La Lega accusa il Sindaco Gualtieri di censura per la rimozione dei manifesti sul decreto sicurezza: “Atto grave contro la libertà di espressione a Roma”.
Si alza il livello dello scontro politico nel territorio di Roma. A infiammare il dibattito è la rimozione, da parte dell’amministrazione comunale, dei manifesti affissi dalla Lega sul territorio romano per promuovere il decreto sicurezza del Governo. A denunciarlo sono i consiglieri capitolini Fabrizio Santori e Maurizio Politi, che parlano senza mezzi termini di un vero e proprio atto di censura orchestrato dalla giunta Gualtieri.
La denuncia della Lega a Roma: “Censurati i nostri manifesti sul decreto sicurezza”
“Presenteremo immediatamente un’interrogazione in Campidoglio per fare luce su quanto sta accadendo – dichiarano Santori e Politi – Il comportamento dell’amministrazione e del Sindaco è inaccettabile. Censurare i nostri manifesti sul decreto sicurezza è un abuso e ci muoveremo in tutte le sedi opportune”.
Un abuso contro la libertà di espressione
Secondo i due esponenti del Carroccio, il tentativo di silenziare un messaggio politico perfettamente legittimo rappresenta un grave precedente per la democrazia romana. I manifesti, regolarmente autorizzati e pagati, non contenevano alcun messaggio offensivo o diffamatorio, ma esprimevano il sostegno della Lega alle nuove misure per il contrasto all’illegalità, volute dal ministro Matteo Salvini.
“Immaginare ancora di contrastare gli avversari politici attraverso la rimozione di manifesti regolarmente affissi e pagati – aggiungono – è un bruttissimo segnale per il futuro della libertà di espressione in tutta la città. A corto di consensi e di idee, la sinistra, come da consuetudine, cerca di ricorrere alla repressione con ogni mezzo”.
L’opposizione promette battaglia al Consiglio Comunale di Roma
Il clima che si respira a Roma diventa dunque sempre più pesante. Se la sinistra continua a nascondere i problemi sotto il tappeto, l’opposizione non ha intenzione di farsi intimidire. “La Capitale merita un confronto aperto, non bavagli di regime”, concludono Santori e Politi.
In attesa di chiarimenti ufficiali da parte del Campidoglio, resta una domanda aperta: che idea di democrazia ha un’amministrazione che censura i messaggi scomodi anziché rispondere nel merito? La politica, quella vera, non si fa con i divieti, ma con il coraggio delle idee. E su questo campo, la sinistra al governo di Roma sembra ormai drammaticamente in affanno.


