Tiglio crollato in piazza Sant’Egidio a Trastevere, Roma, con il tronco spezzato sulla pavimentazione in sampietrini.

Roma, tiglio crollato a Trastevere: CURAA chiede le dimissioni di Alfonsi e apre il caso sui controlli

Il crollo del tiglio di piazza Sant’Egidio riapre il confronto sulla gestione del verde a Roma. CURAA chiede le dimissioni di Sabrina Alfonsi e solleva interrogativi sui controlli effettuati prima dello schianto.

Roma, un tiglio di circa 50 anni è crollato nel pomeriggio di giovedì 3 settembre in piazza Sant’Egidio, nel cuore di Trastevere, finendo contro il dehors di un ristorante senza provocare feriti. Il cedimento, avvenuto intorno alle 14.30, riapre il confronto sulla sicurezza delle alberature nella Capitale. A intervenire è CURAA, Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e Abitanti, che sostiene che la pianta fosse da tempo compromessa, denuncia una gestione del verde giudicata inefficace e chiede le dimissioni dell’assessora capitolina all’Ambiente Sabrina Alfonsi. Il punto, oltre alla polemica, riguarda ora i controlli: quando era stato verificato quel tiglio e quali condizioni erano state riscontrate?

Roma, il crollo del tiglio a piazza Sant’Egidio

Il cedimento è avvenuto in uno dei punti più frequentati di Trastevere, a pochi metri dai tavolini dei locali e dal Museo di Roma in Trastevere. Le immagini diffuse nelle ore successive mostrano il tronco a terra e un apparato radicale in condizioni di forte deterioramento. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale e gli operatori chiamati a mettere in sicurezza l’area.

Secondo le ricostruzioni pubblicate dopo l’episodio, il tiglio avrebbe avuto almeno cinquant’anni. Il fatto che nessuno sia rimasto ferito ha evitato conseguenze più gravi. Dal Dipartimento Ambiente è stato inoltre annunciato il monitoraggio delle altre piante d’alto fusto presenti nella zona.

La vicenda richiama un tema già emerso in altri quadranti di Roma. A luglio Il Marforio aveva documentato il crollo di un platano sul Lungotevere San Paolo, dove pochi mesi prima erano stati programmati interventi di potatura e messa in sicurezza delle alberature. Anche in quel caso restava da chiarire se la pianta caduta fosse stata materialmente esaminata.

CURAA: «Il tiglio era marcio e capitozzato»

La presa di posizione più dura arriva da CURAA. La presidente Jacopa Stinchelli sostiene che il tiglio fosse «marcio e pericolante da tempo» e che fosse stato in passato capitozzato. L’associazione riferisce inoltre della presenza, documentata attraverso video, di larve che riconduce a insetti xilofagi e raccoglie testimonianze di residenti secondo cui la pianta sarebbe stata esposta per anni a condizioni ambientali sfavorevoli, tra acqua sporca, rifiuti e altri liquidi versati alla base.

Sono elementi che devono restare distinti dalla causa tecnica del cedimento. Le immagini possono mostrare un deterioramento evidente, ma per stabilire con certezza perché il tiglio sia caduto e quale fosse il suo livello di rischio prima dello schianto servirebbero valutazioni tecniche o precedenti schede di controllo.

Roma, CURAA attacca la gestione del verde e chiede le dimissioni di Alfonsi

È su questo terreno che CURAA porta la vicenda dal piano della cronaca a quello politico-amministrativo. L’associazione contesta la strategia adottata dal Campidoglio, sostenendo che negli ultimi anni siano stati eliminati numerosi alberi anche in nome della sicurezza mentre, secondo la sua ricostruzione, esemplari realmente compromessi continuerebbero a rimanere in piedi.

Stinchelli chiede per questo le dimissioni di Sabrina Alfonsi e pone una questione precisa: con quali criteri vengono individuate le alberature da abbattere, potare o sottoporre a controlli più approfonditi? CURAA critica inoltre il ricorso alle ditte private e sostiene che gli schianti non sarebbero diminuiti nonostante gli interventi messi in campo.

Roma Capitale, nelle comunicazioni sugli abbattimenti urgenti, documenta in diversi casi l’utilizzo di valutazioni visive VTA, analisi strumentali e classificazioni della propensione al cedimento, con interventi eseguiti sia dal Servizio Giardini sia da imprese affidatarie. La questione posta dal caso di Trastevere è quindi se e quando queste procedure siano state applicate proprio al tiglio di piazza Sant’Egidio.

Il nodo degli oltre 30 mila alberi indicati da CURAA

Nel proprio intervento l’associazione parla di «oltre 30 mila alberi abbattuti in quattro anni». È un dato che Il Marforio riporta come affermazione di CURAA e che, in assenza in questo articolo di una ricostruzione documentale completa dei numeri del Campidoglio, non viene assunto come dato autonomamente certificato.

La cifra viene utilizzata dall’associazione per sostenere una tesi più ampia: a Roma sarebbero stati rimossi anche alberi che avrebbero potuto essere conservati, mentre altri secchi o compromessi non sarebbero stati individuati in tempo. Il tema aveva già alimentato polemiche, come quella seguita alla rimozione di tre alberi a piazza della Chiesa Nuova nell’ambito dei lavori collegati alla Metro C, sulla quale CURAA aveva chiesto chiarimenti alle istituzioni.

Roma, le domande aperte dopo il crollo dell’albero a Trastevere

Il crollo di piazza Sant’Egidio, da solo, non dimostra che l’intero sistema di gestione del verde di Roma sia inefficace. Pone però interrogativi concreti ai quali è possibile rispondere attraverso atti, controlli e dati. Occorre capire quando quel tiglio fosse stato esaminato l’ultima volta, quale valutazione ne fosse emersa, se risultassero segnalazioni precedenti, quali interventi di potatura fossero stati eseguiti e se il deterioramento dell’apparato radicale fosse stato già rilevato.

Resta inoltre da comprendere quali verifiche saranno effettuate sugli altri alberi della zona, quali protocolli vengono utilizzati per determinare il rischio e come vengono monitorati gli interventi affidati alle ditte esterne.

Su questi punti potranno fornire ulteriori chiarimenti Roma Capitale, il Dipartimento Tutela Ambientale e l’assessora Sabrina Alfonsi. Il Marforio resta disponibile a raccogliere e pubblicare eventuali repliche o precisazioni, proseguendo sulle proprie pagine un confronto basato su documenti e dati tecnici. Dopo lo schianto di Trastevere, il tema non è soltanto quanti alberi vengano abbattuti a Roma, ma se i controlli riescano a individuare in tempo quelli realmente pericolosi.

 

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