragine più grande
Dalle risposte fornite dagli uffici tecnici della Protezione Civile di Roma Capitale emerge una possibile perdita fognaria, con esclusione – almeno al momento – della presenza di cavità sotterranee di origine antropica. In termini pratici, l’acqua che filtra nel sottosuolo continua a erodere il terreno, ampliando progressivamente lo sprofondamento.
Senza interventi tempestivi, le conseguenze possono essere serie:
- allargamento della voragine;
- coinvolgimento di ulteriori tratti di strada;
- danni ai sottoservizi e alle infrastrutture;
- aumento del rischio per edifici e residenti.
In una città come Roma, già segnata da episodi analoghi, ignorare questi segnali significa rinviare un problema destinato a ripresentarsi in forma più grave.
Le segnalazioni politiche e il silenzio delle istituzioni
A sollevare formalmente la questione è stato il consigliere Marco Palma, vicepresidente del Consiglio del Municipio Roma XI ed eletto con Fratelli d’Italia, che ha inviato PEC, note ufficiali e documentazione fotografica agli uffici competenti, sollecitando interventi urgenti e un cronoprogramma chiaro per la messa in sicurezza e la riapertura della strada.
Palma ha inoltre collegato la voragine della Magliana ad altre criticità presenti nello stesso quadrante urbano, evidenziando come il tema del dissesto idrogeologico non sia stato ritenuto ammissibile alla discussione durante i recenti ordini del giorno collegati al bilancio.
Una scelta che oggi appare quantomeno discutibile, alla luce dei fatti emersi sul territorio.

L’appello al Comune di Roma: intervenire dal 2026 per prevenire incidenti
Il nodo centrale non è più soltanto la riparazione di una singola buca, ma la necessità di una programmazione strutturale degli interventi. A partire dall’inizio del 2026, il Comune di Roma è chiamato a:
- monitorare con continuità le reti idriche e fognarie;
- prevenire nuovi cedimenti del manto stradale;
- garantire la sicurezza di strade e marciapiedi prima che si verifichino incidenti.
A Roma la manutenzione preventiva continua a essere l’anello debole della gestione urbana. E ogni nuova voragine che si apre rappresenta un rischio concreto per la sicurezza pubblica.
Una lezione che Roma non può più ignorare
La voragine di via Pieve Fosciana non è solo un episodio di cronaca locale. È il simbolo di una città che troppo spesso interviene dopo, invece che prima. Il camion AMA finito nella buca è un campanello d’allarme che non può essere archiviato come un incidente isolato.
Roma ha bisogno di ascoltare le segnalazioni che arrivano dal territorio e dalla politica municipale, soprattutto quando precedono eventi potenzialmente pericolosi. Ignorarle ancora significherebbe assumersi una responsabilità che, questa volta, nessuno potrà dire di non aver visto arrivare.


