A Roma, in via Nicola Pellati, il dissesto atteso da decenni è diventato un’emergenza. Dopo le segnalazioni, la Protezione Civile ordina il divieto di sosta e avvia la messa in sicurezza.
Roma – Via Nicola Pellati, nel cuore del quadrante Portuense, è oggi il simbolo di un dissesto cronico ignorato per decenni. Un tratto stradale che i residenti definiscono “completamente abbandonato”, segnato da rotture idriche ricorrenti, un marciapiede transennato da vent’anni e un cedimento strutturale che da settimane peggiora in modo evidente.
L’ultimo sopralluogo della Protezione Civile di Roma Capitale, avvenuto nella giornata di ieri, ha confermato ciò che abitanti e comitati denunciano da anni: il manto stradale è instabile, il marciapiede è colato verso valle e sotto la superficie si apre una voragine dalla profondità indefinita, capace di mettere a rischio auto, pedoni e persino gli edifici adiacenti.
Roma, via Nicola Pellati: il “fiume d’acqua” e la condotta che si rompe ogni anno
A raccontare la situazione è stata una residente, Emanuela (nome di fantasia per tutelarne l’identità), che nel suo video denuncia un problema che si ripete puntualmente: «Questa è via Nicola Pellati, dove ogni anno la stessa condotta idrica si rompe, generando quello che vedete. Questo è il marciapiede e, più in generale, lo stato della strada che da quarant’anni attende interventi di manutenzione straordinaria».
Tra foglie, sterpaglie e asfalto sbriciolato, il marciapiede appare spaccato in più punti, deformato e abbassato di diversi centimetri. «Questa è una voragine pericolosa per le persone, per le auto, per gli animali, per chiunque. Si è formata un’imbuto dove scorre una cascata che si porta via quel che resta della strada», continua la residente.
Roma, l’intervento di Marco Palma e le PEC inviate alle istituzioni
La segnalazione non è rimasta isolata. Il consigliere Marco Palma, vicepresidente del Consiglio del Municipio XI, ha raccolto la denuncia dei residenti e, già nella giornata di ieri, ha inviato una PEC a:
- Protezione Civile di Roma Capitale
- Acea
- Direzione Tecnica del Municipio XI
- Dipartimento Infrastrutture
- Polizia Locale Roma Capitale
Nell’atto ufficiale, Palma ha portato all’attenzione degli enti competenti la situazione di grave instabilità del tratto stradale e la necessità urgente di un sopralluogo tecnico.
«Ho rappresentato alla Protezione Civile che vi sono fughe d’acqua, cedimenti e un dislivello evidente sotto il marciapiede, che potrebbe tradursi in una situazione di pericolo. Spero si possa determinare un percorso nuovo per la sicurezza di chi parcheggia e dei palazzi adiacenti», spiega nel video registrato sul posto.
Roma, sopralluogo della Protezione Civile: accertato il rischio cedimento
La ricostruzione del sopralluogo tecnico
Nel pomeriggio, la Protezione Civile è arrivata sul posto, effettuando un sopralluogo approfondito. Le immagini mostrano chiaramente il marciapiede sprofondata, la recinzione divelta e la strada che “pende” verso destra, con uno scivolamento del piano stradale progressivo e ormai visibile a occhio nudo.
Il responso del sopralluogo è netto: rischio cedimento reale e immediato.
Le misure ordinate: divieto di sosta e messa in sicurezza
La Protezione Civile ha formalizzato:
- la necessità di bonificare l’area
- la messa in sicurezza del tratto stradale
- l’inibizione della sosta dei veicoli dal civico 90 al civico 82, lato dissesto
- il coinvolgimento operativo della Polizia Locale e della Direzione Tecnica del Municipio XI
Palma, presente al sopralluogo, aggiunge: «Qui sotto è chiaramente vuoto. Il peso delle auto e le piogge imminenti potrebbero compromettere definitivamente la sicurezza sia dei residenti che dei veicoli. Occorre pianificare immediatamente un intervento strutturale».

Via Nicola Pellati: una criticità che dura da quarant’anni
L’intero marciapiede è segnato da crepe, avvallamenti e tratti completamente sprofondati. La strada, definita dai residenti “terra di riporto tenuta da un muro di cinta”, sembra letteralmente scendere verso il fossato sottostante.
Le transenne arancioni compaiono da decenni in quel tratto, e l’ultima messa risale alla primavera, per lavori annunciati e mai avviati. Nel frattempo, la condotta idrica continua a rompersi, l’acqua scava e il terreno cede.
Il quadro è quello di un dissesto annunciato, rimasto irrisolto fino al punto di diventare emergenza.


