A Roma la storica magnolia di via Jacopo Peri è salva — per ora. Il TAR sospende per la seconda volta l’abbattimento. Comitati, associazioni e alcuni rappresentanti istituzionali formano un presidio all’alba per difendere un albero simbolo della Capitale.
La vicenda della magnolia storica di via Jacopo Peri, nel cuore di Roma, è diventata un caso emblematico di come la tutela del verde urbano possa trasformarsi in un braccio di ferro tra cittadini, comitati, associazioni ambientaliste e Amministrazione capitolina. Oggi, 9 dicembre 2025, all’alba, un gruppo di residenti e attivisti si è presentato davanti al condominio all’angolo con via Gregorio Allegri per impedire l’arrivo della ditta incaricata del taglio. Un presidio civile che, ancora una volta, ha fatto la differenza.
Il TAR del Lazio, che già aveva sospeso l’intervento il 31 ottobre, questa mattina ha confermato lo stop all’abbattimento, fissando la prossima udienza il 14 gennaio 2026. Un atto che riapre un fronte politico e amministrativo complesso, soprattutto alla luce del nuovo provvedimento emesso dal Comune il 28 novembre, che tornava ad autorizzare la rimozione dell’albero nonostante la prima sospensione giudiziaria.
Roma e il caso della magnolia: un albero storico al centro della contesa
La magnolia, secondo la testimonianza dell’attivista Jacopa Stinchelli, presidente dell’Associazione CURAA e conduttrice de La Voce degli Alberi, è un esemplare in piena salute, «sanissimo, un albero meraviglioso dai grandi fiori profumati». La pianta è stata definita “Magnolia della Regina” perché appartenuta alla famiglia di Paola Ruffo di Calabria, Regina del Belgio: la madre la piantò quando la sovrana era bambina. Un pezzo di storia botanica, ma anche culturale, della Capitale.
Nonostante si trovi all’interno di un condominio privato, l’albero — come ricorda Stinchelli — «fa parte dell’ecosistema di tutto il quartiere» e rappresenta un bene comune sotto il profilo ambientale, paesaggistico e storico.
Il presidio all’alba: comitati e cittadini bloccano l’abbattimento
Alle 7 del mattino, nella luce gelida di dicembre, una dozzina di cittadini, accompagnati da rappresentanti di diversi comitati e associazioni, hanno formato un cordone umano attorno alla magnolia. Presenti:
- Associazione CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i loro Abitanti
- EcoitaliaSolidale, rappresentata da Piergiorgio Benvenuti
- La Senatrice Cinzia Pellegrino (Fratelli d’Italia)
- Residenti e volontari
Una mobilitazione rapida e determinata, che ha impedito il taglio mentre i legali depositavano il nuovo ricorso.
Roma, le accuse: “Autorizzazioni contraddittorie dal Comune”
La Senatrice Cinzia Pellegrino denuncia un quadro amministrativo definito «gravissimo e foriero di sospetti» per il modo in cui il Comune avrebbe rilasciato una seconda autorizzazione all’abbattimento nonostante la sospensione del TAR. La parlamentare solleva vari punti critici:
La pavimentazione: una soluzione alternativa ignorata
I tecnici avrebbero indicato una soluzione molto meno invasiva e pienamente compatibile con la tutela dell’albero: l’uso di una pavimentazione elastica e drenante, in sostituzione dei sampietrini irregolari. Un intervento economico, rapido, sostenibile e rispettoso dell’apparato radicale.
Costi decuplicati e disagi per il condominio
Secondo Pellegrino, procedere all’abbattimento sarebbe paradossalmente più costoso — «almeno dieci volte di più» — oltre a comportare settimane di lavori e intralcio per gli stessi residenti.
L’atto comunale del 28 novembre e la “contraddizione evidente”
Nell’atto firmato dal Dipartimento Ambiente si sostiene che l’albero debba essere rimosso per prevenire rischi a persone e cose. Ma, nello stesso documento, il Comune propone di piantare al suo posto una camelia — che, crescendo, potrebbe creare esattamente gli stessi problemi. Una contraddizione che apre interrogativi sulla reale urgenza del provvedimento.
La tutela del verde: Benvenuti (Ecoitaliasolidale) parla di “salute pubblica”
Piergiorgio Benvenuti, Presidente di Ecoitaliasolidale e Responsabile Ambiente di Fratelli d’Italia Roma, ricorda come la rimozione della magnolia non riguardi solo un problema di arredo urbano, ma un tema di salute pubblica:
«Ogni albero sano assorbe fino a 50 kg di CO₂ l’anno. Lo dice il professor Campanella, non l’opinione pubblica.»
Benvenuti sottolinea anche un dato chiave: Roma è «la città più verde d’Europa», con il 60% del territorio ricoperto da aree verdi e 330.000 alberature. Un patrimonio prezioso ma sotto pressione, come dimostrano i recenti casi dei cipressi del Mausoleo di Augusto e del ginkgo biloba ultrasecolare di Villa Borghese.
Roma, una vittoria temporanea: la battaglia continua
Grazie alla vigilanza della comunità, il tentativo di abbattimento è stato fermato. L’avvocato Giulio Micioni, che segue la vicenda, conferma che «per ora la magnolia è salva». Ma la partita non è chiusa: la decisione definitiva arriverà a gennaio.
Intanto, il segnale lanciato da associazioni e cittadini è forte: Roma difende i suoi alberi, soprattutto quelli storici e in salute, sempre più minacciati da procedure amministrative controverse e potature drastiche. La Magnolia della Regina, per oggi, sopravvive. E la città manda un messaggio chiaro: il verde pubblico è un bene comune, non sacrificabile.


