A Roma esplode il caso Castel di Leva: residenti denunciano l’installazione di una Stazione Radio Base a pochi metri dalle abitazioni, da un centro medico e da un asilo. Presentata una diffida formale al Comune. Ecco cosa sta accadendo.
Roma, i cittadini presentano una diffida formale: “Sospendere subito i lavori”
L’installazione di una nuova Stazione Radio Base (SRB) a Castel di Leva, nel quadrante sud di Roma, sta alimentando forti tensioni tra i residenti, che denunciano presunte irregolarità procedurali e rischi per la salute pubblica. Il caso è esploso quando i cittadini hanno trovato operai e mezzi al lavoro su un terreno confinante con le abitazioni, senza aver ricevuto alcuna comunicazione preventiva da parte delle istituzioni competenti.
Le immagini e i video forniti dai residenti documentano un cantiere ormai avviato: scavi, materiali edili, recinzioni e mezzi in movimento. A pochi metri dal sito si trovano abitazioni, un centro di riabilitazione medica attivo da vent’anni e un asilo privato.
Nel documento ufficiale – una Richiesta informazioni e contestuale Atto di Significazione e Diffida – i residenti si rivolgono al Sindaco di Roma, all’Ufficio Stazioni Radio Base del Dipartimento Programmazione Urbanistica, a AGCOM, alla Guardia di Finanza e all’Unione Nazionale Consumatori.
Nella diffida vengono contestati numerosi aspetti procedurali relativi alla Legge 241/1990, con una serie di domande rivolte al Responsabile del Procedimento riguardo a:
- valutazione istruttoria dell’istanza;
- acquisizione dei pareri tecnici;
- eventuali richieste di rettifica o chiarimenti;
- ispezioni sul sito;
- verifica di eventuali vincoli paesaggistici;
- distanza da strutture sensibili come centro medico e asilo.
I cittadini affermano di non aver ricevuto alcuna comunicazione, pubblicazione o notifica, come invece previsto dalla normativa. Per questo chiedono: “l’immediata sospensione dei lavori e la revoca della concessione edilizia”.
Roma, il cantiere dell’antenna tra case, bambini e centro medico: le immagini dei residenti
Le foto e i video mostrano un cantiere pienamente operativo: scavi profondi, platee in ferro, materiali accatastati, camion e operai al lavoro. Una situazione che ha allarmato le famiglie residenti nell’area.
La vicinanza alle abitazioni
Gli scatti evidenziano la distanza minima tra l’area di installazione e le case: pochi metri separati da una recinzione. Balconi, cortili e spazi privati affacciano direttamente sul cantiere.
Il centro medico e l’asilo
Nel documento si segnala che:
- il centro di riabilitazione FISIOLAD si trova a circa 5 metri dal sito;
- un asilo privato è situato a circa 60 metri in linea d’aria.
Strutture frequentate da persone fragili, con potenziali interferenze per dispositivi medici come pacemaker.
Presunti vincoli paesaggistici non verificati
I residenti richiamano il PTPR della Regione Lazio, sostenendo che l’area sia soggetta a vincolo di tutela visuale. Si chiede se la Soprintendenza sia stata coinvolta e se siano stati prodotti gli atti necessari, come la relazione paesaggistica.
Roma, una vicenda esplosiva: cosa chiedono ora i cittadini
Il comitato spontaneo chiede tre punti fondamentali:
- Stop immediato ai lavori;
- Revoca della concessione edilizia;
- Massima trasparenza su atti, pareri e verifiche tecniche.
I cittadini sollecitano anche le autorità a verificare eventuali irregolarità di natura amministrativa o penale. Molti temono inoltre ripercussioni sulla salute e sulla qualità della vita.
La Città Eterna e il tema delle antenne: una questione sempre più diffusa
Quella di Castel di Leva è l’ennesima controversia esplosa a Roma negli ultimi anni in merito alle installazioni di Stazioni Radio Base, soprattutto dopo l’incremento delle reti 4G e 5G. Il tema continua a dividere tra la necessità di potenziare le infrastrutture e la richiesta dei cittadini di localizzazioni sicure e trasparenti.
Castel di Leva potrebbe diventare un caso emblematico del dibattito romano sulle antenne, tra tutela della salute, rispetto delle procedure e pianificazione urbanistica.


