Sei fotografie e due video mostrano sacchi, vestiti, scarpe e ingombranti accanto ai cassonetti di Colle degli Abeti, a Roma, in prossimità della scuola materna. I residenti chiedono una soluzione stabile e un intervento coordinato delle istituzioni.
Una lunga distesa di rifiuti a Colle degli Abeti, composta da sacchi, vestiti, scarpe, cartoni e materiali ingombranti, ha invaso l’area accanto ai cassonetti nella periferia orientale di Roma. La situazione, documentata da sei fotografie e due video, riguarda un punto in prossimità di una scuola materna e riporta al centro il problema dei conferimenti irregolari e del decoro urbano nelle periferie.
Le immagini sarebbero state realizzate nel tardo pomeriggio di sabato 11 luglio 2026 e pubblicate la mattina successiva dalla signora Annamaria nel gruppo Facebook “CdQ C.A.T.T. Colle degli Abeti”. La datazione resta una ricostruzione editoriale, poiché nei file non sono visibili elementi che consentano di verificare direttamente il giorno e l’orario delle riprese.
Roma, rifiuti a Colle degli Abeti: cosa mostrano foto e video
Il filmato principale percorre l’intera fila dei contenitori e mostra come l’accumulo non sia circoscritto a un solo cassonetto. I rifiuti si estendono lungo diversi punti della postazione, occupando parte del marciapiede, il margine della carreggiata e gli spazi vicini alle alberature. In alcuni tratti, la quantità dei materiali rende difficoltoso anche il passaggio dei pedoni.
Tra gli oggetti visibili compaiono numerosi sacchi, cartoni, imballaggi, indumenti e tessili, oltre a molte paia di scarpe e ciabatte. Sono presenti anche sedie, strutture in legno, un mobile o una scaffalatura e altri materiali ingombranti.
Le immagini, tuttavia, non consentono di accertare chi abbia abbandonato i rifiuti, da dove provenissero o da quanto tempo fossero presenti. Non è possibile neppure stabilire, attraverso il solo materiale visivo, quando fosse avvenuto l’ultimo intervento di raccolta.
Un problema che supera il semplice decoro
Quello documentato a Colle degli Abeti non è soltanto un colpo d’occhio sgradevole. L’occupazione degli spazi pedonali, la vicinanza segnalata con una scuola dell’infanzia e la presenza di passi carrabili trasformano l’accumulo in una questione di accessibilità e corretta fruizione della strada.
Senza verifiche tecniche non è possibile parlare di un rischio sanitario accertato, ma resta evidente la necessità di ripristinare condizioni dignitose in un’area frequentata da famiglie e bambini.
Roma, la denuncia dei residenti: «Adesso basta»
Nel post che accompagna il materiale, Annamaria descrive una situazione ritenuta ormai intollerabile. La residente attribuisce il problema all’inciviltà e a un disinteresse politico-amministrativo, ma invita a non indicare automaticamente Ama come unica responsabile.
Secondo il suo racconto, gli operatori interverrebbero ogni mattina e più volte durante la giornata, mentre poco dopo riprenderebbe l’arrivo di automobili pronte a scaricare materiali di ogni genere.
È una ricostruzione che non trova conferma nelle sole immagini e deve essere trattata come una testimonianza. Il punto centrale resta però la richiesta rivolta alle istituzioni: trovare una soluzione stabile, evitando che la postazione torni rapidamente nelle stesse condizioni dopo ogni intervento.
«Siamo stanchi, siamo stufi di patire la scelta di vivere in periferia».
La frase sintetizza il senso della protesta: i residenti non chiedono soltanto la rimozione dei sacchi, ma la stessa attenzione che dovrebbe essere garantita in ogni quartiere di Roma.
Cassonetti vicino alla scuola materna: la richiesta di spostarli
La principale proposta avanzata nel post è lo spostamento dei cassonetti. A sostegno della richiesta vengono richiamate la vicinanza con la scuola materna, la presenza di accessi carrabili, una leggera cunetta e la velocità con cui, secondo la segnalante, molti automobilisti percorrerebbero la via.
La collocazione dei contenitori merita dunque una verifica sul posto. Spostarli, però, non può significare trasferire il problema altrove. Servono un’area alternativa adeguata, indicazioni chiare per i residenti e controlli capaci di scoraggiare l’abbandono di ingombranti e materiali che non possono essere depositati nei normali cassonetti.
Il precedente segnalato in via della Riserva Nuova
Un commento pubblicato sotto il post mette in evidenza proprio questo rischio. Marcella racconta una situazione analoga in via della Riserva Nuova, davanti a Todis e Mauris, sostenendo che i cassonetti sarebbero stati rimossi e che gli abitanti non saprebbero più dove conferire i rifiuti.
Anche questa testimonianza deve essere verificata, ma introduce un elemento concreto: la riorganizzazione delle postazioni deve essere accompagnata da una soluzione alternativa, altrimenti il disagio rischia semplicemente di spostarsi da una strada all’altra.
Roma: Ama e conferimenti irregolari, le versioni sono diverse
Le reazioni dei cittadini restituiscono un quadro tutt’altro che uniforme. Andrea sottolinea il contrasto tra le sanzioni rivolte ai condomìni per una raccolta differenziata non corretta e lo “scempio” visibile a pochi metri.
Alessio, invece, contesta la lettura proposta da Annamaria e punta il dito contro Ama, sostenendo che in via Alfredo Fiorini il vialetto delle villette sarebbe da circa un mese trasformato in una discarica, nonostante le segnalazioni presentate.
Le dichiarazioni riguardano luoghi differenti e non permettono di stabilire le responsabilità dell’accumulo fotografato. Dalle immagini non si può verificare né la frequenza effettiva dei passaggi né la provenienza delle automobili indicate nel post.
È però evidente che il fenomeno richiede una risposta coordinata: pulizia, controllo del territorio, informazione sui corretti conferimenti e sanzioni nei confronti di chi abbandona i rifiuti.
Colle degli Abeti attende una risposta dal VI Municipio
Il caso chiama ora in causa il Municipio Roma VI delle Torri, guidato dal presidente Nicola Franco, e l’assessore Cristiano Bonelli, che detiene anche la delega all’Ambiente.
Davanti a una situazione documentata vicino a una struttura scolastica, il territorio si attende un sopralluogo e un confronto operativo con Ama, Polizia Locale e uffici competenti.
L’obiettivo non può essere soltanto cancellare per qualche ora l’immagine del degrado. Occorre capire se la postazione sia collocata nel punto giusto, se i passaggi siano sufficienti, se esistano modalità più efficaci per intercettare gli ingombranti e se servano maggiori controlli contro i conferimenti irregolari.
Una soluzione credibile dovrà tenere insieme le esigenze dei residenti, la continuità del servizio e la tutela dell’area scolastica.
Colle degli Abeti pone una domanda semplice alle istituzioni: quanto tempo occorrerà per trasformare una segnalazione evidente in un intervento concreto? La rimozione dei rifiuti risponde all’emergenza di una giornata. Impedire che l’accumulo si riformi significa invece governare il problema e restituire ai cittadini la sensazione che vivere in periferia non equivalga ad avere meno diritti.
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