A Roma torna al centro dell’attenzione la sicurezza di via Anagnina: un dispositivo installato per rendere più visibile l’attraversamento pedonale davanti al civico 3 sarebbe stato rimosso dopo pochi giorni. Santori chiede chiarimenti su motivazioni e costi.
Un intervento realizzato per aumentare la sicurezza dell’attraversamento pedonale di via Anagnina, a Roma, sarebbe stato rimosso dopo appena pochi giorni dalla sua installazione. Il caso riguarda il tratto davanti al civico 3, dove erano comparsi nuova segnaletica e un dispositivo luminoso destinato a rendere maggiormente visibile il passaggio dei pedoni. A denunciare la rimozione, venerdì 2 ottobre, è stato Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che ha chiesto chiarimenti sulle ragioni dell’intervento e sui relativi costi.
La vicenda riporta l’attenzione sulla sicurezza stradale di via Anagnina, una delle arterie a maggiore intensità di traffico nel quadrante sud-est di Roma. Il punto interessato non è nuovo alle segnalazioni: già nei mesi scorsi il Campidoglio aveva avviato approfondimenti per valutare soluzioni strutturali tra i civici 3 e 19, compresa la possibile realizzazione di attraversamenti pedonali sopraelevati.
Roma, cosa sarebbe stato rimosso dall’attraversamento di via Anagnina
Secondo quanto riferito da Santori, davanti al civico 3 di via Anagnina era stato predisposto un intervento composto da nuova segnaletica e da un dispositivo luminoso, con l’obiettivo di aumentare la percezione dell’attraversamento da parte degli automobilisti e migliorare le condizioni di sicurezza per i pedoni.
L’impianto, tuttavia, sarebbe rimasto sul posto soltanto pochi giorni. La nota diffusa dal consigliere capitolino non chiarisce chi abbia materialmente eseguito i lavori né quale amministrazione o struttura tecnica abbia successivamente disposto la rimozione. Proprio questi aspetti sono ora al centro della richiesta di chiarimenti avanzata dall’esponente della Lega.
Santori sostiene che, dopo lo smantellamento, il problema che aveva portato alla realizzazione dell’intervento sia rimasto sostanzialmente aperto. Il consigliere chiede quindi di conoscere chi abbia ordinato l’installazione, chi abbia deciso di rimuoverla, per quale motivo e quale sia stata la spesa sostenuta.
Sono interrogativi che assumono un peso ulteriore considerando che il tema della sicurezza pedonale in quel tratto di Roma era già stato affrontato pubblicamente dall’amministrazione capitolina diversi mesi prima.
Via Anagnina era già sotto osservazione per la sicurezza dei pedoni
Il 26 marzo 2026 Roma Servizi per la Mobilità aveva comunicato che il Campidoglio stava valutando la realizzazione di attraversamenti pedonali sopraelevati proprio nel tratto di via Anagnina compreso tra i civici 3 e 19. L’ipotesi era stata illustrata dall’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè nell’ambito degli interventi programmati per aumentare la sicurezza stradale nella Capitale.
Gli approfondimenti svolti sull’area avevano evidenziato una situazione che richiedeva soluzioni più articolate rispetto al semplice rafforzamento della segnaletica. Roma Servizi per la Mobilità riferiva infatti che la conformazione della strada, il passaggio di mezzi pesanti e i flussi pedonali nelle ore serali e notturne configuravano un contesto nel quale il solo potenziamento dei segnali non sarebbe stato sufficiente ad aumentare in maniera significativa i livelli di sicurezza.
L’amministrazione aveva quindi indicato la necessità di valutare un attraversamento capace di tutelare i pedoni senza compromettere la funzionalità dei servizi presenti nella zona, demandando gli approfondimenti anche al Dipartimento Lavori Pubblici.
Traffico intenso e centinaia di attraversamenti pedonali ogni giorno
Nella nota diffusa il 2 ottobre, Santori richiama inoltre alcuni dati relativi ai flussi presenti nell’area, parlando di circa 69 mila transiti veicolari e oltre 400 attraversamenti pedonali giornalieri nel tratto compreso tra i civici 3 e 19. I numeri sono riportati dal consigliere come risultato di approfondimenti tecnici, ma nella comunicazione non viene indicato il documento dal quale siano stati ricavati.
Il dato sui circa 69 mila veicoli giornalieri era già comparso anche in una petizione avviata nell’ottobre 2025 da cittadini e frequentatori della zona per chiedere la messa in sicurezza dell’Anagnina. Nello stesso documento venivano segnalati intensi flussi automobilistici e pedonali e venivano richiesti attraversamenti protetti, illuminazione e sistemi di segnalazione più efficaci.
Il quadro restituisce dunque un problema discusso da tempo, che precede la polemica politica di queste ore e sul quale erano già state formulate ipotesi di intervento da parte dell’amministrazione.
Roma, Santori chiede chiarimenti sui lavori e sui costi
Sul caso interviene ora Fabrizio Santori, che definisce necessario fare chiarezza sulla sequenza degli interventi. Il capogruppo della Lega in Campidoglio contesta in particolare il fatto che un’opera appena realizzata sarebbe stata rimossa dopo pochi giorni, chiedendo di conoscere anche il costo sostenuto dall’amministrazione.
Al momento, sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili, non risultano chiariti i motivi tecnici o amministrativi della rimozione del dispositivo. Non è quindi possibile stabilire se si sia trattato di una soluzione temporanea, di modifiche progettuali, di problemi emersi durante l’installazione o di una diversa scelta degli uffici competenti.
È proprio questo il passaggio che resta da chiarire. Al di là dello scontro politico, la questione riguarda infatti un tratto di Roma già individuato come sensibile sotto il profilo della sicurezza stradale, sul quale l’amministrazione aveva annunciato ulteriori approfondimenti. Una risposta sulle ragioni della rimozione e sulla futura configurazione dell’attraversamento permetterebbe di comprendere se l’intervento sia stato definitivamente accantonato oppure se rappresenti soltanto una fase di un progetto più ampio.
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