Transenna e divieto di sosta installati su via Nicola Pellati a Roma per la messa in sicurezza dopo il rischio di cedimento stradale.

Roma, via Nicola Pellati: nuova recinzione dopo il sopralluogo della Protezione Civile. Ma manca ancora la segnaletica per i pedoni

Nuovi sviluppi in via Nicola Pellati, nel quartiere Portuense a Roma: dopo il sopralluogo della Protezione Civile arrivano transenne e divieti di sosta, ma resta assente la segnaletica di sicurezza per i pedoni.

ROMA – Via Nicola Pellati, nel cuore del quartiere Portuense, continua a essere uno dei punti più critici della viabilità municipale. Dopo l’articolo pubblicato ieri su Il Marforio, arrivano nuovi sviluppi: un secondo sopralluogo, nuove transenne, l’inibizione ufficiale della sosta lungo il tratto più compromesso e una nota formale della Protezione Civile di Roma Capitale che conferma – nero su bianco – la presenza di un rischio concreto di cedimento stradale.

Si tratta di un aggiornamento che cambia la dimensione di questa vicenda, già segnata da decenni di incuria, transenne permanenti, ripetuti guasti alla condotta idrica e da una voragine che continua ad allargarsi nel tempo, generando timori crescenti tra i residenti di Roma e del Portuense.


Roma e la situazione di via Pellati: cosa è successo dopo l’esposto

Nella mattina del 18 novembre, all’indomani dell’esposto formale presentato dal consigliere dell’XI Municipio Marco Palma, i tecnici della Protezione Civile hanno effettuato un sopralluogo completo su via Nicola Pellati, a Roma.

Secondo quanto riportato nella nota ufficiale, è stata riscontrata «la sussistenza di pericolo di ulteriori cedimenti stradali» nel tratto compreso tra il civico 90 e il civico 82, sul lato destro della carreggiata.

A seguito della verifica, il Dipartimento ha richiesto con urgenza:

  • divieto di sosta immediato nel tratto interessato;
  • transennamento con moduli rigidi invalicabili tipo Orsogrill per circa 50 metri lineari;
  • arretramento delle barriere di almeno 1,5 metri dal marciapiede, per evitare rischi legati allo smottamento.

Il documento, firmato dalla funzionaria Marzia Marini del Dipartimento Protezione Civile di Roma Capitale, specifica inoltre che dovranno essere condotti «ulteriori accertamenti tecnici» vista la gravità della situazione.


Roma, via Pellati: un dissesto storico che peggiora ogni anno

La condotta idrica che si rompe periodicamente

Gli abitanti della zona parlano da anni di una condizione quasi kafkiana. La condotta idrica sotto via Pellati – come dichiarato da una residente che da decenni vive accanto all’area del dissesto – si rompe con cadenza annuale, provocando vere e proprie cascate d’acqua che erodono il sottosuolo e accelerano lo sprofondamento del marciapiede.

Le immagini raccolte nei sopralluoghi confermano un quadro di abbandono evidente: vegetazione che cresce tra gli interstizi, avvallamenti, buche profonde e tratti ormai impraticabili. Un contesto che, in una grande città come Roma, solleva interrogativi pesanti sulla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade municipali.

Un marciapiede transennato da quasi quarant’anni

La storia del marciapiede è emblematica: transennato da oltre 40 anni, mai ripristinato, mai riasfaltato. I lavori annunciati nella primavera del 2025 non sono mai iniziati, mentre quelli programmati per il 2026 sono, secondo Palma, «tardivi e insufficienti rispetto alla gravità attuale».

Il consigliere contesta inoltre l’uso dei fondi del Giubileo, destinati – a suo dire – a marciapiedi molto più lontani dalla vicina parrocchia di via Tajani, pur essendo questo il punto più critico. «Del resto – sottolinea – su quel lato investito dallo smottamento non c’è neanche un portone», a indicare una scelta che privilegerebbe altre aree di Roma rispetto a via Pellati, nonostante il rischio concreto per residenti, automobilisti e animali.


Sopralluogo del 19 novembre: nuova recinzione, ma zero segnaletica per i pedoni

Nella mattinata del 19 novembre, Marco Palma è tornato sul posto per verificare l’installazione delle barriere ordinate dalla Protezione Civile di Roma Capitale. Le nuove foto mostrano recinzioni rigide, reti arancioni, nastro segnaletico e cartelli di divieto di sosta per «messa in sicurezza area» a partire dal 19 novembre.

Ma emerge subito un problema: manca completamente la segnaletica verticale per i pedoni.

Nessuna indicazione sui percorsi alternativi, nessun cartello che segnali il pericolo o il divieto di accesso, nessuna deviazione pedonale. Un problema non da poco, soprattutto in un tratto già ristretto e con auto in sosta sull’altro lato, che costringe molti a camminare sulla carreggiata.

Per questo motivo Palma ha inviato una nuova segnalazione, questa volta rivolta direttamente a:

  • Polizia Locale di Roma Capitale – Gruppo Marconi;
  • Direzione Tecnica dell’XI Municipio di Roma.

Obiettivo: ottenere in tempi rapidi una segnaletica chiara e visibile per i pedoni, che indichi il pericolo, delimiti con precisione l’area interdetta e suggerisca un’alternativa sicura a chi percorre quotidianamente via Pellati.

Transenne e deviazione su via Nicola Pellati nel quartiere Portuense di Roma, installate dopo il rischio di cedimento stradale.
Transenna di via Nicola Pellati vista da un’altra angolazione: il punto si trova nel quartiere Portuense di Roma. – (www.ilmarforio.it)

Roma, via Pellati: cosa succede ora e quali sono i prossimi passi

Il Municipio XI dovrà ora emanare un’ordinanza formale per completare gli adempimenti richiesti dalla Protezione Civile. Parallelamente, Acea sarà chiamata a intervenire sulla parte idrica, mentre la Direzione Tecnica dovrà programmare i lavori di messa in sicurezza strutturale e di rifacimento del marciapiede.

I residenti chiedono risposte rapide, ricordando che:

  • la strada è dissestata e presenta cedimenti evidenti;
  • il marciapiede è inutilizzabile da anni;
  • la voragine continua ad ampliarsi;
  • le recinzioni attuali rappresentano solo un primo passo e non una soluzione definitiva.

Il rischio, senza interventi immediati e strutturali, è che la situazione degeneri al punto da richiedere la chiusura totale della via, con ripercussioni sulla mobilità di questa parte di Roma e sulla sicurezza delle abitazioni che affacciano sulla scarpata.

La vicenda di via Nicola Pellati, nel Portuense, diventa così un caso simbolico di come a Roma le emergenze legate a voragini, smottamenti e perdite idriche non siano episodi isolati, ma il risultato di anni di manutenzione insufficiente e di programmazione tardiva. Un banco di prova concreto per l’amministrazione capitolina e per il Municipio XI, chiamati ora a passare dalle carte ai cantieri.

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