Un nuovo incidente stradale riaccende i riflettori su uno degli incroci più pericolosi di Roma, nel quadrante Ardeatino–Navigatori. Le immagini, i precedenti documentati e la morte di una donna di 83 anni investita sulle strisce confermano una criticità strutturale mai risolta.
Roma, l’ennesimo incidente all’incrocio di via Leon Pancaldo
Ancora un incidente stradale, ancora una volta nello stesso punto. La mattina di giovedì 5 febbraio 2026, intorno alle 9:55, un nuovo sinistro si è verificato all’incrocio tra via Leon Pancaldo, via di Santa Petronilla e via delle Sette Chiese, nel quadrante Ardeatino–Navigatori di Roma.
Sul posto è intervenuta la Polizia Locale di Roma Capitale, con transenne e coni per la messa in sicurezza dell’area e la gestione del traffico. La dinamica ufficiale dell’incidente è ancora in fase di accertamento, ma secondo le prime ricostruzioni e le segnalazioni raccolte, l’episodio sembrerebbe rientrare in uno schema già noto: mancato rispetto del senso di marcia e tamponamenti in prossimità dell’incrocio.

Cosa dicono le immagini
Le fotografie scattate pochi minuti dopo l’incidente parlano chiaro. Più veicoli risultano coinvolti, fermi a ridosso delle strisce pedonali e dell’impianto semaforico. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché evidenzia come il rischio non riguardi soltanto gli automobilisti, ma soprattutto i pedoni.
La presenza delle strisce pedonali, unite a un flusso veicolare intenso e a manovre spesso azzardate, rende questo incrocio uno dei più delicati dell’intero quadrante. Le immagini documentano un fatto oggettivo: basta poco perché un incidente si trasformi in tragedia.
Un black point storico nel quadrante Ardeatino–Navigatori di Roma
L’incrocio di via Leon Pancaldo non è nuovo a episodi di questo tipo. Negli ultimi anni si sono susseguiti incidenti ripetuti, segnalazioni e appelli alle istituzioni affinché venissero adottate misure strutturali di prevenzione.
Già il 24 dicembre 2025, Il Marforio aveva raccontato un altro incidente avvenuto nello stesso punto, definendolo senza mezzi termini un “punto nero ignorato da anni”. Una definizione che, alla luce di quanto accaduto oggi, appare tristemente attuale.
Anche altre testate locali hanno documentato nel tempo la pericolosità dell’incrocio, sottolineando come la complessità del nodo viario e l’assenza di dissuasori fisici efficaci continuino a favorire comportamenti scorretti alla guida.

La morte di Luciana Storini: 83 anni, investita sulle strisce
Il precedente più grave risale al 23 maggio 2024. In quel giorno, Luciana Storini, 83 anni, venne investita mentre attraversava sulle strisce pedonali in via di Santa Petronilla, nello stesso asse viario oggi al centro di nuovi incidenti.
La donna rimase ricoverata per tre mesi, fino al decesso avvenuto il 28 agosto 2024. Sulla vicenda la Procura di Roma ha aperto un’indagine per omicidio stradale, con il conducente del veicolo coinvolto formalmente indagato.
Un episodio che avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta nella gestione della sicurezza stradale dell’area e che invece, a distanza di tempo, appare come una tragedia che non ha prodotto cambiamenti concreti.
L’appello del Comitato e la voce di Franco Baroni
Da anni il Comitato Residenti Ardeatino–Tor Marancia denuncia la situazione. A farsi nuovamente portavoce delle istanze dei residenti è Franco Baroni, presidente del Comitato, che parla apertamente di esasperazione.
Secondo Baroni, le richieste avanzate nel tempo non sono mai state capricci, ma proposte concrete per la salvaguardia di pedoni e automobilisti: installazione di colonnine, dissuasori fisici e interventi capaci di impedire materialmente il mancato rispetto del senso di marcia.
L’appello de Il Marforio alle istituzioni di Roma
Di fronte a questo quadro, Il Marforio ritiene doveroso lanciare un appello chiaro alle istituzioni di Roma. I fatti sono documentati, i precedenti sono noti, una persona è morta e gli incidenti continuano a ripetersi.
La sicurezza stradale non può essere affidata alla fortuna o alla speranza che il prossimo incidente non sia fatale. Servono azioni immediate, verificabili e strutturali, prima che questo incrocio torni a occupare le cronache per un nuovo evento tragico.


