Manifestazione pro Palestina a Roma: militanti PD e CGIL lanciano uova contro la sede di Pro Vita & Famiglia in

Roma, uova e insulti contro la sede di Pro Vita & Famiglia: “Attacco da militanti PD e CGIL”

Durante la manifestazione per la Palestina, militanti PD e CGIL avrebbero lanciato uova e insulti contro la sede nazionale di Pro Vita & Famiglia a Roma. L’associazione chiede condanne ufficiali e più sicurezza.

Roma – Tensione nella Capitale nella mattinata di venerdì, durante la manifestazione pro-Palestina organizzata nelle vie centrali della città. Un gruppo di militanti, riconducibili a PD e CGIL, avrebbe lanciato uova contro la sede nazionale di Pro Vita & Famiglia Onlus in Viale Manzoni, intonando cori offensivi come “Pro Vita, Pro Vita, vaffanclo”*.
Secondo quanto denunciato dall’associazione, si tratta del diciottesimo attacco vandalico contro i propri uffici in quattro anni, episodi che – afferma – sarebbero motivati da odio politico e intolleranza ideologica.

Pro Vita & Famiglia dopo i fatti di Roma: “Un’escalation di odio politico”

Il presidente Antonio Brandi ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto, sottolineando che “ogni manifestazione – che sia per l’ambiente, la pace o la violenza di genere – diventa ormai occasione per aggredirci”.
Brandi parla di una “pericolosa escalation” e chiede alle istituzioni di intervenire:

«Questa escalation deve finire. È in gioco la libertà di espressione garantita dalla Costituzione, che viene sistematicamente minacciata».

Appello a Schlein, Landini e al Governo per i fatti di Roma

L’associazione si rivolge direttamente alla segretaria del PD Elly Schlein e al leader della CGIL Maurizio Landini, chiedendo una presa di posizione pubblica e una condanna formale del gesto, compiuto – secondo quanto riferito – da militanti che sventolavano le bandiere delle due sigle.

Pro Vita & Famiglia rinnova inoltre l’appello al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per innalzare le misure di sicurezza attorno alla sede e tutelare il diritto alla libera manifestazione del pensiero.

Una petizione per la libertà di espressione

L’associazione ricorda infine di aver lanciato una petizione popolare dopo la brutale uccisione negli Stati Uniti dell’attivista pro-life Charlie Kirk.
La petizione ha già raccolto oltre 20.000 firme, a testimonianza – sostiene la Onlus – di una crescente preoccupazione anche in Italia per i climi di intolleranza e violenza ideologica.

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