L’INPS interviene sugli stabili degradati di via Ressi a Roma: chiarita la proprietà, partono le bonifiche e la vigilanza contro incendi e occupazioni.
Torna al centro dell’attenzione il patrimonio immobiliare dell’INPS nel territorio dell’XI Municipio di Roma Capitale. Dopo il caso delle case occupate da gruppi latinos, oggi i riflettori si spostano sulla zona di Portuense, dove alcune strutture versano in condizioni di grave degrado. Una situazione in cui, secondo molti residenti, non si è ancora visto un intervento risolutivo da parte dell’Ente previdenziale. Tuttavia, come emerso da una lettera diramata nella mattinata di ieri, l’INPS ha voluto fornire importanti chiarimenti sulla situazione degli stabili presenti lungo via Adeodato Ressi.
Case INPS a Portuense nel degrado: la nuova denuncia nell’XI Municipio di Roma Capitale
I nodi critici tra via Ressi e via Magliani: rischio incendi e incuria
Le criticità riguardano gli stabili di via Adeodato Ressi e via Agostino Magliani, identificati catastalmente con il “foglio 755 – particella immobile 422”. Proprio questa zona era stata già attenzionata da un’ordinanza del sindaco Gualtieri, che imponeva misure straordinarie di prevenzione incendi, considerato lo stato di incuria del verde che circonda le strutture INPS. Una condizione di rischio, emersa anche nel corso dei lavori del Consiglio dell’XI Municipio, e che aveva spinto gli amministratori locali a intervenire.
Il ruolo del consigliere Marco Palma nella richiesta di chiarimenti
La lettera del 25 giugno indirizzata all’INPS e alla Corte dei Conti
La segnalazione era partita dal consigliere municipale di Fratelli d’Italia, Marco Palma, che aveva chiesto alla sua stessa amministrazione di sostenere una sua lettera indirizzata formalmente all’INPS per ottenere chiarimenti. La lettera, inviata il 25 giugno scorso, ha ricevuto risposta dall’Ente previdenziale: la Direzione Centrale ha confermato di aver preso in carico le aree indicate, specificando con precisione l’ambito di competenza: ovvero le particelle 422, dall’unità 1 alla 126.
La risposta dell’INPS: “Non tutti quegli immobili sono nostri in quel quadrante di Roma”
Le particelle escluse dalla proprietà dell’Ente Previdenziale
Nel documento di risposta, un funzionario dell’INPS ha chiarito quale sia il reale perimetro della proprietà dell’Ente nella zona. Le particelle catastali 373, 391 e 394 — ha scritto — non rientrano tra quelle di proprietà INPS. Diverso, invece, il discorso per gli stabili effettivamente sotto la sua gestione: per questi, il funzionario ha illustrato tutte le azioni correttive in corso, volte a contenere il rischio incendi e a ripristinare le condizioni di decoro.

L’azione dell’INPS: bonifiche, verde rimosso e sopralluoghi
Le operazioni già avviate per evitare nuovi roghi estivi
Come riportato nella lettera ufficiale, l’INPS si è già attivata per intervenire nelle aree di sua competenza. L’obiettivo prioritario è scongiurare ogni rischio legato agli incendi, attraverso un affidamento diretto delle operazioni di bonifica e rimozione del verde infestante. Inoltre, i tecnici dell’Ente stanno effettuando ulteriori sopralluoghi per mappare eventuali altre criticità strutturali e ambientali presenti negli immobili.
Il problema sicurezza nello stabile dell’XI Municipio di Roma: attivato un servizio di vigilanza
Il precedente di via dell’Impruneta e i rischi di nuovi disordini
Oltre al tema incendi, permane il problema della sicurezza. La questione riguarda anche gli stabili di via dell’Impruneta, nel vicino quartiere della Magliana, già teatro in passato di aggressioni e violenze tra gruppi criminali. Per prevenire situazioni analoghe, l’INPS ha deciso di attivare un servizio di vigilanza diurna, con l’obiettivo di monitorare costantemente gli edifici e garantire un presidio sul territorio.
Il nodo mai chiarito sul cambio di destinazione d’uso sull’immobile di Roma
Il CDA del 2021 e i dubbi sulle mancate dismissioni
Decisivo, in questa vicenda, si è rivelato l’intervento del consigliere Marco Palma. Il 25 giugno scorso ha inviato una lettera indirizzata all’INPS e alla Procura Generale della Corte dei Conti, sottolineando come la situazione sia diventata più complessa dopo il Consiglio di Amministrazione dell’Ente del 28 luglio 2021. In quella sede, infatti, si sarebbe deliberato un cambio di destinazione d’uso degli immobili, senza però che vi fosse un’adeguata comunicazione pubblica o istituzionale.
Nella sua lettera, Palma ha chiesto chiarimenti su quei passaggi rimasti finora oscuri. In particolare, ha domandato se il CdA abbia effettivamente pianificato interventi strutturali o se, al contrario, non abbia potuto agire per impedimenti di natura finanziaria. Ha inoltre sollevato l’ipotesi che l’INPS non abbia deliberatamente portato avanti la dismissione degli immobili, mantenendo su di essi uno status indefinito e problematico.


