Il Segretariato Generale di Roma Capitale bacchetta l’XI Municipio: “Il Consiglio straordinario va convocato”. Ma la Direzione municipale nega competenze su via Candoni.
La decisione della Direzione dell’XI Municipio di Roma di non convocare un Consiglio straordinario sul campo rom di via Candoni ha sollevato un acceso dibattito politico e istituzionale. Una vicenda che intreccia regolamenti comunali, responsabilità amministrative e tensioni sul piano della sicurezza e dell’ambiente, con un risultato che rischia di lasciare senza risposta un tema tra i più caldi nella Capitale.
La polemica sul Consiglio straordinario di via Candoni a Roma
La responsabilità politica di evitare un Consiglio municipale straordinario su uno dei nodi più discussi a Roma — il campo nomadi di via Candoni — è ricaduta sull’XI Municipio. La Direzione municipale, documenti alla mano, ha dichiarato che non ritiene opportuno dedicare una seduta dell’assemblea consiliare a questa vicenda, nonostante le numerose criticità emerse negli anni.
Il campo rom, al centro di indagini, sequestri e denunce ambientali, è stato spesso associato a episodi di degrado urbano: incendi con fumi tossici, ritrovamenti di refurtiva di valore e tensioni con l’adiacente deposito Atac. Un quadro che ha alimentato la richiesta, avanzata già due anni e mezzo fa, di un confronto politico formale in Aula.
La lunga attesa per la convocazione dell’Aula
Era il 13 gennaio 2023 quando il consigliere municipale Marco Palma (Fratelli d’Italia), forte dell’appoggio di un quinto dell’assemblea, chiese la convocazione di un Consiglio straordinario dedicato alla situazione di via Candoni.
Eppure, nonostante il regolamento fosse chiaro, la riunione non è mai stata calendarizzata. Nel frattempo, il campo rom è tornato ripetutamente nelle cronache cittadine: incendi tossici, blitz delle forze dell’ordine, denunce per inquinamento ambientale e scoperte di vere e proprie “caveau” di refurtiva. Tutti elementi che hanno reso ancora più pressante la discussione politica.
L’appello del consigliere Palma e il ruolo del Segretariato Generale del Comune di Roma Capitale
Di fronte al silenzio dell’XI Municipio, Palma ha deciso di appellarsi al Segretariato Generale del Comune di Roma, organo chiamato a garantire il rispetto dei regolamenti. La richiesta mirava a chiarire se ci fosse stata una forzatura normativa nel bloccare la convocazione del Consiglio straordinario.
Cosa prevede il regolamento comunale
Il regolamento del Consiglio comunale e dei Municipi è esplicito: se un quinto dei consiglieri chiede un’assemblea straordinaria, il Presidente è obbligato a convocarla entro venti giorni. L’unico margine di verifica riguarda la validità formale della richiesta, non certo la rilevanza o meno dell’argomento.
La risposta del Segretariato Generale: bacchettata all’XI Municipio
La replica del Segretariato Generale, datata 7 agosto 2025, è stata netta. Nella lettera si sottolinea che il comportamento dell’XI Municipio non è conforme al regolamento. Le parole sono state chiare: “L’unico margine che ha il Presidente del Consiglio è di controllare che la richiesta sia formalmente valida. Non può entrare nel merito e decidere se l’argomento è importante o meno”.
Un vero e proprio richiamo che ha messo in difficoltà la maggioranza municipale di centrosinistra, accusata dall’opposizione di aver bloccato una discussione per motivi politici.
La replica della Direzione dell’XI Municipio di Roma: “Non è competenza nostra”
La Direzione municipale, con una lettera firmata dal direttore Antonello Mori e datata 2 settembre 2025, ha difeso il proprio operato. Nella risposta si legge che il Municipio ha sempre svolto regolarmente le proprie funzioni, con commissioni, sedute settimanali e persino altri Consigli straordinari — come quelli dedicati a Malagrotta e ad altre questioni di salute pubblica.
Tuttavia, nel caso di via Candoni, la Direzione ha sostenuto che la questione non rientra nelle competenze municipali: “L’argomento è significativo, ma di stretta competenza del datore di lavoro dei dipendenti Atac, in via subordinata del Dipartimento Mobilità Trasporti di Roma Capitale e, per quanto riguarda l’ordine pubblico, dell’Autorità Prefettizia e delle Forze dell’Ordine. Il Municipio non ha pertanto alcun tipo di potere o competenza diretta o indiretta”.
Le implicazioni politiche e amministrative della vicenda
La vicenda mette in luce una contraddizione: da un lato, un regolamento che obbliga alla convocazione del Consiglio; dall’altro, una Direzione municipale che si appella all’assenza di competenze dirette.
Per l’opposizione, si tratta di un boicottaggio politico. Per la maggioranza, invece, il Consiglio straordinario su via Candoni rischierebbe di trasformarsi in un dibattito sterile su un tema che non rientra nelle prerogative municipali.
Via Candoni, una vicenda destinata a far discutere
Il caso del Consiglio straordinario mancato sull’XI Municipio è destinato a far discutere ancora. Resta aperto un interrogativo cruciale: i regolamenti comunali hanno davvero valore cogente, oppure possono essere aggirati con interpretazioni politiche?
Intanto, il campo rom di via Candoni continua a rappresentare un’emergenza irrisolta, con conseguenze ambientali, di sicurezza e sociali che toccano da vicino non solo la Magliana, ma l’intera città di Roma.


