Roma, nuovo intervento della Polizia Locale nel sottopasso di via Volpato: rimosse masserizie, identificate sette persone. Palma (FdI): “Senza un piano sociale strutturato il problema non si risolverà”.
Il tema dei senza fissa dimora a Roma torna al centro del dibattito politico e istituzionale dopo l’ennesimo intervento effettuato ieri nel sottopasso di via Volpato, sotto la stazione ferroviaria di Trastevere. Una zona che da mesi è indicata come uno dei luoghi simbolo dell’emergenza sociale che sta attraversando il quadrante Marconi–Portuense, dove si concentrano accampamenti, micro-insediamenti e situazioni di forte degrado urbano.
Nel corso delle ultime settimane, Il Marforio ha documentato l’evoluzione della crisi a Roma: prima il reportage del 18 ottobre, poi l’aggiornamento del 24 novembre, fino alle nuove operazioni di decoro urbano condotte dalla Polizia Locale. Una fotografia nitida di una sofferenza sociale complessa, di cui il sottopasso è diventato il punto più evidente.
Roma e l’emergenza nel sottopasso di via Volpato
L’intervento della Polizia Locale: rifiuti rimossi e persone identificate
Nella giornata di ieri, la Polizia Locale di Roma Capitale — XII Gruppo Monteverde con il supporto dell’XI Gruppo Marconi — è intervenuta nei sottopassaggi pedonali di via Volpato, sotto la stazione di Roma Trastevere, dopo una serie di segnalazioni provenienti dai residenti e dai rappresentanti istituzionali.
L’operazione, documentata con foto ufficiali e accompagnata dal supporto degli operatori di Ama Spa, ha portato alla rimozione di circa 10 metri cubi di masserizie e rifiuti, comprendenti giacigli improvvisati, materiali abbandonati e resti di micro-accampamenti.
Sette persone senza fissa dimora sono state identificate. Solo una di loro ha accettato l’assistenza alloggiativa offerta direttamente sul posto dalla Sala Operativa Sociale di Roma Capitale. Un dato che conferma le difficoltà di intervento quando non è previsto un vero percorso di recupero personale.
Roma tra degrado e fragilità sociale: un quadro che si aggrava
La situazione nel quadrante Marconi–Portuense
La segnalazione del 18 ottobre aveva già evidenziato come diverse aree del quadrante risultassero interessate da insediamenti irregolari:
- lungotevere Gassman,
- via Pacinotti,
- via Quirino Majorana,
- la zona ferroviaria di via Volpato.
In particolare, il sottopasso si era trasformato in un vero e proprio punto di aggregazione per persone in estrema difficoltà sociale. Qui furono state osservate strutture improvvisate in legno, coperte, animali, indumenti e rifiuti accumulati. Una condizione che non solo creava disagio ai passanti, ma esponeva chi ci viveva a rischi sanitari e di sicurezza, in uno dei nodi di collegamento più frequentati di Roma.
L’articolo di aggiornamento del 24 novembre confermò che, nonostante le prime operazioni di pulizia, la situazione fosse rapidamente peggiorata, con un aumento dei micro-insediamenti e delle presenze fisse. Il fenomeno, anziché diminuire, si stava espandendo, rendendo necessario un intervento strutturale da parte delle istituzioni di Roma.
La posizione politica: Palma (FdI) chiede un piano sociale strutturale
“Senza percorsi di recupero vero, Roma non risolverà mai il problema”
Il consigliere Marco Palma, eletto nel Municipio Roma XI con Fratelli d’Italia, già nelle scorse settimane aveva presentato una mozione per chiedere un piano organico di recupero sociale, superando la logica degli interventi emergenziali e della semplice assistenza.
Dopo il nuovo intervento di ieri, Palma è tornato a sollecitare il Campidoglio con una nota chiara e diretta:
“Senza riuscire ad affrontare in modo serio il dramma dei senza fissa dimora, avviando percorsi di recupero personale e non solo sul fronte dell’assistenza, Roma Capitale non risolverà mai questi problemi umani, sociali e di sicurezza.”
Una posizione che sottolinea la necessità di una strategia coordinata tra Comune di Roma, Municipi, servizi sociali e terzo settore. Palma evidenzia che limitarsi a rimuovere i giacigli senza offrire un percorso reale di reinserimento significa spostare il problema, non affrontarlo.
Un nodo complesso tra decoro urbano, sicurezza e diritti sociali a Roma
Il sottopasso di via Volpato è oggi un caso emblematico delle contraddizioni che attraversano Roma: da un lato la richiesta di decoro e sicurezza da parte dei cittadini; dall’altro la fragilità estrema di persone che, prive di alternative, trasformano un tunnel ferroviario nel proprio rifugio.
La dicotomia tra degrado e dignità umana emerge con forza: rimuovere i rifiuti è fondamentale, ma non basta. Senza un investimento serio in politiche sociali, il rischio è che le operazioni si ripetano ciclicamente senza alcun effetto duraturo.
Perché Roma possa davvero affrontare l’emergenza dei senza fissa dimora tra Marconi, Portuense e Trastevere, servirà un piano sociale vero, capace di coniugare sicurezza, inclusione e rispetto dei diritti. Il sottopasso di via Volpato, da semplice luogo di passaggio, è diventato il simbolo di una sfida che la città non può più permettersi di rinviare.


