Operazione della Polizia di Stato all’Esquilino, a Roma: arrestati tre uomini, espulsi tre stranieri irregolari e chiusa una struttura ricettiva fantasma in via Nino Bixio.
Roma – Un’operazione ad ampio raggio della Polizia di Stato ha interessato l’Esquilino, nel cuore della Capitale, portando a tre arresti, diverse espulsioni e alla chiusura temporanea di una struttura ricettiva “fantasma” in via Nino Bixio.
Il blitz, condotto dal Commissariato Esquilino e coordinato con la Questura di Roma, si inserisce nella strategia pianificata in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica: un approccio mirato a contrastare il degrado, l’illegalità diffusa e il fenomeno dei borseggi che colpisce turisti e cittadini.
I controlli all’Esquilino: il quartiere di Roma sotto osservazione
Habitué del borseggio nei giardini di Piazza Vittorio Emanuele II, malintenzionati attivi lungo le vie del rione e gestori poco trasparenti di strutture ricettive: sono questi i profili finiti nel mirino della Polizia di Stato durante le verifiche straordinarie.
Le operazioni si sono svolte nel pomeriggio e nella serata di ieri, con decine di agenti impegnati in un lavoro di prevenzione e repressione che ha portato a numerosi riscontri immediati.
Arrestato il “ladro del prato”: il caso di Piazza Vittorio
Il 41enne marocchino colto in flagranza
Il primo arresto ha riguardato un 41enne di origine marocchina, conosciuto come specialista del “tocco leggero”. L’uomo agiva nei giardini di Piazza Vittorio, dove osservava con attenzione i passanti e le vittime più vulnerabili.
Il suo ultimo colpo è stato però interrotto sul nascere: dopo essersi avvicinato a due giovani sdraiati sul prato, ha sottratto rapidamente un cellulare da terra. In pochi istanti è stato però circondato dagli agenti del Commissariato Esquilino, che hanno bloccato il tentativo di fuga e lo hanno arrestato.
Il pedinatore di turisti anziani vicino Santa Maria Maggiore a Roma
Il 42enne algerino bloccato dopo vari tentativi
Il secondo caso riguarda un 42enne algerino, arrestato sempre in flagranza. Diversamente dal primo, l’uomo operava in forma itinerante, muovendosi per il quartiere e seguendo con discrezione le vittime individuate.
Dopo alcuni tentativi andati a vuoto, i poliziotti hanno deciso di pedinarlo, fino a intercettare l’ennesimo approccio nei pressi della Basilica di Santa Maria Maggiore. L’uomo ha iniziato a seguire tre turisti anziani, osservandone con insistenza i movimenti. Al momento dell’azione, uno dei turisti si è accorto del gesto, consentendo agli agenti di intervenire in tempo reale e di bloccarlo.
L’arresto “differito” del 19enne rumeno
Un ulteriore provvedimento è scattato con la formula della “flagranza differita”. A finire in manette è stato un 19enne rumeno, protagonista di un episodio violento avvenuto poco meno di 48 ore prima.
Il giovane, in stato di escandescenza al pronto soccorso di Monterotondo, aveva aggredito il personale sanitario, danneggiato la sala d’attesa e azionato un estintore. Intercettato in via Giolitti in evidente stato di ebrezza, è stato riconosciuto dai poliziotti e arrestato con le accuse di violenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, imbrattamento e danneggiamento.
19 stranieri identificati: tre espulsi al CPR di Ponte Galeria
Parallelamente agli arresti, l’operazione ha visto decine di identificazioni. In particolare, 19 cittadini stranieri sono stati accompagnati presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma per accertamenti.
Tra questi, tre sono stati espulsi e condotti presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) di Ponte Galeria, dove resteranno in attesa del rimpatrio.
Sigilli a una “ghost house” in via Nino Bixio
Non solo borseggi e violenza urbana: i controlli hanno riguardato anche il settore ricettivo.
Gli agenti hanno infatti individuato una struttura “fantasma” in via Nino Bixio, gestita in violazione della normativa sugli alloggi turistici. Dall’analisi dei registri è emerso un buco di tre giorni senza alcuna comunicazione al portale “Alloggiati web”, obbligatorio per segnalare le presenze agli organi di pubblica sicurezza.
Il risultato: sigilli per cinque giorni e stop temporaneo all’attività.
La strategia della Questura di Roma contro degrado e illegalità
L’operazione all’Esquilino rappresenta solo un tassello di una più ampia strategia di contrasto alla criminalità diffusa, che la Questura di Roma intende replicare con cadenza quotidiana in altri quartieri sensibili della città.
Il modello è quello dell’approccio “multitasking”: controllo del territorio, arresti in flagranza, espulsioni di irregolari e verifiche nei settori commerciali più esposti a irregolarità.


