Sgomberato l’accampamento nell’area di largo Camesena, vicino alla Stazione Tiburtina. Montanini chiede controlli costanti: le criticità nella zona sono documentate da oltre dieci anni.
È stato rimosso l’accampamento presente nell’area di largo Camesena, lungo via Beniamino Andreatta, a poca distanza dalla Stazione Tiburtina di Roma. La conclusione dell’intervento è stata resa nota martedì 1° settembre 2026 da Fabrizio Montanini, capogruppo di Forza Italia nel IV Municipio, dopo mesi di segnalazioni sul degrado della zona. Il consigliere chiede ora una vigilanza più costante da parte delle forze dell’ordine per intervenire alle prime avvisaglie di nuovi insediamenti. Secondo la sua ricostruzione, infatti, un precedente intervento non aveva impedito il successivo ritorno dell’accampamento.
Roma, rimosso l’accampamento di largo Camesena vicino alla Tiburtina
La situazione di largo Camesena, nel quadrante tra Pietralata, Portonaccio e la Stazione Tiburtina, era tornata negli ultimi mesi al centro delle segnalazioni provenienti dal territorio. Nella nota diffusa dopo l’intervento, Montanini riferisce che l’area era già stata sgomberata e riqualificata in passato, ma che a poca distanza di tempo l’insediamento si era formato nuovamente. Radio Roma, che il 1° settembre ha dato notizia della conclusione della vicenda, ha ricostruito il caso parlando di mesi di segnalazioni ed esposti.
Le fotografie diffuse da Montanini mostrano il quadro successivo alle operazioni. Nel terreno adiacente al muro che delimita l’area non sono visibili tende, baracche o grandi accumuli di rifiuti; restano invece graffiti, vegetazione e un terreno fortemente secco. In un secondo scatto si vedono diverse persone e operatori in uniforme durante le operazioni.
Nel materiale attualmente disponibile non viene però indicata con precisione la data dello sgombero né sono forniti elementi sufficienti per attribuire con certezza l’operazione a uno specifico corpo. È quindi corretto distinguere ciò che documentano le immagini dalla ricostruzione fornita dal consigliere.

Da aprile ai ratti dell’estate: le segnalazioni del 2026
La vicenda non nasce a settembre. Già il 24 aprile 2026 Montanini aveva protocollato una comunicazione alla Polizia Locale di Roma Capitale dopo avere ricevuto, secondo quanto riportato nella lettera, numerose segnalazioni dei residenti. Nel documento veniva indicato un «insediamento abusivo» in via Beniamino Andreatta, nei pressi del muro che delimita via Altiero Spinelli e vicino all’accesso est della Stazione Tiburtina.
Il Marforio aveva ricostruito la situazione l’8 maggio, riportando anche le segnalazioni relative al degrado e alle tensioni percepite da residenti e automobilisti che attraversavano quel tratto della Tiburtina a Roma.
Durante l’estate largo Camesena è tornata nelle cronache per un’altra criticità. Nell’agosto 2026 sono circolati video realizzati da passanti nei quali si vedevano numerosi ratti muoversi nell’area, mentre dal territorio arrivavano richieste di interventi continuativi di derattizzazione e monitoraggio.
Anche Montanini torna sull’argomento nella nota successiva allo sgombero, collegando la presenza di quella che definisce una «grande colonia di topi» all’immondizia accumulata nell’area. Il nesso causale, non essendo accompagnato nel materiale disponibile da accertamenti tecnici, resta tuttavia una valutazione attribuita al consigliere e non può essere presentato come un dato accertato.
Largo Camesena, criticità documentate a Roma già nel 2015
La storia delle problematiche in questo punto di Roma è però molto più lunga.
Già nell’agosto del 2015, Il Tempo descriveva largo Camesena come un’area verde dimenticata accanto ai cantieri della Stazione Tiburtina. La cronaca dell’epoca segnalava baracche, resti di roghi di cavi elettrici, copertoni, frigoriferi, scaldabagni e materiale ferroso. Nello stesso articolo compariva già Fabrizio Montanini, all’epoca presidente del Comitato Beltramelli-Meda, nell’ambito di una più ampia denuncia sulle condizioni di Pietralata.
Quel precedente non significa che si tratti dello stesso accampamento né delle stesse persone presenti nella zona nel 2026. Dimostra però come largo Camesena sia stata interessata, in momenti differenti, da fenomeni legati a insediamenti informali e degrado urbano già oltre dieci anni fa.
Nel 2017 Roma Capitale annunciò inoltre la riapertura al traffico della viabilità di largo Camesena e della rampa di uscita della nuova circonvallazione interna, dopo gli interventi di sistemazione dell’area. Anche questo passaggio racconta un quadrante interessato nel tempo da importanti trasformazioni infrastrutturali, ma nel quale alcune criticità sociali e di manutenzione sono tornate periodicamente nelle cronache.
Gli sgomberi sul lato est della Stazione Tiburtina nel 2020
Un altro capitolo riguarda il lato orientale della Stazione Tiburtina, pur trattandosi di un’area differente da largo Camesena.
Nel maggio 2020 il Corriere della Sera documentò lo sgombero di un accampamento di circa 120 persone in piazzale Spadolini, con l’intervento della Polizia e degli operatori Ama per la rimozione dei rifiuti.
Nel dicembre dello stesso anno piazzale Spadolini fu interessato da una nuova operazione: secondo il Corriere, il presidio contava allora circa 150 persone e sul posto intervennero Polizia, Polizia Locale e Ama.
Sono episodi geograficamente distinti dall’attuale caso di largo Camesena e non devono essere sovrapposti. Contribuiscono però a descrivere una dinamica più ampia: negli anni il quadrante intorno alla Stazione Tiburtina ha conosciuto diversi insediamenti temporanei, interventi di rimozione e successive ricomparse in punti differenti.
Montanini: «Controlli alle prime avvisaglie di nuovi accampamenti»
È proprio il rischio di una nuova occupazione dell’area il punto centrale dell’intervento politico di Montanini.
«Ora pretendiamo che ci sia maggior controllo da parte delle forze dell’ordine al fine di intervenire immediatamente alle prime avvisaglie di accampamento», afferma il capogruppo di Forza Italia nel IV Municipio.
Il consigliere pone poi l’accento sui temi del decoro e della sicurezza, sostenendo che debbano assumere maggiore centralità nell’azione amministrativa.
La richiesta nasce soprattutto da un elemento della sua ricostruzione: un precedente intervento non sarebbe stato sufficiente a impedire il ritorno dell’insediamento. La questione aperta, quindi, va oltre lo sgombero appena concluso. Il nodo sarà capire se attraverso controlli e interventi tempestivi sarà possibile impedire che lo stesso spazio torni rapidamente nelle condizioni denunciate negli ultimi mesi.
Roma, dopo lo sgombero resta il nodo della vigilanza su largo Camesena
A Roma, largo Camesena risulta oggi libera dall’accampamento, ma la storia recente e quella più lontana dell’area suggeriscono prudenza prima di considerare definitivamente chiusa la vicenda.
Il passaggio successivo sarà verificare se nella zona verranno effettuati controlli più frequenti e se saranno adottate misure capaci di prevenire la formazione di nuovi insediamenti e nuovi accumuli di rifiuti.
Per chi vive nel quadrante Tiburtina-Pietralata, la questione riguarda quindi soprattutto la continuità degli interventi. Lo sgombero rappresenta il fatto nuovo; la verifica arriverà nelle prossime settimane, quando sarà possibile capire se largo Camesena resterà libera oppure se torneranno le criticità già documentate più volte nel corso degli anni.
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